“Trattati come schiavi”: lavoratori brasiliani accusano gelatieri italiani in Germania. L’associazione di settore risponde

Sta facendo parlare moltissimo il reportage pubblicato venerdì dalla Süddeutsche Zeitung, in base al quale gli stagionali brasiliani che lavorano presso gelatieri italiani in Germania sostengono di essere trattati come schiavi.
L’associazione gelatieri si starebbe tuttavia mobilitando legalmente e respingono le accuse, chiedendo che non si infanghi un’intera categoria.
Gelatieri italiani in Germania: le accuse sulle condizioni di lavoro
A denunciare al quotidiano tedesco condizioni di lavoro insostenibili sono lavoratori brasiliani provenienti soprattutto da Urussanga, nello Stato di Santa Catarina, nel sud del Brasile.
Secondo la SZ, sono soprattutto loro, discendenti a loro volta di emigrati italiani in Brasile, ad arrivare ogni anno in Germania a migliaia, per lavorare presso le gelaterie italiane. Riuscirebbero a entrare agevolmente in Europa anche grazie al loro passaporto italiano, ereditato dagli ascendenti.
Le esperienze di lavoro raccontate al quotidiano tedesco dagli intervistati sono descritte come infernali: 12 o anche 14 ore di lavoro, per sei giorni a settimana e 1.800 euro al mese, ma anche cifre inferiori rispetto alle ore di lavoro effettive, contratti part-time a fronte di un lavoro in tutto e per tutto full-time, pagamenti in nero e situazioni al limite della resistenza fisica, oltre alla perdita dell’alloggio fornito dal datore di lavoro in caso di licenziamento.
L’associazione dei gelatieri: “Non si può infangare un’intera categoria”
L’associazione gelatieri però non ci sta e chiede che venga fatta chiarezza. Aggiunge che, se è giusto che eventuali errori di singoli vengano sanzionati, non si può gettare un’ombra su un’intera categoria composta da persone che rispettano le regole.
Sulla stessa posizione si attesta Luca Zaia, ex governatore del Veneto, che ha espresso “piena vicinanza” ai gelatieri italiani. L’intervento di Zaia è legato al fatto che buona parte dei gelatieri presenti in Germania provengano dal Veneto, in particolare dal Trevigiano e dal Bellunese (secondo Die Zeit tre gelatieri italiani su quattro proverrebbero dalla provincia di Belluno, soprattutto da Zoldo e Cadore).
Per Zaia, questi professionisti contribuiscono all’economia tedesca con un prodotto simbolo dell’Italia nel mondo e hanno costruito in Germania una storia “di lavoro, sacrificio e integrazione”, garantendo un impiego a “22.000 persone”. Zaia ritiene inoltre che chi sbaglia debba naturalmente risponderne, “ma non si possono infangare decenni di sacrifici e migliaia di persone perbene”.




