Jens Spahn: l’ex ministro tedesco al forum segreto di Peter Thiel
Dal 2006, il miliardario statunitense Peter Thiel organizza due volte l’anno una serie di incontri riservati sotto il nome “Dialogue”: una conferenza negli Stati Uniti, una in Europa. L’accesso avviene esclusivamente su invito personale, senza alcuna traccia o agenda pubblica. “Se cerchi “Dialogue” su Google, non troverai molto; ci teniamo volutamente in secondo piano”, recita un invito citato da t-online, indirizzato a “personalità di spicco a livello mondiale”. Il format prevede tavole rotonde moderate in piccoli gruppi di otto-dodici persone e la promessa di riservatezza assoluta. Una promessa che gli organizzatori non sono riusciti a mantenere: i metadati del suo sito web, apparentemente quasi vuoto, in seguito a un attacco hacker hanno rivelato i nomi di 113 persone registrate internamente. Tra queste figura Jens Spahn (CDU), capogruppo dell’Unione al Bundestag ed ex ministro della Salute tedesco, che ora è oggetto di aspre critiche sia in Germania che nel resto d’Europa, poiché Peter Thiel è considerato da più parti e si è praticamente autodefinito un nemico della democrazia.
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Jens Spahn ha partecipato al forum di Peter Thiel quando era ancora ministro
A rendere pubblici i dati è stata l’attivista e hacker svizzera Maia Arson Crimew. Il portale statunitense “Wired” ne ha dato notizia per primo, quello tedesco t-online ha successivamente verificato le informazioni e fatto scoppiare il caso in Germania, puntando i riflettori su Spahn. I metadati non chiariscono se le persone censite siano partecipanti o membri effettivi del forum. Tuttavia, anche un elenco separato citato da t-online, relativo ai “partecipanti confermati” del 2022, 63 in totale, includerebbe il nome di Spahn.
Di fronte a una prima richiesta di chiarimento, il portavoce di Spahn si era limitato a dichiarare che il parlamentare aveva ricevuto un invito per il “Dialogue Retreat” del 2026 in Irlanda, ma lo aveva declinato. Solo dopo essere stato messo a confronto con l’elenco del 2022, il portavoce ha ammesso cinque partecipazioni complessive: nel 2018 in Irlanda, nel 2019 in Italia, nel 2022 in Portogallo, nel 2023 in Spagna e nel 2024 in Germania. Quanto alla questione se Spahn sia o sia stato “membro” di “Dialogue”, il portavoce non ha fornito risposta.
Le prime due partecipazioni, quella del 2018 e quella del 2019, coincidono con il periodo in cui Spahn era ministro della Salute. Prima ancora, nel 2016, quando ricopriva la carica di sottosegretario di Stato al Ministero delle Finanze, Jens Spahn aveva già ricevuto Peter Thiel presso il ministero in occasione di un evento sulla trasformazione digitale.
Stando a quanto riferito, ogni partecipante versa agli organizzatori circa 15.000 euro per singolo evento, con la possibilità di ottenere sconti in determinate circostanze. Il portavoce di Spahn ha dichiarato che le spese di viaggio venivano coperte, a seconda della funzione ricoperta, dal ministero, dal Bundestag o dal gruppo parlamentare. Le quote di partecipazione, invece, sarebbero state sostenute personalmente da Spahn, ma con uno sconto considerevole, pagando una somma di appena tre cifre.
Che cos’è il forum “Dialogue”?
Nel corso degli anni, il forum sembra aver ospitato un insieme eterogeneo di figure internazionali. Tra i nomi ricavati dai metadati del sito figurerebbero Kaja Kallas, vicepresidente della Commissione europea, la cui partecipazione è stata però smentita da fonti della Commissione, il ministro delle Finanze statunitense Scott Bessent, il genero di Trump Jared Kushner, Elon Musk e l’ambasciatrice saudita negli Stati Uniti Reema Al-Saud. L’elenco del 2022 comprende, fra gli altri, Tulsi Gabbard, poi nominata direttrice dei servizi segreti USA, l’allora governatore della Banca nazionale austriaca Harald Mahrer e il ministro giapponese Tarō Kōno, oltre a numerosi dirigenti aziendali internazionali.
Per l’edizione del 2026, “Wired” cita tra i partecipanti il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo della NATO in Europa, e il senatore Ted Cruz. Tra i temi previsti: “Reintrodurre l’energia nucleare”, “Affrontare la Terza Guerra Mondiale”, “Tecnologie di combattimento” e, secondo quanto riportato da Wired, “come fondare una setta”.
Bufera su Jens Spahn
La notizia ha generato reazioni immediate e trasversali. “Questo getta una luce discutibile sul capogruppo del nostro partner di coalizione”, ha dichiarato Ralf Stegner dell’SPD, aggiungendo che Thiel e la sua rete incarnano una concezione della democrazia incompatibile con i principi dello Stato di diritto, della dignità umana e del pluralismo sanciti dalla Costituzione tedesca. Sul piano strettamente fattuale, la posizione di Thiel è più radicale di quanto quella formulazione lasci intendere: in un saggio, il miliardario ha scritto esplicitamente di non credere nella compatibilità tra libertà e democrazia, auspicando la sostituzione delle strutture statali con modelli imprenditoriali e la marginalizzazione del controllo democratico.
Irene Mihalic, segretaria parlamentare dei Verdi, ha chiesto chiarimenti sul finanziamento della partecipazione di Spahn negli anni in cui era membro del governo: “Cosa ci fa un ministro della Salute a una conferenza statunitense con esponenti dell’estrema destra su temi presumibilmente molto lontani dalla sua competenza?”. Kathrin Anhold, dell’organizzazione Lobbycontrol, ha parlato di un’avventura affrontata con “negligenza in circoli antidemocratici che vogliono dividere l’Europa e rafforzare AfD”, definendo ingenua ed estremamente pericolosa l’idea di poter rappresentare interessi conservatori in quella sede. Janis Ehling, segretario federale di Die Linke, ha parlato di “complicità” con chi sostiene un’ideologia in cui il potere economico prevale sul controllo democratico.

Foto: EPA/ANDREW GOMBERT
Chi è Peter Thiel
Peter Thiel è diventato negli anni una figura di spicco nel panorama tecnologico e politico statunitense. Tra le aziende riconducibili alla sua cerchia, la più celebre e controversa è Palantir, specializzata nell’analisi dei dati, nella sorveglianza e oggetto di critiche persistenti da parte delle organizzazioni per la tutela della privacy e dei diritti civili. In Germania, la polizia di Baviera, Assia, Nord Reno-Westfalia e Baden-Württemberg utilizza lo strumento “Gotham” sviluppato da Palantir, cosa che ha suscitato non poca preoccupazione. Di recente, i servizi segreti interni francesi hanno interrotto la collaborazione con la società, dichiarando di non voler dipendere da soggetti extra-europei, per giunta noti per la poca trasparenza, nel settore dell’intelligence.
Più in generale, Thiel e la sua cerchia hanno perseguito negli ultimi anni un’agenda che combina istanze libertarie e conservatorismo di destra, intrattenendo contatti con ambienti di estrema destra a livello internazionale. Thiel è considerato un sostenitore dell’amministrazione Trump e trae beneficio diretto, attraverso i propri investimenti, dalle politiche statunitensi in materia di immigrazione e operazioni militari. La sua partecipazione alle Festwochen di Vienna è stata annullata di recente a seguito di proteste pubbliche.




