In Germania, il Giorno della Memoria è necessariamente una ricorrenza molto sentita e ospetto di grande reverenza, ma sarebbe più corretto parlare di Giorni della Memoria, poiché sono diversi gli anniversari del dolore generati dalla dittatura nazista e dalla follia genocida del Terzo Reich. Il due agosto, per esempio, ricorre la giornata della memoria dello sterminio dei Sinti e dei Rom, che in lingua romaní si conosce come Porajmos.
La scelta della data è dovuta a uno dei tanti massacri di cui questa fascia di popolazione è stata oggetto. Nella notte tra il 2 e il 3 agosto 1944, all’interno del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, le SS sterminarono nelle camere a gas gli ultimi Sinti e Rom rinchiusi nel cosiddetto “Zigeunerfamilienlager”, ovvero “campo delle famiglie z*****e”. Ottantadue anni dopo, quella data resta il punto di riferimento attraverso cui si ricostruisce e si commemora il genocidio di questa popolazione durante il Terzo Reich.
La newsletter del Mitte!
Notizie, novità, eventi dalla Germania
La tragedia dei Sinti e dei Rom ad Auschwitz-Birkenau
Tra marzo 1943 e luglio 1944 i nazisti fecero confluire ad Auschwitz 23.000 persone di origine Sinti e Rom, provenienti da undici paesi europei diversi. A differenza di altri gruppi deportati nel complesso dei campi di concentramento tedeschi, in una prima fase queste famiglie non furono immediatamente destinate alle camere a gas, bensì internate in un settore dedicato, il B II e, del campo di Birkenau. La quasi totalità di loro, comunque, non sopravvisse alla prigionia.
Prima della liquidazione definitiva, un episodio aveva già segnato la storia del campo. Il 16 maggio 1944 le SS provarono a condurre nelle camere a gas circa 6.000 tra Rom e Sinti, incontrando però la resistenza dei prigionieri, che riuscì a bloccare l’operazione: uno dei rarissimi casi di resistenza interna ai campi di sterminio che abbia prodotto delle conseguenze sull’operato della macchina di sterminio nazista. Nelle settimane successive i medici delle SS, durante nuove selezioni, classificarono 3.000 dei detenuti coinvolti nella rivolta come “ancora idonei al lavoro” e ne decretarono il trasferimento in altri campi di concentramento del Reich, tra cui Buchenwald, Mauthausen, Ravensbrück, Sachsenhausen e Dachau.

Foto: Bundesarchiv, R 165 Bild-244-48 / CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 DE, via Wikimedia Commons
Di fatto, questa mossa implicò l’eliminazione e la dispersione dell’unico gruppo di persone che si era rivelato capace di osteggiare l’azione delle SS in modo concreto. Rimasero ad Auschwitz circa 2.900 persone, le più fragili: si trattava per lo più bambini, madri e anziani. Il 2 agosto 1944 le SS misero in atto uno stratagemma per calmare i prigionieri più fragili: un gruppo di 1.408 Rom fu trasferito da Auschwitz I a Birkenau e fatto salire su un treno merci sulla rampa adiacente al campo, lasciando che chi restava li salutasse, nella convinzione, diffusa ad arte che si trattasse di un trasferimento verso nuovi campi di lavoro dotati di baracche e servizi migliori. Il convoglio, in realtà, si divise lungo il tragitto verso campi diversi.
Calata la sera, chi era rimasto nel settore del campo famiglie fu caricato su alcuni autocarri e condotto alle camere a gas del crematorio V. Poiché i forni crematori risultavano fuori servizio in quel momento, i corpi vennero bruciati in fosse scavate accanto alla struttura. Le operazioni, secondo le testimonianze dei sopravvissuti raccolte negli archivi del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau, furono accompagnate da resistenza sparsa e disperata da parte dei prigionieri, per lo più anziani, donne e bambini ormai privi della forza per opporsi in modo organizzato. Per anni si è ritenuto che le vittime di quella notte fossero state 2.897; ricerche più recenti condotte dagli storici del museo hanno rivisto la cifra al rialzo, stimandola tra le 4.200 e le 4.300 persone.
Lo sterminio dopo l’agosto 1944
La chiusura del campo famiglie non pose fine alle uccisioni di Sinti e Rom ad Auschwitz-Birkenau. Il 26 settembre 1944, 200 bambini Sinti furono trasferiti dal campo di concentramento di Buchenwald e uccisi nelle camere a gas subito dopo l’arrivo. Nell’ottobre dello stesso anno quasi 2.000 persone provenienti da altri campi, tra cui numerosi Rom e Sinti già passati per Auschwitz, persero la vita allo stesso modo. Nel complesso, considerando anche i decessi per fame, malattia e i disumani esperimenti condotti da Josef Mengele, il numero di Sinti e Rom morti ad Auschwitz si attesta intorno a 21.000.
In ricordo di Porajmos: Giornata della memoria del genocidio dei Sinti e dei Rom
Dal 1985 il Consiglio Centrale dei Sinti e dei Rom tedeschi organizza ogni 2 agosto una cerimonia commemorativa internazionale presso il sito del Memoriale di Auschwitz-Birkenau, dedicata alla persecuzione e allo sterminio subiti da questa minoranza durante il nazismo. La ricorrenza è riconosciuta come Giornata della memoria del genocidio dei Sinti e dei Rom. Alle celebrazioni prendono parte abitualmente rappresentanti di autorità statali, organizzazioni internazionali, corpo diplomatico, istituzioni locali e musei, che depongono corone di fiori in omaggio alle vittime.
Restrizioni a Berlino per proteggere la cerimonia di domenica
Anche a Berlino il 2 agosto sarà accompagnato da un momento ufficiale di commemorazione. Domenica, nel quartiere Mitte, si terrà una cerimonia presso il monumento dedicato ai Sinti e ai Rom assassinati durante il nazismo, situato in Simsonweg, nei pressi del Reichstag, con inizio previsto alle 20:30. Per l’occasione la polizia berlinese ha disposto una limitazione della libertà di riunione nell’area circostante: tra le 6:00 del mattino e la mezzanotte sono vietate altre manifestazioni pubbliche all’aperto, così come qualunque evento che possa compromettere il carattere solenne della giornata o mettere a rischio la sicurezza e l’ordine pubblico.
Il provvedimento riguarda l’intero quartiere governativo compreso tra il Reichstag e Pariser Platz, con i confini fissati a sud dal Bremer Weg, a ovest dalla Yitzhak-Rabin-Straße, dalla John-Foster-Dulles-Allee e dalla Große Querallee, marciapiedi inclusi, a nord dalla Paul-Löbe-Allee e a est dalla Friedrich-Ebert-Platz e dalla Ebertstraße.
Il monumento berlinese, inaugurato nell’ottobre 2012, ricorda le circa 500.000 persone perseguitate e uccise tra il 1933 e il 1945 sotto il regime nazista, in Germania e nel resto d’Europa, per la loro appartenenza ai Sinti e ai Rom.




