Berlino: le persone senza fissa dimora sono decuplicate negli ultimi 13 anni

In tredici anni, le persone senza fissa dimora a berlino sono decuplicate: questi dati preoccupanti arrivano dall’associazione di supporto Paritätischer Wohlfahrtsverband, che ha analizzato il problema e anche individuato una causa ben precisa. In un mercato immobiliare ormai insostenibile, nel quale gli alloggi sono ormai inaccessibili a una fetta sempre crescente della popolazione, è inevitabile che sempre più persone vengano spinte ai margini della società e si trovino a vivere in alloggi di fortuna, provvisori o, nei casi più estremi, per strada.
I numeri, va detto, sono difficili da stimare in modo certo. Ci si basa, innanzi tutto, su quelli dei centri di accoglienza pubblici che il Land di Berlino mette a disposizione così come stabilito dalla cosiddetta “Asog”, la legge che regolamenta l’ordine pubblico e che prevede una serie di rifugi nei quali possa soggiornare temporaneamente chi non ha una dimora propria. I più colpiti sono gli anziani, ma anche intere famiglie, che spesso approdano alla condizione di senzatetto dopo lunghi periodi in cui ricorrono a sistemazioni di fortuna, per esempio facendosi ospitare da parenti o amici o condividendo spazi molto ristretti anche con nuclei numerosi.
I dati della Paritätischer Wohlfahrtsverband sono stati presentati in una conferenza stampa congiunta, insieme all’organizzazione Gangway, che si occupa di assistenza sociale a chi vive per strada.
I numeri: quasi 60.000 persone senza fissa dimora ricorrono ai rifugi statali
I dati sono aggiornati a gennaio 2026, confrontati con quelli del dicembre 2012: le persone che soggiornano nei rifugi Asog sono passate da 6.200 a 57.000. I dati sono confermati anche dall’Ufficio federale di statistica e fotografano una città in cui la pressione abitativa è cresciuta a dismisura in un tempo relativamente breve, fino a diventare, per molti, insostenibile.
Nella ricerca si fa una distinzione fra persone “senza una dimora” (Wohnungslos), ovvero coloro che non possono più permettersi un appartamento proprio e vengono ospitati da altre persone nel proprio circolo sociale, solitamente per un periodo di tempo limitato, e “senza tetto” (Obdachlos), ovvero coloro che vivono per strada. Quest’ultima categoria, secondo Timothy Redfern, referente per la povertà e l’assistenza abitativa d’emergenza, comprende attualmente fra le 6.000 e le 7.000 persone, per quanto sia difficile ottenere una stima certa in merito.
L’aumento dei senzatetto dipende dal mercato immobiliare, ma il sussidio abitativo sarà tagliato
Se, precisa Redfern, nei casi più estremi le vicende personali possono avere un’influenza sulle circostanze che portano le persone a restare senza un tetto, è però innegabile che le cause di questo fenomeno di massa siano da ricercare nell’impennata dei prezzi degli alloggi. Proprio per questo, in vista delle elezioni per il nuovo Parlamento di Berlino, previste per il prossimo 20 settembre, le due associazioni sociali chiedono alla politica un impegno concreto per garantire alloggi accessibili per tutta la popolazione, nonché maggiori investimenti nei servizi a bassa soglia di accesso dedicati a chi vive in strada.
Nenche la politica federale, al momento, risulta allineata alle necessità di chi rischia di rimanere senza casa. Questa tendenza, infatti, è registrabile, soprattutto fra gli anziani, anche nel resto del Paese, stando ai dati del Gruppo di lavoro federale per l’assistenza ai senzatetto. Dalla Paritätischer Gesamtverband, in un comunicato stampa del 26 agosto, è arrivata a questo proposito un’aspra critica alla decisione del governo Merz di tagliare il sussidio per l’alloggio, che spesso, sostiene il referente dell’associazione, è determinante nel permettere, per esempio, agli anziani di continuare a pagare l’affitto anche con la pensione minima.



