L’italiano ha bisogno di una nuova parola: altoleggere (vorlesen)

di Giuseppe Tizza, traduttore e Interprete tedesco
Ogni lingua racconta la cultura di un popolo e alcune parole possono sembrare banali, ma rivelano in realtà abitudini profondamente radicate. Una di queste è il verbo tedesco vorlesen.
In Germania un genitore non dice: «Stasera ti leggerò una storia ad alta voce». Dice semplicemente: Ich lese dir etwas vor. Un insegnante organizza una Vorlesestunde. Esistono campagne nazionali dedicate al Vorlesen, concorsi, associazioni e perfino una giornata nazionale della lettura ad alta voce.
In italiano, invece, dobbiamo ricorrere a un’espressione composta: leggere ad alta voce. Tre parole. Non esiste un verbo. Può sembrare una semplice curiosità linguistica e forse non lo è.

Quando manca una parola per la lettura ad alta voce
Quando una lingua dedica una parola a un’azione, significa che quella realtà è riconosciuta, condivisa. Quando manca la parola, spesso manca anche la consapevolezza del suo valore.
Da anni sostengo che la lettura ad alta voce rappresenti uno degli strumenti più efficaci contro l’analfabetismo funzionale, per lo sviluppo del linguaggio, dell’ascolto, della memoria e della comprensione del testo. Eppure continuiamo a descriverla con una perifrasi. Perché quindi non creare un verbo?
E se inserissimo nel vocabolario il verbo altoleggere?
La mia proposta è semplice: altoleggere. Un verbo formato da “alto” e “leggere”.
Si potrebbe dire:
- Oggi la maestra altolegge una fiaba.
- Ogni sera i genitori dovrebbero altoleggere ai propri figli.
- Altoleggere migliora il lessico e la comprensione.
- La scuola dovrebbe dedicare ogni giorno alcuni minuti all’altolettura.
Dal nuovo verbo nascerebbero naturalmente altri termini:
- altolettura, l’attività della lettura ad alta voce
- altolettore, chi legge ad alta voce
- altoleggente, chi pratica abitualmente questa forma di lettura
Una nuova parola per descrivere un gesto già esistente
Naturalmente non basta inventare una parola perché essa entri nella lingua. Occorre usarla, scriverla, discuterla. Tutte le parole oggi considerate normali sono state, un giorno, un’invenzione e forse è arrivato il momento che anche l’italiano possieda un verbo capace di esprimere ciò che altre lingue indicano con una sola parola.
Perché le parole non descrivono soltanto il mondo, ma, talvolta lo costruiscono.
Altoleggere potrebbe essere una di queste.



