Germania condanna i piani israeliani per nuovi insediamenti in Cisgiordania

L’approvazione di nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania adottata dal gabinetto di sicurezza israeliano, ha suscitato la disapprovazione di diversi governi occidentali, tra cui la Germania.
“Invitiamo Israele a revocare questa decisione e a interrompere l’espansione degli insediamenti”, si legge in una dichiarazione congiunta diffusa dai Paesi firmatari.
Nuovi insediamenti israeliani in Cisgiordania: tredici Paesi si oppongono
A firmare la dichiarazione, oltre alla Germania, sono anche Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Italia, Islanda, Irlanda, Giappone, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna e Regno Unito. Nell’appello, i tredici Paesi chiedono formalmente a Israele di revocare l’autorizzazione di 19 nuovi insediamenti in Cisgiordania e interrompere dunque l’ulteriore espansione nei territori palestinesi.
Nel testo congiunto, i governi firmatari indicano che l’espansione degli insediamenti costituirebbe una violazione del diritto internazionale.
Viene inoltre richiamato il rischio che tali iniziative possano compromettere la stabilità nella regione e ridurre le possibilità di una pace duratura.
La decisione del gabinetto di sicurezza
L’autorizzazione ai nuovi insediamenti è arrivata domenica, su proposta del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, esponente dell’ala più radicale del governo, e del ministro della Difesa Israel Katz. Con l’approvazione dei 19 nuovi insediamenti, il numero totale di quelli autorizzati negli ultimi tre anni in Cisgiordania sale a 69.
Secondo quanto dichiarato da Smotrich, l’espansione avrebbe anche una funzione politica precisa: ostacolare la creazione di uno Stato palestinese. Una posizione esplicita. Senza mediazioni lessicali.
La risposta del governo israeliano
Alle critiche ha replicato il ministro degli esteri israeliano, Gideon Saar. In un messaggio diffuso sulla piattaforma X, Saar ha respinto le accuse, sostenendo che i governi stranieri non possano limitare il diritto degli ebrei a vivere in Israele.
Le richieste avanzate dalla comunità internazionale sono state definite “moralmente errate” e “discriminatorie nei confronti degli ebrei”. Secondo il ministro, la decisione del gabinetto di sicurezza risponderebbe infatti anche a esigenze legate alla tutela della sicurezza di Israele.
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Il contesto storico e giuridico della Cisgiordania
Israele occupa la Cisgiordania dal 1967. Nell’area vivono attualmente circa tre milioni di palestinesi e circa 500.000 cittadini israeliani, concentrati soprattutto negli insediamenti.
Secondo il diritto internazionale, tutti gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi sono considerati illegali e alcuni avamposti sono considerati illegali persino dalla normativa israeliana, sebbene molti siano stati in seguito regolarizzati da Israele.




