Germania: 14.000 decessi per il caldo da giugno

Continuano a crescere le stime sui decessi causati dal caldo in Germania. Secondo l’istituto Robert Koch, fino a questo momento le ondate di calore hanno ucciso circa 14.000 persone.
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Per dare un’idea della proporzione, in termini di impatto sulla popolazione, il primo lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19 in Germania iniziò nel marzo del 2020, quando le vittime del virus erano appena 12 (entro la fine del mese arrivarono a essere poco più di 500).
I dati dei decessi sul caldo sono incompleti
Il calcolo dei decessi legati al caldo è aggiornato al 9 di agosto, ma, se si considera che le ondate di calore sull’Europa non sono ancora terminate, è facile prevedere che la situazione peggiorerà. Nei primi sette mesi di quest’anno, quindi, si sono già verificate più morti dovute alle alte temperature che in qualsiasi anno precedente (evidentemente, i decessi sono concentrati solo nei mesi a partire da giugno, con circa 9 anche se la statistica viene presentata come relativa all’intero 2026). Fino a questo momento, il numero massimo di morti di caldo in Germania si era registrato nel 2018: 9.000 vittime.
I dati sono comunque destinati a cambiare, non solo per il progredire della stagione, ma anche perché alcuni Länder trasmettono i dati con un certo ritardo ed è quindi possibile che, anche per i mesi passati per i quali si sono già effettuate le stime, sia necessario ritoccare i numeri alla luce delle informazioni definitive.
Che cosa vuol dire morire di caldo?
Naturalmente, quando parliamo di morte per caldo, non dobbiamo immaginare qualcuno che si trascina nel deserto: le patologie letali che dipendono direttamente dalle temperature funzionano in modo più complesso, specialmente in un Paese come la Germania. La categoria più a rischio sono gli anziani sopra i 75 anni: a questo gruppo appartengono circa 10.500 delle vittime registrate finora. In questi casi, il caldo eccessivo può aggravare irreparabilmente patologie preesistenti. Proprio per questo, per stimare il numero delle vittime, si utilizzano metodi statistici che incrociano i dati con quelli dell’anno precedente relativi alle settimane estive con e senza ondate di calore.



