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U-EPIC: noi, eroi sulla U-Bahn. La nuova mostra di Maria Silvano

Mentre sui feed di tutti i nostri social media imperversano video e locandine fatti con l’IA, mentre artisti e illustratori si ritrovano senza lavoro a favore di brutte composizioni ultrapatinate e prive di gusto, un’artista italiana a Berlino ha scelto di dedicarsi a una forma espressiva non solo analogica, ma quasi dimenticata. Maria Silvano, che da tempo si è affermata come fotografa e che avevamo lasciato pochi mesi fa con il progetto “Not even with a flower”, in cui mischiava la fotografia con il ricamo, torna con una nuova mostra intitolata “U-EPIC”, in cui esplora la tecnica medievale dell’arazzo di Bayeux.

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Maria Silvano racconta gli eroi di Berlino come in un’epica medievale

Ci racconta che la sua storia d’amore con questa tecnica nasce ad aprile del 2025, durante un viaggio in Normandia, durante un periodo non proprio facile. E prosegue “in quest’ultima primavera, una primavera cattiva, mancata, sbagliata, una primavera spaventosa in cui non so nemmeno più quantificare le ore passate tra sale d’attesa ed ospedale, tra il letto ed il divano.

Ancora una volta è stato il ricamo a farmi ritrovare il filo con me stessa, a dare un senso a quelle ore di dolore ed immobilità: ho tempo (tantissimo per la prima volta in dieci anni) e decido di raccontare la mia relazione con la città, esplorando il contrasto tra la berlino frenetica ed il tempo lento che viene richiesto dal ricamo e dalla mia degenza”. 

Questo stile di ricamo, tradizionalmente, raffigura battaglie e cavalieri e quindi Maria Silvano parte dalla domanda: “chi sono i guerrieri contemporanei?” Sicuramente, si risponde, non rispecchiano l’idea convenzionale dell’eroe forte e impavido. Piuttosto, siamo noi: donne e uomini che tutti i giorni  affrontiamo la rete metropolitana facendo del singolo atto di attraversarla la propria epica personale. Da qui arriva il titolo dell’opera: “U-EPIC

E se la genesi del progetto è velata di malinconia, quello che ne emerge è sempre la capacità di Silvano di guardare alla realtà in modo irresistibilmente ironico. Il risultato è un’epica urbana giocosa che attinge all’iconografia delle saghe eroiche medievali, in particolare, appunto, al linguaggio visivo dell’Arazzo di Bayeux. Attraverso nove pannelli tessili ricamati, la vita quotidiana di Berlino viene trasformata in un’epica visiva contemporanea.

“L’opera riflette il mio personale rapporto con la città, esplorando il contrasto tra il ritmo frenetico ed esigente di Berlino e il processo lento e paziente del ricamo”, spiega l’artista. “Ogni pannello racconta una quest urbana contemporanea, mentre il tempo e il lavoro necessari alla realizzazione dell’opera diventano parte integrante del suo significato: un tentativo di catturare, affrontare e forse persino conquistare una città che è costantemente in movimento”.

Invece di rappresentare battaglie e tenzoni, il ricamo immortala le azioni di ogni giorno e i personaggi incontrati durante i viaggi sui mezzi pubblici di Berlino, che vengono elevati a una narrazione epica. Ciò che è insignificante e ordinario trova posto accanto ai grandi eventi e i guerrieri di questa epica sono spesso vulnerabili, precari, esausti, disorganizzati, mentre tengono in braccio bambini o si intimidiscono all’arrivo dei controllori sul vagone della metro, in una città talmente complicata che già solo resistere ai suoi ritmi è un’impresa leggendaria.

Il lavoro è stato presentato per la prima volta da AMODO Cozy Concept Store (Linienstr. 150

10115, Berlino, chiuso il martedì)  in occasione della berlin art week e sarà esposto fino al 30 settembre.

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