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Revocato il divieto per il gruppo di estrema destra “Hammerskin”

Il Tribunale amministrativo federale ha annullato il divieto imposto all’organizzazione di estrema destra Hammerskin Deutschland, in contrasto con la decisione previamente presa dal Ministero dell’Interno. I giudici di Lipsia hanno accolto i ricorsi presentati da membri e divisioni territoriali del gruppo contro il provvedimento adottato dalle autorità federali nel 2023.

La questione centrale, come si legge nella sentenza, risiede nell’impossibilità di dimostrare l’esistenza effettiva di una struttura nazionale che raccoglie i capitoli regionali. Senza questa prova, il divieto risulta illegittimo secondo la legge sulle associazioni, indipendentemente da quanto marcatamente illegittimi gli obiettivi del gruppo possano essere.

L’intervento di Faeser nel 2023

Nancy Faeser (SPD), allora ministra federale dell’Interno, aveva emanato il provvedimento restrittivo contro gli Hammerskin nel 2023. L’associazione e le sue articolazioni regionali vennero messe al bando in quanto contrarie all’ordine costituzionale. Diverse operazioni di polizia furono condotte contro i membri dei vari capitoli in dieci Länder tedeschi. Faeser aveva definito l’azione un colpo significativo contro l’estremismo di destra organizzato.

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La ministra dell’interno tedesca Nancy Faeser durante la conferenza stampa con la commissaria Europea per gli interni Ylva Johansson
a Berlino, il 14 gennaio 2022. EPA-EFE/Christian Marquardt / POOL

Gli Hammerskin si autodefiniscono una confraternita, non un’associazione, e si rifanno a un movimento neonazista nato negli Stati Uniti negli anni Novanta. Al momento del divieto, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione stimava circa 130 aderenti in Germania.

Mancano prove di una gerarchia nazionale

Ma perché è stato revocato il divieto? Il problema è più di forma che di sostanza. I giudici federali non hanno riscontrato infatti elementi sufficienti per confermare l’esistenza di un’organizzazione nazionale denominata Hammerskin a livello sovraregionale. Il ministero non è riuscito a dimostrare l’esistenza di un livello dominante capace di coordinare le varie articolazioni territoriali.

Nell’analisi del ricorso, in altre parole, non si è verificato se gli obiettivi e i valori degli Hammerskin fossero anticostituzionali, ma semplicemente se l’entità che si denominava “Hammerskin” presentasse le caratteristiche di associazione che la rendono passibile di un divieto imposto dall’autorità federale. 

Questo aspetto è importante e va sottolineato perché circoscrive l’impatto della decisione su altri possibili provvedimenti restrittivi contro associazioni o eventuali procedimenti futuri, come quelli ipotizzati contro AfD. In altre parole, gli Hammerskin sono “non vietabili” non perché non siano nazisti, ma perché non sono un’associazione riconoscibile e quindi non si saprebbe cosa vietare. Per contro un partito riconosciuto e stabilito, con uno statuto, una gerarchia, delle cariche e una strutturazione federale ben nota, chiara e ufficiale non porrebbe questo problema e la decisione eventuale di vietarlo dipenderebbe solo dal contenuto della sua comunicazione, dall’operato dei suoi membri e dai valori proposti.

La normativa sulle associazioni consente al Ministero federale dell’Interno di vietare esclusivamente gruppi che operano oltre i confini di un singolo Land. Quando il raggio d’azione resta confinato a un territorio regionale, la competenza passa agli enti locali. Questo vuol dire che gli Hammerskin sono ancora “tecnicamente” vietabili, ma ogni singolo ufficio per la protezione della Costituzione di ogni singolo Land dovrebbe lavorare all’osservazione di ogni singolo capitolo regionale e deliberare in merito. Solo un coinvolgimento in un’organizzazione complessiva avrebbe giustificato la classificazione dei capitoli come organizzazioni parziali e la loro inclusione nel divieto, senza dover esaminare i motivi specifici per ciascun capitolo. Esisterebbero invece chiari segnali di una considerevole autonomia delle sezioni locali.

Le argomentazioni dei ricorrenti e l’autonomia delle sezioni

I ricorrenti avevano negato con forza l’esistenza di un livello nazionale e di una leadership federale. Secondo le loro dichiarazioni, le sezioni regionali agivano in maniera autonoma.

Quattro volte l’anno si svolgeva un incontro denominato “National Officers Meeting”, ma questo non è bastato a confermare l’esistenza di una rete nazionale con una gerarchia, poiché durante questi appuntamenti non venivano adottate decisioni vincolanti per i gruppi territoriali. Non esisteva un’uniformità simbolica a livello nazionale. I ricorrenti hanno riconosciuto di organizzare incontri, concerti e comunicazioni in modo estremamente riservato.

Con questa sentenza viene revocato per la seconda volta un provvedimento restrittivo emanato da Faeser. A giugno il Tribunale amministrativo federale aveva già annullato il divieto della rivista di estrema destra Compact. I capitoli regionali degli Hammerskin possono quindi proseguire le loro attività, almeno temporaneamente.

La sentenza è disponibile qui.

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