Apertura

Germania, approvato il nuovo reddito di base. L’opposizione: “Attacco allo stato sociale”

A tre anni dall’introduzione del Bürgergeld, il reddito di cittadinanza tedesco, il Gabinetto Federale ha votato per la sua abolizione e approvato una riforma che lo sostituisce con un nuovo reddito di base, la Grundsicherung. Per circa 5,5 milioni di persone che oggi percepiscono il Bürgergeld sono previste regole molto più severe.

L’opposizione e le organizzazioni sociali criticano duramente la nuova misura, sostenendo che stigmatizzi la disoccupazione e colpisca duramente le persone già svantaggiate. Dopo il via libera del governo, il disegno di legge passa ora all’esame del Parlamento.

Nuovo reddito di base: regole molto più severe per gli irreperibili

La riforma approvata dal governo tedesco prevede sanzioni più dure in caso di mancata partecipazione agli appuntamenti presso i Jobcenter, insieme a controlli più stringenti sul patrimonio. In particolare sarà possibile la sospensione totale delle prestazioni qualora i beneficiari del sussidio risultino irreperibili. Dopo tre convocazioni mancate a colloqui o appuntamenti, potranno essere interrotti i versamenti e sussiste anche il rischio della perdita del rimborso dei costi abitativi.

Accanto a queste misure, il testo introduce alcune garanzie procedurali. Le autorità dovranno infatti concedere agli interessati la possibilità di un colloquio personale prima di adottare provvedimenti definitivi. Le persone con disturbi psichici dovranno inoltre essere tutelate dalla revoca delle prestazioni.

Protezione dei risparmi: abolito il periodo di attesa

La riforma interviene anche sul patrimonio dei beneficiari. Viene infatti eliminato il periodo di attesa che finora garantiva una protezione temporanea di eventuali beni e risparmi. Prima dell’erogazione del nuovo reddito di base, sarà ora necessario utilizzare in via prioritaria redditi e patrimoni propri.

Il patrimonio esente non scompare, ma cambia criterio. In futuro, il suo ammontare sarà determinato in base all’età anagrafica. Una scelta che mira a rendere il sistema più selettivo, ma che introduce parametri differenziati tra i beneficiari. Dettaglio non secondario, e già oggetto di attenzione nel dibattito politico.

Inserimento lavorativo e piani di cooperazione

Ai Jobcenter viene assegnato un compito chiaro: l’obiettivo prioritario resta l’inserimento nel mercato del lavoro. Tuttavia, laddove percorsi di formazione o riqualificazione risultino più efficaci, questi continueranno ad avere la precedenza.

Le misure destinate ai beneficiari dovranno essere definite all’interno di un piano di cooperazione condiviso. Un documento operativo, pensato per coordinare offerte, obblighi e opportunità. Almeno sulla carta. Nella pratica, il funzionamento di questi piani sarà uno dei nodi da verificare.

Risparmi modesti: i numeri della riforma

Sul piano finanziario, le aspettative iniziali di un risparmio consistente assicurato da questa riforma non trovano conferma. Nel 2026 è prevista una riduzione della spesa pari a 86 milioni di euro per Stato Federale, Länder, comuni e Agenzia federale per il lavoro. Successivamente, il risparmio dovrebbe scendere a 70 milioni.

Negli anni seguenti, al contrario, sono previsti aumenti di spesa pari rispettivamente a 11 e 9 milioni di euro, cifre che ridimensionano la portata economica della riforma.

Linke, Verdi e organizzazioni sociali: “Il nuovo reddito di base colpisce chi è in difficoltà”

Le critiche alla riforma sono già emerse e l’opposizione protesta a gran voce. La Linke e i Verdi hanno espresso una netta contrarietà, mentre una parte dell’SPD ha giudicato le misure eccessivamente restrittive, avviando una consultazione interna tra gli iscritti.

Anche le organizzazioni sociali mettono in guardia contro sanzioni troppo severe e contro il rischio di stigmatizzazione dei disoccupati, ritenendo che la riforma rischi di colpire con maggiore durezza le persone in difficoltà, esponendo in particolare i gruppi più svantaggiati a un livello di pressione più elevato e ulteriori ripercussioni economiche e sociali.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio