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E se anche la Germania dovesse adeguare le vacanze al nuovo clima?

di Giuseppe Tizza

Per decenni l’italiano che arrivava in Germania aveva una certezza: d’estate, se voleva trovare il caldo vero, doveva tornare in Italia.

Era quasi una regola non scritta. In Germania si lavorava, si andava a scuola, si continuava la vita normale. In Italia, invece, arrivava l’estate, chiudevano le scuole e milioni di persone partivano verso il mare. Oggi, però, qualcosa sembra essere cambiato.

Se cambia il clima, cambiano anche le vacanze?

Le temperature che un tempo associavamo soprattutto all’Italia mediterranea si fanno sempre più frequenti anche in Germania. E allora viene spontanea una domanda, forse ironica ma non del tutto assurda: se il clima cambia, perché non dovrebbe cambiare anche il calendario delle vacanze?

La Germania ha costruito nel tempo un sistema scolastico nel quale le vacanze estive sono distribuite tra i diversi Länder, proprio per evitare che tutta la popolazione si metta contemporaneamente in viaggio.

Una soluzione molto tedesca: organizzazione, pianificazione, calendario e, possibilmente, una tabella Excel. Ma il clima non legge le tabelle.

Se le temperature continuano a salire, potrebbe arrivare il giorno in cui anche le scuole tedesche dovranno porsi una domanda molto semplice: è ancora sensato pensare alle vacanze estive come le pensavamo cinquant’anni fa? Perché c’è una piccola ironia della storia.

Vacanze in Germania e clima: un calendario da ripensare

Per decenni molti italiani residenti in Germania hanno aspettato con ansia le Sommerferien per prendere l’automobile, attraversare l’Europa e raggiungere l’Italia. Adesso potrebbe succedere il contrario: qualcuno potrebbe partire dall’Italia per andare in Germania alla ricerca di un po’ di fresco e allora potremmo assistere a una situazione quasi surreale.

Il turista italiano arriva in Germania e chiede: “Dove possiamo trovare un po’ di fresco?” e il tedesco risponde: “Mi dispiace. Quest’anno non ne abbiamo più”.

Naturalmente il problema non è soltanto scolastico. Le alte temperature hanno conseguenze sul lavoro, sulla salute, sui trasporti, sull’agricoltura e sulla vita quotidiana, ma proprio la scuola rappresenta uno dei luoghi nei quali il cambiamento climatico potrebbe costringerci a ripensare abitudini che consideriamo immutabili.

Forse un giorno non parleremo più soltanto di Sommerferien, ma di una diversa distribuzione delle pause durante l’anno: meno concentrazione nei mesi tradizionali e più flessibilità nei periodi in cui il caldo rende difficile studiare, lavorare e vivere normalmente. E qui arriva la provocazione.

Una lezione italiana per affrontare il caldo

Non necessariamente dalla burocrazia italiana, né dalla puntualità dei nostri treni, ma dall’idea, molto semplice, che quando arriva il caldo bisogna anche organizzarsi per affrontarlo, perché il cambiamento climatico non sta soltanto cambiando le temperature, ma sta lentamente cambiando anche le nostre abitudini, le nostre città, il modo di lavorare e, forse, perfino il modo in cui concepiamo l’anno scolastico.

E allora, perché no? Un giorno potremmo vedere un ministro tedesco annunciare: “Cari cittadini, a causa delle temperature eccezionalmente elevate, quest’anno anticipiamo le vacanze estive” e dall’Italia arriverebbe immediatamente la domanda: “Scusate, ma non era proprio quello che facevamo noi da sempre?“.

Forse il vero cambiamento climatico sarà anche questo: non saranno più gli italiani a cercare l’estate in Germania, ma i tedeschi a cercare il fresco in Italia.

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