Petizione SPD contro la riforma del reddito di cittadinanza: raccolte le firme necessarie
La riforma del reddito di cittadinanza in Germania, che di fatto abolisce la misura e la sostituisce con una forma di sussidio dalle condizioni molto più rigide, sta incontrando notevoli resistenze anche all’interno di quella stessa coalizione di governo che l’ha approvata. Le correnti di dissenso interno più forte si registrano all’interno dell’SPD. Un gruppo di socialdemocratici, infatti ha iniziato e condotto con successo una raccolta di firme per dare il via a una petizione contro la contestatissima riforma. Perché la petizione potesse partire occorrevano circa 3.500 sottoscrizioni, pari all’uno per cento degli iscritti, e questo primo risultato è stato raggiunto, come riporta il quotidiano Taz.
Tre mesi per convincere un quinto degli iscritti: il prossimo passo per la frangia SPD che è a favore del Reddito di Cittadinanza
La soglia iniziale rappresentava solo il primo passaggio. Ora i promotori dell’iniziativa dispongono di tre mesi per raccogliere le firme di un quinto dei membri dell’SPD. Solo raggiungendo questo traguardo la petizione potrà essere considerata effettivamente riuscita.
A quel punto, la direzione del partito dovrà pronunciarsi sulle richieste avanzate. La decisione della leadership, però, non avrà carattere vincolante. Si tratta di un meccanismo consultivo interno.
Una proposta alternativa: no alle sanzioni, sì al sostegno psicosociale
Chi ha promosso l’iniziativa vuole impedire l’introduzione di sanzioni più severe per i beneficiari del reddito di cittadinanza. Nel testo della petizione si legge che le persone bisognose di assistenza non devono trovarsi nella condizione di temere per la propria sussistenza.
Gli oppositori chiedono un cambio di rotta e propongono maggiori interventi di qualificazione professionale e accompagnamento psicosociale. Considerano le misure punitive come azioni dalla valenza puramente simbolica, prive di reale utilità.

Foto: EPA-EFE/ADAM BERRY / POOL
Una riforma già in corso nonostante il dissenso interno
L’inasprimento delle condizioni per il reddito di cittadinanza era previsto dall’accordo di coalizione siglato tra CDU ed SPD. Gli iscritti socialdemocratici avevano espresso il loro consenso con una maggioranza superiore all’80 per cento. La Ministra del lavoro Bärbel Bas (SPD) sostiene pubblicamente i piani della riforma, mentre il governo tedesco ha già dato avvio al processo legislativo. I lavori proseguono ora tra Bundestag e Bundesrat e non sembra probabile, a oggi, che la resistenza interna dell’SPD sia destinata a fare una grande differenza in tal senso.




