PoliticaPolitica Tedesca

Germania: il BSW cambia nome in BSW

Il primo ottobre, il partito tedesco BSW ha cambiato nome in BSW. Sembra una battuta, ma non lo è: a cambiare, secondo una decisione che era già stata presa l’anno scorso, non è in fatti l’acronimo, ma ciò che esso significa: il nome della fondatrice Sahra Wagenknecht non è infatti più contenuto nella sigla BSW, che ora sta per “Bündnis für Soziale Gerechtigkeit und Wirtschaftliche Vernunft”, ovvero “Alleanza per la Giustizia Sociale e il Buon Senso Economico”.

La newsletter del Mitte!

Notizie, novità, eventi dalla Germania

Il BSW cambia nome ma non linea politica

Era d’altra parte già da un po’ che Wagenknecht aveva fatto qualche passo indietro come figura di riferimento – tanto è vero che l’annuncio del cambio di nome lo ha dato la segretaria del partito Amira Mohamed Ali. Questo non deve far pensare però che la linea politica di Wagenknecht non abbia peso nelle scelte del partito: semplicemente, la dirigenza ritiene che il BSW sia ormai abbastanza consolidato da poter smettere di fare riferimento alla sua celebre fondatrice anche nel nome.

Se questo fatto possa cambiare le sorti della formazione politica è tutto da vedere: i problemi del BSW, che era partito con grandi speranze sulle elezioni federali, ma non ha superato neppure la soglia di sbarramento per entrare al Bundestag, sono gli stessi a ogni consultazione elettorale locale. In primo luogo, appare evidente che la popolarità del BSW, che pure raggiunge occasionalmente livelli interessanti negli ex Länder della Germania est, è invece decisamente scarsa all’ovest. In secondo luogo, sul partito pesano le accuse di eccessiva indulgenza verso la Russia di Putin, quando non addirittura di vicinanza esplicita al dittatore russo, soprattutto in riferimento alle proposte del BSW sulla sospensione dell’invio di armi in Ucraina.

Inoltre, mentre alcune parti della politica fiscale del partito risultano vicine a quelle della sinistra, su altri temi, come l’immigrazione, il BSW vira decisamente a destra. La formazione finisce in questo modo per attrarre una nicchia dell’elettorato molto specifica, ma evidentemente non molto estesa. C’è poi il fatto (e potrebbe essere una “macchia” reputazionale non da poco, per alcuni elettori), che il BSW sia l’unico partito disposto a collaborare con AfD, dopo le elezioni regionali in Sassonia Anhalt.

Sarebbe comunque sbagliato pensare che, solo perché il nome del BSW significa ora qualcosa di diverso da quello della sua fondatrice, Wagenknecht abbia intenzione di assumere un ruolo di secondo piano nella definizione della sua linea politica. E anche questo potrebbe essere un problema.

Alcune sezioni locali, infatti, hanno lamentato ingerenze troppo pesanti da parte della dirigenza federale del partito. È il caso della Turingia, uno dei Länder dell’est nei quali il BSW è arrivato a partecipare al governo: qui, i candidati locali si sono trovati a divergere sulla linea politica voluta dal partito a livello nazionale e le tensioni sono state talmente intense e irrisolvibili da portare alle dimissioni di quasi tutto il gruppo parlamentare. Proprio per questo le affermazioni di Mohamed Ali sul fatto che Wagenknecht sia destinata a giocare ancora un ruolo importante in termini di impegno politico potrebbero suonare tutt’altro che distensive per le sezioni locali che si sono mostrate, finora, insofferenti a quella che viene percepita come un’eccessiva rigidità dell’organizzazione a livello federale.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio