Sahra Wagenknecht lascia la guida del BSW. Il partito cambia nome
Sahra Wagenknecht abbandona la presidenza federale del partito che porta (ancora) il suo nome. Lo ha comunicato in un evento tenutosi a Berlino, dove ha anche presentato i suoi successori alla guida della più giovane formazione politica del panorama tedesco. Amira Mohamed Ali, attuale co-presidente, e Fabio de Masi, parlamentare europeo, assumeranno congiuntamente la direzione del BSW, mentre Wagenknecht si ritaglierà un posto importante, ma non in prima fila nella gestione del partito.
Sahra Wagenknecht continuerà a decidere la linea politica del BSW
La fondatrice non abbandona completamente il campo. Intende mantenere un ruolo di leadership, ma con focus differente. Wagenknecht istituirà e presiederà una commissione dedicata ai principi fondamentali, concentrandosi sull’orientamento programmatico del partito.
Evidentemente, dopo una campagna elettorale ambiziosa, tradottasi in una debacle alla quale neanche le contestazioni sul conteggio dei voti sono riuscite a rimediare, Wagenknecht ritiene ora necessario affinare quel profilo politico che molti cittadini collegano direttamente al suo cognome, ma il cui programma, forse, non ha saputo parlare all’elettorato. Wagenknecht ha ammesso che, negli ultimi mesi, l’identità politica della formazione è diventata meno nitida agli occhi degli elettori. Il calo nei sondaggi e i risultati deludenti alle urne confermano questa percezione. “Abbiamo ceduto voti, in parte all’AfD”, ha riconosciuto.

La nuova commissione le garantirà un seggio nell’esecutivo di partito, con diritto di voto. Parteciperà inoltre alle campagne elettorali e al dibattito pubblico. Si è dichiarata disponibile anche per la carica di capogruppo al Bundestag, qualora il ricorso legale per il riconteggio dei voti consentisse di superare la soglia del cinque per cento.
Via il cognome dalla denominazione
Il partito si prepara a modificare anche la propria denominazione ufficiale. L’acronimo BSW rimarrà invariato, ma non corrisponderà più a Bündnis Sahra Wagenknecht. La leadership propone “Bündnis Soziale Gerechtigkeit und Wirtschaftliche Vernunft” – Alleanza per la giustizia sociale e la ragionevolezza economica.
Non tutti concordano. L’associazione della Renania-Palatinato considera questa formula poco incisiva e avanza un’alternativa: “Bürger schaffen Wandel – Vernunft und Gerechtigkeit“, ovvero “I cittadini creano cambiamento – ragionevolezza e giustizia”. La questione dovrebbe essere risolta al congresso di Magdeburgo, programmato per il 6 e 7 dicembre.
Wagenknecht resta comunque il volto più riconoscibile della formazione. La fondatrice ha lasciato Die Linke nell’ottobre 2023 dopo lunghe tensioni interne, dando vita all’inizio del 2024 alla nuova alleanza politica.
Risultati elettorali e sfide interne
Le elezioni europee e regionali nella Germania orientale del 2024 hanno portato successi significativi. Tuttavia, a febbraio il partito non è riuscito a entrare nel Bundestag. Attualmente i sondaggi nazionali lo collocano tra il tre e il quattro per cento. Un margine insufficiente che ha mancato di poco la soglia di sbarramento alle elezioni politiche federali.
Il BSW ha avviato un’azione legale per ottenere il riconteggio dei voti, anche se le prospettive restano incerte. Per le elezioni del prossimo anno, l’obiettivo minimo consiste nell’ingresso in tutti i parlamenti regionali della Germania orientale. Le tensioni interne complicano il quadro. In Brandeburgo, divergenze su due trattati statali relativi ai media hanno innescato una crisi nella coalizione regionale. In Sassonia-Anhalt, secondo quanto riportato dalla rivista Stern, aspre controversie attraversano il comitato esecutivo regionale.
La questione centrale, al momento, sembra essere se e come partecipare ai governi regionali. Wagenknecht si oppone alla partecipazione in Turingia, posizione che contrasta nettamente con quella della leader regionale Katja Wolf, che la difende con determinazione.
Il programma del BSW
L’opposizione all’incremento delle spese militari costituisce il pilastro fondamentale dell’agenda BSW. Il partito si oppone anche agli aiuti tedeschi destinati all’Ucraina. Parallelamente, sostiene l’aumento delle pensioni e una tassazione più elevata del patrimonio. Sulla migrazione, la linea risulta rigorosa e molto vicina a quella della destra. Una combinazione di posizioni che mira a intercettare un elettorato specifico, ma che finora non ha prodotto i risultati sperati a livello federale. Il passaggio di leadership dovrà affrontare queste sfide, mantenendo l’identità politica che Wagenknecht stessa intende ridefinire attraverso la nuova commissione.
I prossimi mesi risulteranno decisivi per verificare se il cambio al vertice riuscirà a invertire la tendenza negativa nei consensi.




