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Che ne sarà del bunker di Hitler a Berlino?

La Germania ha un problema con il “turismo nero” e con l’utilizzo che si può o si deve fare dei luoghi che hanno avuto una particolare importanza nella storia del regime nazista. In molti casi, questi sono stati elevati a luoghi della memoria, come nel caso della “Topografia del terrore”, mentre per altri, specialmente quelli legati alla figura di Adolf Hitler, la questione è più delicata. Le controversie maggiori sono quelle legate allo spazio che un tempo fu il Bunker della Cancelleria del Reich.

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Costruire su quello che resta del bunker di Hitler

Il Senato di Berlino ha deliberato già da tempo di non volerne fare un luogo della memoria, nonostante ampie parti del bunker siano ancora più o meno intatte. Il sottosegretario all’edilizia Alexander Slotty (SPD) ha confermato, in seguito un’interrogazione parlamentare dei deputati di Die Linke Michael Efler e Anne Helm, il progetto di sgomberare quell’area per renderla edificabile, poiché la parte di bunker interessata sarebbe “molto piccola”, non sottoposta a tutela monumentale e farebbe parte solo di quella che un tempo era l’area utilizzata per il servizio autisti. Per quel progetto edilizio c’è già un investitore interessato a costruire edifici residenziali e uffici su circa 8.000 metri quadri e quindi, secondo il Senato, non c’è motivo di riservare all’area in questione alcuna considerazione particolare.

Berliner Unterwelten propone di trasformare il bunker in un luogo della memoria

A questa posizione si contrappone quella dell’associazione Berliner Unterwelten, che organizza tour della Berlino sotterranea e che ritiene invece che l’ex bunker vada tutelato e come altri luoghi storicamente rilevanti di quel periodo. Il presidente dell’associazione Dietmar Arnold sostiene che, nell’area interessata dal progetto edilizio in questione, sarebbe compreso circa il 45% del cosiddetto “Grande Bunker” della Nuova Cancelleria del Reich, ovvero a circa 1250 metri quadrati di superficie utilizzabile ben distinto dal cosiddetto bunker degli autisti, che si troverebbe invece sotto l’area che oggi corrisponde alla Rappresentanza del Land dell’Assia e sarebbe già registrato come monumento. 

Secondo Berliner Unterwelten, inoltre, le due proposte non sono inconciliabili: le nuove costruzioni, sostiene l’associazione, potrebbero essere portate a termine senza intaccare le strutture del bunker e mantenendo queste ultime come sito storico. Sarebbe in corso anche uno studio di fattibilità, commissionato dall’associazione, per capire se il bunker possa essere integrato nel nuovo progetto edilizio. In questo modo, sostiene Arnold, l’ex bunker potrebbe diventare un centro di documentazione e di memoria, con una mostra dedicata ai crimini del regime nazista e alla fase finale della guerra.

Del resto, fa notare l’Ufficio regionale per la tutela dei monumenti, l’ex bunker è l’ultimo rimasto fra quelli che esistevano in epoca nazista nel quartiere governativo ed è anche l’ultimo residuo architettonico della cosiddetta Nuova Cancelleria del Reich. A favore della conservazione è anche il Consiglio regionale per i beni culturali, che considera quanto mai importante conservare tracce materiali del passato oscuro della Germania, soprattutto considerando l’inevitabile scomparsa degli ultimi testimoni oculari. Per contro, anche se questa ipotesi si menziona raramente ad alta voce, non si può escludere che qualcuno faccia di questi luoghi della memoria un feticcio, come avviene, malgrado gli sforzi delle istituzioni, per la casa natale di Hitler in Austria.

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