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La Bundesbank lancia l’allarme sul bilancio del governo Merz

Poco prima di Natale, la Bundesbank ha inviato un segnale chiaro al governo federale. Nel rapporto mensile di dicembre, la banca centrale tedesca mette infatti apertamente in discussione l’attuale linea di bilancio dell’esecutivo guidato da Friedrich Merz, stimando un aumento significativo del deficit pubblico nei prossimi anni.

Secondo le previsioni, infatti, nel 2028 il disavanzo statale passerebbe dall’attuale 2,5% al 4,8%, un livello che non si registrava dalla metà degli anni Novanta, nel periodo successivo alla riunificazione. C’è però un aspetto ancora più importante.

Il monito della Bundesbank: la politica di bilancio di Merz è a rischio

La Bundesbank avverte infatti che l’attuale orientamento di bilancio entra in conflitto con il freno al debito previsto dalla Costituzione. Secondo le sue previsioni, nel 2028 il limite all’indebitamento verrebbe superato senza che sia individuabile, al momento, un cambio di direzione nelle politiche fiscali.

Nel dibattito parlamentare di settembre sul bilancio, Friedrich Merz aveva chiarito la strategia del governo: accettare livelli di spesa più elevati per finanziare difesa, infrastrutture e misure di sostegno economico.

L’aumento previsto del deficit però, come si legge nel rapporto della Bundesbank, deriverebbe da spese strutturali come l’aumento delle prestazioni sociali, interessi più alti e nuovi trasferimenti. Le entrate, invece, avanzerebbero a un ritmo più lento.

Nel 2028 lo Stato supererebbe i limiti del freno al debito

La conclusione è netta: a partire dal 2028 lo Stato supererebbe i limiti del freno al debito e, finora, non sarebbero visibili misure concrete per evitarlo. Per una banca centrale che svolge un ruolo di osservazione e consulenza, una presa di posizione così esplicita non è frequente e questo è un ulteriore peso sulle spalle di Friedrich Merz.

Il governo dovrà dunque intervenire, riducendo le spese o aumentando le entrate, oppure accettare il rischio che la questione rientrare nel raggio d’azione della Corte costituzionale federale, che in passato ha mostrato un’interpretazione molto rigorosa del freno al debito.

Il quadro delineato dalla Bundesbank lascia quindi poco spazio all’ambiguità. La gestione dei conti pubblici entra ora in una fase delicata, con margini sempre più ristretti e scelte che non possono più essere rinviate.

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