La rivista di estrema destra Compact non chiuderà: lo ha deciso il tribunale
Non sappiamo quante persone abbiano acquistato le medaglie con il volto di Björn Höcke che Jürgen Elsässer, caporedattore di Compact, voleva sbrigarsi a vendere prima di un’eventuale messa al bando della sua rivista. Sappiamo però che, alla luce dei fatti, la fretta si è rilevata immotivata: la rivista di estrema destra potrà continuare a uscire regolarmente. Il Tribunale amministrativo federale ha infatti formalmente revocato il divieto imposto alla testata nell’estate del 2024, permettendo alla pubblicazione di continuare le proprie attività editoriali. Il motivo ufficiale è che “la Costituzione garantisce libertà di stampa anche per i nemici della libertà”.
La decisione del Tribunale amministrativo federale
Proprio con queste parole la corte di Lipsia ha stabilito che il divieto emanato dall’ex ministra federale dell’Interno Nancy Faeser (SPD) non aveva basi giuridiche sufficienti per essere effettivamente messo in atto. L’analisi del tribunale ha evidenziato che, nonostante la presenza di affermazioni polemiche ed esagerate all’interno della pubblicazione, non è stata superata la soglia dell’anticonstituzionalità. Revisionismo e diffusione delle teorie del complotto, secondo quanto emerge dalla sentenza, rientrano nella libertà di espressione e “non giustificano il divieto”. Il Ministero federale dell’Interno aveva giustificato il divieto del 2024 definendo la rivista “portavoce centrale della scena di estrema destra”. La Compact-Magazin GmbH era stata posta sotto sorveglianza dai servizi di sicurezza interna e classificata come associazione di estrema destra alla fine del 2021.
La decisione attuale conferma quanto già stabilito nell’agosto 2024, quando i giudici federali avevano sospeso provvisoriamente il divieto attraverso un procedimento d’urgenza. Tale sospensione aveva consentito alla rivista di continuare le pubblicazioni durante l’iter giudiziario. La sesta sezione competente ha ora emesso la decisione definitiva nel procedimento di merito, consolidando la posizione giuridica dell’editore e stabilendo un precedente significativo per casi analoghi.
Una vittoria anche per AfD
Elsässer ha espresso soddisfazione per la sentenza, interpretando il successo giuridico come un risultato duplice. Le sue dichiarazioni post-udienza hanno evidenziato possibili implicazioni più ampie: “Se è impossibile vietare Compact, non è possibile nemmeno vietare l’AfD, che è accusata delle stesse cose che vengono contestate a noi“.
Secondo le informazioni fornite dal tribunale, la rivista Compact raggiunge una tiratura di 40.000 copie cartacee. La presenza digitale della pubblicazione si estende attraverso un canale televisivo online che registra fino a 460.000 visualizzazioni, evidenziando l’ampiezza del pubblico raggiunto.
L’azienda mediatica, costituita nel 2010, ha trasferito la propria sede da Falkensee, nel Brandeburgo, a Stößen, in Sassonia-Anhalt.
Alcuni contenuti di Compact “violano la dignità umana”, ma la rivista non dovrà chiudere
Il tribunale ha riconosciuto che alcune dichiarazioni di Compact sulla migrazione violano effettivamente la dignità umana, particolarmente quando le posizioni espresse trattano i cittadini tedeschi con background migratorio come cittadini di seconda classe. La decisione chiarisce però che, per giustificare un divieto totale, sarebbe necessario che i contenuti anticostituzionali “caratterizzassero” l’intera offerta editoriale. Il tribunale ha stabilito che tale soglia non è stata “ancora” superata, considerando che la rivista tratta numerosi altri argomenti e contiene espressioni ancora coperte dalla libertà di opinione e di stampa. In altre parole, non è vietato pubblicare contenuti esplicitamente razzisti, purché non si pubblichino solo contenuti esplicitamente razzisti.



