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Berlino non si vende: il 18 settembre la prima di “BORN TO LIVE IN BERLIN”

Venerdì 18 settembre ci sarà la prima proiezione di “BORN TO LIVE IN BERLIN”, documentario “sulla crisi abitativa, lo sfratto sociale e la lotta per poter restare”.

Girato da Maurizio Spagliardi e prodotto da Kreativerhof, con musica dei Betty Poison, il documentario verrà proiettato alle ore 17:00 presso il Kino Zukunft. con la presenza di Elif Eralp, candidata di punta della Linke a Berlino, e Katalin Gennburg, deputata della Linke al Bundestag e studiosa di urbanistica storica. Il film è dedicato alla comunità queer di Berlino.

“BORN TO LIVE IN BERLIN”: lottare per restare

“BORN TO LIVE IN BERLIN” segue il fortunato “BORN TO DIE IN BERLIN”, sempre nato dalla combo Spagliardi e Kreativerhof, e si pone come un invito alla lotta e alla resistenza per contrastare il fenomeno della speculazione edilizia, della crisi degli alloggi, ma anche della distruzione della diversità di Berlino, che ne consegue inevitabilmente.

“Per molto tempo Berlino è stata considerata un simbolo di libertà, diversità e sperimentazione sociale” spiega il team dietro questo progetto, che precisa come, tuttavia, per un numero crescente di persone la capitale tedesca stia diventando inaccessibile.

“L’aumento degli affitti, la vendita degli edifici residenziali, l’espulsione degli abitanti, la discriminazione sul mercato immobiliare e uno sviluppo urbano sempre più orientato al profitto segnano la vita quotidiana di molti e molte berlinesi” si ribadisce nel documentario e tutto questo si rifletta sulla vita della popolazione, come quella degli abitanti di Karl-Marx-Straße 11, il cui edificio, con oltre 60 residenti, è stato venduto dall’Arcidiocesi di Berlino a un investitore privato

Storie vere di chi rischia di perdere la propria città

Lo scopo è proprio quello di raccontare le storie di persone che rischiano di essere allontanate dalla propria città, ma anche di coloro “che si organizzano per opporsi”.

Il film, che si sviluppa nell’ambito di otto capitoli, attraversa “luoghi, epoche e campi di conflitto della città”, dalle olimpiadi del 1936 alla deportazione di Santi e Rom da Marzahan, passando attraverso l’acceso dibattito sulle possibili Olimpiadi del 2036.

Dal passato al futuro, una città contesa

Passato, presente, futuro, memoria storica, conflitti contemporanei e forme concrete di resistenza di fronte alla paura di perdere la casa: tutto confluisce in una narrazione fedele che mette al centro esperienze reali e risposte politiche a una domanda essenziale e cioè come Berlino possa rimanere accessibile, sociale e vivibile?

Altri capitoli sono dedicati alla resistenza nella vita quotidiana, nei centri di quartiere, nelle iniziative degli inquilini e nei luoghi di sostegno reciproco, sempre intrecciando storie personali con questioni più ampie come la responsabilità pubblica e lo sviluppo urbano.

Dalla lotta degli inquilini alla politica

Nel documentario prendono la parola, tra gli altri, abitanti e iniziative di inquilini, rappresentanti del mondo accademico, della cultura e delle realtà sociali, nonché esponenti politici. Tra i partecipanti figurano Luciana Castellina, il Prof. Verch di NOlympia, Jan Stiermann, Stefan Thimmel, Christoph Trautvetter, Verena Pfeiffer-Kloss, Marta Nuzzo, Gaby Bischoff, Niklas Schenker, Katalin Gennburg, Elif Eralp, Ark Lucia dell’AWO-Begegnungszentrum Kreuzberg e Deo Katunga.

“BORN TO LIVE IN BERLIN” si propone insomma di mostrare con chiarezza che la crisi abitativa “non è una calamità naturale”, ma il risultato di decisioni politiche sulle priorità della società e di conseguenza può essere trasformata attraverso decisioni diverse.

Il diritto di restare nella propria città

Il film vuole essere un invito al dialogo sul diritto di restare nella propria città e sulle possibilità che sia pensata per chi la abita e non per il profitto dei grandi gruppi immobiliari.

A novembre, in data da definirsi, ci sarà un’altra proiezione presso la Rosa Luxemburg Stiftung.

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