La Germania è il secondo peggior Paese in cui emigrare. Il nuovo sondaggio di InterNations
Come si vive da immigrati in Germania? Secondo l’ultimo sondaggio annuale di InterNation, riportato nella tredicesima edizione dell’Expat Insider, non troppo bene. Su 31 paesi presi in esame, uno solo ottiene un piazzamento peggiore di quello tedesco. Il sondaggio ha coinvolto quasi 8.000 persone di 162 nazionalità diverse, chiamate a valutare la propria esperienza di vita all’estero in 31 destinazioni per stilare una classifica di Paesi in base alla qualità della vita e alla soddisfazione di chi vi si trasferisce dall’estero. Apparentemente, solo la Norvegia riesce a posizionarsi peggio della Germania fra i Paesi in cui emigrare.
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Il questionario si articola in cinque macro-categorie: qualità della vita, facilità di inserimento, condizioni lavorative, finanze personali ed elementi essenziali per chi si trasferisce (dalla connessione internet alla ricerca di un alloggio, passando per la lingua e le pratiche amministrative). Si tratta, evidentemente, di una classifica che prende in esame le necessità di chi emigra per scelta, per piacere, per cercare opportunità migliori, ma non lo fa per necessità impellente o per tutelarsi da un pericolo. Tra i partecipanti prevalgono cittadini statunitensi, britannici e tedeschi, mentre i tre paesi di residenza più citati sono Germania, Spagna ed Emirati Arabi Uniti. In cima alla graduatoria generale figurano invece Panama, Messico, Thailandia, Emirati Arabi Uniti e Brasile, Spagna, Singapore, Portogallo, Malesia e Lussemburgo.
La Germania è il secondo peggior Paese in cui emigrare
Nella graduatoria complessiva, la Germania occupa il 30° posto su 31. Secondo InterNations, a pesare sul risultato sono soprattutto due ambiti: la facilità di inserimento e gli elementi essenziali per chi si trasferisce nel paese, categorie in cui il Paese continua a registrare valutazioni deludenti ormai da diverse edizioni del sondaggio.
Tra le criticità segnalate dagli intervistati compaiono servizi amministrativi giudicati inefficienti, la connessione internet perennemente lenta, difficoltà nei pagamenti (la Germania ha ancora una forte resistenza rispetto a quelli elettronici) e la difficoltà a trovare casa, esacerbata dalla crisi degli alloggi. Il 62% del campione definisce inoltre complicato l’apprendimento del tedesco, mentre soltanto il 43% descrive la popolazione locale come generalmente accogliente.
Non mancano tuttavia valutazioni positive, concentrate in ambiti come i trasporti, l’ambiente naturale e l’equilibrio tra lavoro e tempo libero (con buona pace del Cancelliere Friedrich Merz, che lo considera una pretesa incompatibile con la crescita economica). Nel complesso, il 60% degli intervistati si dichiara soddisfatto della propria vita in Germania, fato che non riesce però a risollevare il Paese da un desolante 29° posto nella classifica della soddisfazione generale degli expat.
C’è anche da dire che le cose potrebbero non migliorare a stretto giro: il governo di coalizione CDU/CSU-SPD ha annunciato l’intenzione di dimezzare i fondi destinati ai corsi di integrazione e la nuova legge sulla libertà d’informazione potrebbe, secondo i media e l’opposizione, ostacolare il lavoro dei giornalisti rendere pressoché impossibile smascherare i casi di corruzione. A rendere instabile il clima politico del Paese contribuisce anche la crescita costante del partito di ultradestra AfD nei sondaggi. Fra le poche notizie positive si registra la promesse dell’esecutivo di semplificare alcune procedure burocratiche, automatizzando entro il 2027 l’erogazione degli assegni familiari e digitalizzando le pratiche legate all’indennità di disoccupazione. Resta il dato sugli affitti, cresciuti del 44% rispetto al 2016 nelle città tedesche, a fronte di alcune novità giudicate positivamente, come la maggiore facilità di ottenere la cittadinanza tedesca e la convenienza del Deutschlandticket.
Lavorare in Germania è ancora relativamente facile
L’ambito lavorativo rappresenta il risultato migliore ottenuto dalla Germania, pur collocandosi comunque a metà classifica, al 19° posto nell’indice “Lavorare all’estero”. Oltre un terzo degli intervistati (36%, contro il 33% a livello globale) indica motivazioni professionali come ragione principale del trasferimento.
A sostenere questo piazzamento contribuisce in particolare l’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, sottocategoria in cui il paese si posiziona al 12° posto. Circa due terzi degli intervistati si dichiarano soddisfatti dei propri orari di lavoro (68% contro il 63% globale) e dell’equilibrio complessivo tra impegni professionali e tempo libero (66% contro il 62%). Il 58% degli intervistati si sente inoltre sicuro riguardo alla stabilità della propria occupazione, contro una media globale del 54%.
L’economia tedesca viene valutata al 20° posto, mentre il giudizio sul mercato del lavoro locale si attesta nella media (38% di pareri positivi, in linea con il dato globale). Il 13% degli intervistati dichiara di essere attualmente alla ricerca di un impiego.
Perché per molti emigrare in Germania è un’esperienza negativa?
Il peggior risultato ottenuto dalla Germania riguarda l’indice “Expat Essentials”, relativo agli aspetti pratici della vita quotidiana: 31° posto su 31, ultimo in classifica anche nella sottocategoria dedicata alla vita digitale. Il paese registra il punteggio più basso in assoluto per quanto concerne la disponibilità di opzioni di pagamento senza contanti, con una quota di pareri negativi quasi quattro volte superiore alla media globale (22% contro 6%). Anche l’accesso a una connessione internet ad alta velocità nelle abitazioni e la disponibilità di servizi pubblici online risultano tra i punti più deboli. D’altra parte la digitalizzazione è notoriamente uno dei problemi più annosi del Paese, che molteplici successivi governi hanno provato a risolvere senza successo.
Il rapporto con la burocrazia locale si conferma complesso: il 61% degli intervistati definisce difficile interfacciarsi con le autorità tedesche, contro il 39% a livello globale.
Come già accennato, anche la lingua costituisce un ostacolo significativo. La Germania occupa il 26° posto per facilità di apprendimento del tedesco, e la barriera linguistica viene indicata come la principale preoccupazione prima del trasferimento da oltre metà del campione (55%). Quasi un intervistato su due (49%) ritiene difficile gestire la vita quotidiana senza conoscere la lingua locale, contro il 34% a livello mondiale, un dato che si somma alle difficoltà legate alla digitalizzazione e alla burocrazia.
Integrazione sociale e rapporti con la popolazione locale
La Germania si colloca al 28° posto sia nell’indice generale di facilità dell’inserimento sociale sia nella sottocategoria relativa alla cordialità della popolazione locale. Il 42% degli intervistati considera i residenti tedeschi accoglienti nei confronti degli stranieri, contro una media globale del 61%; meno della metà del campione (46%) dichiara di sentirsi a casa nel paese, contro il 61% globale.
L’adattamento culturale risulta complicato per molti: il paese si posiziona al 30° posto in questo ambito, e circa due intervistati su cinque (41%) affermano che la propria cerchia di amicizie è composta prevalentemente da altri espatriati, segno di una integrazione locale non sempre facile da raggiungere. Il 57% degli intervistati, contro il 40% a livello globale, giudica difficile fare amicizia con i tedeschi. Complessivamente, la soddisfazione per la vita sociale colloca il paese al 29° posto della classifica.
Reddito, finanze personali e qualità della vita
La Germania ottiene un risultato leggermente migliore quando agli intervistati viene chiesta una valutazione sulla propria situazione economica: qui, il Paese arriva al 23° posto in classifica. Il 71% degli intervistati ritiene che il reddito familiare disponibile sia sufficiente per condurre una vita agiata. La soddisfazione generale per la propria situazione finanziaria risulta però inferiore alla media: 51% contro il 55% mondiale.
L’indice di qualità della vita colloca il paese al 20° posto, un risultato stabile ma senza particolari eccellenze. Nella categoria “Viaggi e trasporti” la Germania si posiziona al 14°, sostenuta dal 10° posto ottenuto per la rete stradale, apprezzata da oltre quattro intervistati su cinque (84%, contro il 73% globale). Nella sottocategoria “Ambiente e clima” (15° posto) emerge come punto di forza la disponibilità di beni e servizi a basso impatto ambientale, che vale il 6° posto.
I giudizi si fanno meno favorevoli su altri aspetti della qualità della vita: le opzioni per il tempo libero si collocano al 24° posto e l’assistenza sanitaria al 23°. Anche la stabilità politica e la sicurezza personale ottengono un piazzamento intermedio, al 20° posto in entrambi i casi.
I risultati del sondaggio di InterNations sono disponibili qui.




