Germania, Francia e Italia: tre modi diversi di considerare la lettura ad alta voce

di Giuseppe Tizza
La lettura ad alta voce è una competenza fondamentale. Non serve soltanto a pronunciare correttamente le parole di un testo, ma sviluppa comprensione, capacità comunicativa, sicurezza personale e consapevolezza linguistica. Eppure i sistemi scolastici europei le attribuiscono un’importanza molto diversa.
Lettura ad alta voce: in Germania il modello più consolidato
La Germania rappresenta probabilmente il modello più consolidato. Da oltre sessant’anni organizza il Vorlesewettbewerb, il concorso nazionale di lettura ad alta voce che coinvolge ogni anno centinaia di migliaia di studenti. La competizione si svolge attraverso selezioni nelle scuole, nelle città, nei Länder fino alla finale nazionale. L’obiettivo non è soltanto individuare il miglior lettore, ma trasmettere l’idea che leggere bene significhi comprendere meglio, comunicare meglio e amare maggiormente i libri.
Anche nella didattica quotidiana la lettura espressiva occupa uno spazio importante. Gli insegnanti la utilizzano regolarmente e gli studenti sono abituati a leggere davanti ai compagni, sviluppando progressivamente sicurezza e capacità espressive.
Germania e Francia, due modelli che valorizzano la lettura ad alta voce. E l’Italia?
La Francia ha compiuto un passo ulteriore. Oltre a promuovere la lettura ad alta voce durante il percorso scolastico, l’ha inserita nella valutazione ufficiale. Nell’esame orale di francese del Baccalauréat gli studenti iniziano la prova con la lettura ad alta voce di un testo. La commissione valuta non solo la correttezza della lettura, ma anche l’intonazione, il ritmo, l’espressività e la capacità di restituire il senso del brano. Successivamente, il Grand Oral verifica la capacità di esporre con chiarezza e parlare efficacemente davanti a una commissione.
L’Italia, invece, continua a considerare la lettura ad alta voce quasi esclusivamente come uno strumento didattico. Molti insegnanti la utilizzano con ottimi risultati, ma non esiste una valorizzazione sistematica né una valutazione specifica all’interno degli esami di Stato. Di conseguenza, l’attenzione dedicata a questa competenza dipende spesso dalla sensibilità del singolo docente.
Eppure numerose ricerche hanno dimostrato che la lettura ad alta voce favorisce la comprensione del testo, arricchisce il lessico, migliora la memoria, sviluppa la capacità di concentrazione e rafforza le competenze comunicative. Sono abilità che accompagnano lo studente non soltanto durante il percorso scolastico, ma anche nella vita universitaria e professionale.
Il confronto tra i tre Paesi pone una domanda inevitabile: perché in Germania la lettura ad alta voce viene celebrata attraverso un concorso nazionale, in Francia è addirittura parte dell’esame di maturità e in Italia continua a occupare un ruolo marginale?
Cosa significa investire nella lettura ad alta voce?
Forse è arrivato il momento di aprire una riflessione anche nel nostro sistema scolastico. Non necessariamente per copiare altri modelli, ma per riconoscere che saper leggere bene davanti agli altri rappresenta una competenza essenziale, al pari della scrittura e dell’argomentazione.
L’Italia potrebbe trarre ispirazione sia dall’esperienza tedesca, che valorizza la pratica della lettura attraverso un grande progetto nazionale, sia da quella francese, che la considera una competenza meritevole di essere valutata negli esami conclusivi del percorso scolastico.
Investire nella lettura ad alta voce significa investire nella comprensione, nella comunicazione e nella formazione di cittadini capaci di esprimersi con chiarezza. È una sfida educativa che riguarda il futuro della scuola italiana e che, osservando quanto accade nei Paesi vicini, merita di essere affrontata senza ulteriori rinvii.




