Il campo di protesta pro-Palestina riconquista lo spazio davanti alla Cancelleria federale
Le tende sono tornate. Dopo lo sgombero forzato, il campo di protesta pro-Palestina ha riconquistato la sua posizione strategica nell’area adiacente alla Cancelleria federale tedesca, a Berlino. Una vittoria giudiziaria che segna un precedente significativo nel panorama delle manifestazioni politiche dei gruppi di solidarietà con la popolazione di Gaza.
La decisione del Tribunale amministrativo superiore ribalta la linea della polizia
Il verdetto del Tribunale amministrativo superiore di Berlino-Brandeburgo (OVG) rappresenta una svolta decisiva nella controversia. L’autorità giudiziaria ha classificato inequivocabilmente il campo tendato come assemblea legittima, contraddicendo in maniera netta il parere delle forze dell’ordine.
Il tribunale ha evidenziato come la presenza stessa del campo in un luogo di tale rilevanza politica la trasformi automaticamente, in un certo senso, in una “manifestazione”. D’altra parte, la Cancelleria federale non è solo un edificio governativo, ma è un luogo dal fortissimo valore simbolico. Negli ultimi giorni, secondo i giudici, si erano manifestati “una serie di elementi tipici di un’assemblea” che confermavano la natura dimostrativa dell’iniziativa.
Le ragioni della protesta pro-Palestina e il percorso legale del campo davanti alla Cancelleria
I manifestanti si erano radunati per esprimere il loro dissenso contro l’azione militare israeliana nella Striscia di Gaza e per contestare l’orientamento della politica tedesca nei confronti di Israele. Giovedì scorso la polizia berlinese aveva proceduto allo sgombero del campo, negandone il carattere assembleare. Il distretto di Mitte aveva conseguentemente ordinato lo smantellamento delle tende. Gli occupanti avevano ottemperato all’ordinanza senza opporre resistenza, ma avevano poi fatto ricorso e hanno avuto ragione.
I giudici non hanno voluto seguire l’interpretazione della polizia. Secondo le forze dell’ordine, lo scopo principale del campo di protesta continuativo sarebbe stato ormai quello di creare alloggi improvvisati in un’area verde pubblica. Una tesi respinta dal tribunale con una decisione inappellabile.
Le trattative con la polizia
Parallelamente al procedimento giudiziario, gli organizzatori avevano annunciato per sabato un nuovo accampamento nella zona del Marx-Engels-Forum, nelle immediate vicinanze del Rotes Rathaus.
Tuttavia, alla luce della decisione favorevole del tribunale, sono state avviate trattative dirette con la polizia e ora il campo potrà essere nuovamente allestito nel parco delle sculture accanto alla Cancelleria federale. Esattamente dove tutto era iniziato.
Per le forze dell’ordine berlinesi si tratta della seconda battuta d’arresto nella disputa sul campo di protesta. Inizialmente la polizia aveva ordinato il trasferimento del campo alla stazione centrale di Berlino, adducendo come motivazione ufficiale l’inquinamento acustico, particolarmente intenso durante le ore serali e notturne.
Il tribunale amministrativo aveva però deciso diversamente: le tende potevano essere nuovamente montate presso la Cancelleria federale. Con un vincolo preciso: l’obbligo per gli attivisti di ridurre significativamente i livelli sonori. Anche questa decisione era stata sottoposta al vaglio del Tribunale amministrativo superiore in seconda istanza. E anche in questo caso i giudici avevano confermato l’orientamento favorevole ai manifestanti.




