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Ha visto morire madre e nonna per mano del padre. Giovedì 16 live con Giovanna Cardile

Nel 1985 Giovanna Cardile ha cinque anni ed è a casa della nonna con la madre, che ha deciso di separarsi dal marito dopo innumerevoli violenze.

Intorno alle undici di sera suona il campanello e la vita di Giovanna cambia per sempre, perché a suonare è suo padre, che uccide la nonna e la madre davanti a lei. Un ricordo che resterà per sempre indelebile, nella sua memoria. Giovedì 15 ottobre, alle ore 18:00, Giovanna Cardile parlerà con Lucia Conti della sua storia, in diretta sul canale Instagram del Mitte.

Orfani di femminicidio: la storia di Giovanna Cardile

Da quella sera finita sulle pagine della cronaca, sono passati anni. Giovanna è diventata adulta, è una pedagogista, un’insegnante, ma soprattutto una donna che lotta per sensibilizzare la società sulla violenza di genere e per dare voce agli orfani di femminicidio, troppo spesso lasciati soli a gestire gli effetti di una tragedia dalle infinite ripercussioni.

Il libro “Due vite in una. Storia di una rinascita”

Ha inoltre raccontato la sua vicenda nel libro “Due vite in una. Storia di una rinascita”, che parla dell’intera vicenda dai suoi albori e cioè dalla relazione tra i genitori. Una relazione dominata dalla gelosia ossessiva del padre e dalla sopraffazione costante subita dalla madre, fino alla decisione di interrompere un rapporto malsano.

Dopo la tragedia, nella vita di Giovanna sono arrivati due genitori adottivi che l’hanno restituita alla vita e le hanno insegnato a fidarsi e ad amare di nuovo. Il libro parla anche di questo.

Un diploma alla memoria di Rosalba Tedesco

Il 15 giugno, il liceo artistico Ernesto Basile di Messina ha conferito il diploma alla memoria della madre di Giovanna, Rosalba Tedesco, che era stata costretta dal marito a lasciare gli studi. È la prima vittima di femminicidio a ricevere un riconoscimento di questo tipo, che Giovanna definisce un simbolo di riscatto per tutte le donne.

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