AperturaArte e Cultura

La parola pace è nata in Italia, la parola guerra è nata in Germania

di Giuseppe Tizza

C’è una curiosità linguistica che può diventare una piccola lezione sulla storia d’Europa. In italiano diciamo “pace” e “guerra“. Sono due parole che rappresentano forse i due concetti più antichi e più drammatici della storia dell’umanità. Eppure hanno origini linguistiche molto diverse.

L’origine delle parole pace e guerra: due storie che attraversano l’Europa

Pace” deriva infatti dal latino pax, pacis, la lingua dell’antica Roma, mentre “guerra” deriva invece dal germanico werra, un termine che entrò nelle lingue romanze durante il Medioevo.

Il fatto è ancora più interessante se ricordiamo che il latino possedeva già una parola per indicare la guerra: bellum. Da questa parola deriva, per esempio, l’italiano “bellico”.

Ma nel passaggio dal latino alle lingue romanze accadde qualcosa di curioso: bellum venne progressivamente sostituito da una parola di origine germanica, per l’appunto werra, dalla quale derivano l’italiano guerra, il francese guerre e lo spagnolo guerra. È quasi come se la storia dell’Europa fosse rimasta impressa nel vocabolario.

La pace parla latino. La guerra parla germanico

Naturalmente questo non significa che la pace “appartenga” agli italiani o la guerra ai tedeschi. Sarebbe assurdo interpretare l’etimologia come un giudizio sui popoli. Le parole viaggiano, cambiano significato e vengono adottate da culture diverse. Ma proprio per questo la loro storia è interessante.

Roma ha lasciato all’Europa una lingua che per secoli ha rappresentato il diritto, l’amministrazione, la cultura e anche l’idea di una comunità politica. Il termine pax è rimasto nelle lingue europee come una delle parole fondamentali della convivenza.

Werra, invece, apparteneva al patrimonio linguistico germanico e indicava originariamente una situazione di confusione, conflitto o discordia. Entrando nelle lingue romanze, finì per sostituire l’antico bellum.

La newsletter del Mitte!

Notizie, novità, eventi dalla Germania

L’Europa è scritta nelle sue parole

E qui emerge una riflessione che riguarda particolarmente l’Europa di oggi.

L’Europa è costruita dall’incontro di mondi linguistici diversi: latino, germanico, celtico, greco, slavo e molti altri. Le sue parole sono il risultato di secoli di contatti, invasioni, migrazioni, commerci e scambi culturali. Persino una semplice coppia di termini come pace/guerra racconta questa storia.

Forse dovremmo insegnare più spesso la storia attraverso le parole. Una parola può infatti conservare la traccia di un incontro tra popoli avvenuto millecinquecento anni fa, può raccontare una trasformazione politica senza bisogno di una battaglia, di un trattato o di una data e può anche ricordarci una cosa importante: le lingue non appartengono rigidamente ai popoli. Le parole attraversano le frontiere molto più facilmente degli eserciti.

E mentre la parola “guerra” ha viaggiato dal mondo germanico verso le lingue romanze, la parola “pace” ha continuato il suo viaggio dal latino verso gran parte dell’Europa.

Due parole diverse, una storia comune

Forse è proprio questo il paradosso più bello: l’Europa ha trasformato una parola germanica in “guerra” e una parola latina in “pace”, ma oggi entrambe appartengono a tutti gli europei.

E se vogliamo costruire un’Europa veramente unita, potremmo cominciare proprio da qui: non cancellando le differenze linguistiche, ma scoprendo ciò che le parole ci raccontano della nostra storia comune.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio