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Scontro Weidel-Merz al Bundestag: accuse, interruzioni e minacce di espulsione

Era molto tesa la situazione al Bundestag, mercoledì, quando Alice Weidel ha attaccato frontalmente Friedrich Merz e il cancelliere ha risposto con pari asprezza, contestato da numerosi esponenti di Alternativa per la Germania.

La situazione è degenerata a tal punto che la presidente del parlamento, Julia Klöckner, ha dovuto richiamare più volte all’ordine diversi deputati di AfD.

Scontro in parlamento: la leader di AfD attacca il governo

L’intervento di Alice Weidel, arrivato all’indomani della vittoria di AfD e della sonora sconfitta della CDU in Sassonia-Anhalt, è stato durissimo. Weidel ha definito la politica del cancelliere un “fallimento totale” e ha dichiarato che l’era della coalizione rosso-nera sta per finire.

In relazione al tema dell’immigrazione, Weidel ha accusato il governo Merz di aver causato l’aumento della criminalità in Germania e ha inoltre messo in relazione l’immigrazione con un certo abuso dei sussidi sociali.

Alice Weidel contro la transizione energetica. E guarda a Mosca

La co-leader di AfD si è poi scagliata contro la transizione energetica, ritenendola un inutile spreco di risorse e sostenendo che stia soffocando l’economia tedesca.

Ha espresso poi il timore che questo inverno la Germania possa avere problemi di approvvigionamento di gas a causa dei bassi livelli di riempimento degli stoccaggi e dichiarato che l’unica soluzione è riprendere a importare il gas a basso costo dalla Russia e riaprire le centrali nucleari, ma anche eliminare i sussidi per la protezione del clima.

Anche per quanto riguarda la politica estera, lo sguardo di Weidel si è volto a Mosca. La co-leader di AfD ha infatti accusato il governo tedesco di fare “propaganda di guerra”, alimentando lo scontro con la Russia.

Merz prende la parola: “AfD è una forza distruttiva”

Quando è arrivato il turno di Merz, la situazione si presentava tesissima . Il cancelliere ha immediatamente accusato AfD di essere una “forza distruttiva”, di disprezzare le istituzioni democratiche e di denigrare sistematicamente i rappresentanti dello Stato.

Merz ha parlato anche di una “profonda frattura” tra AfD e gli altri partiti tedeschi in merito alla politica europea e alla politica di pace. Ed è AfD, secondo Merz, a danneggiare la Germania con la sua vicinanza alla Russia e a essere parte dei problemi che il Paese deve affrontare.

Remigrazione: le accuse di voler attuare una “pulizia etnica”

Per quanto riguarda la remigrazione, il cancelliere ha accusato AfD di voler attuare una “pulizia etnica” sulla base dell’origine e del colore della pelle e ha invece ricordato i milioni di lavoratori con background migratorio che contribuiscono al benessere della Germania in più settori.

Più volte l’intervento del cancelliere è stato interrotto dai deputati di Alternativa per la Germania, al punto che la presidente del Bundestag li ha ripetutamente ammoniti, minacciando di cacciarli. “Non siamo allo stadio”, ha sottolineato in preda all’esasperazione.

Merz ha ringraziato Julia Klöckner, ma ha anche aggiunto che le sue parole sarebbero cadute nel vuoto. “Ascoltare non è il vostro punto forte”, ha precisato, rivolgendosi ai membri di AfD e ribadendo come il loro contegno fosse un’ulteriore prova della loro mancanza di rispetto per il parlamento.

Merz non devia dalle riforme e ammette di non averle spiegate bene

Per quanto riguarda le politiche sociali, Merz ha ribadito la necessità di portare a termine le riforme annunciate per il bene del Paese e ha nuovmente sostenuto di aver probabilmente spiegato male il significato e la portata dei provvedimenti.

Ancora una volta, cioè, il cancelliere pensa di aver sbagliato nella comunicazione, e non nella sostanza, a proposito delle misure che intende mettere in atto e che molti hanno contestato.

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