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La Germania avrà un consiglio di sicurezza nazionale

Il governo tedesco, in questa fase, ha bisogno di tagliare e risparmiare praticamente su tutto, meno che su una voce di spesa: la difesa. E non si tratta nemmeno solo di riarmo: il gabinetto tedesco ha infatti dato il via libera alla creazione del primo consiglio di sicurezza nazionale del Paese. Non si tratta, in realtà, di una vera novità: se ne parla da tempo, ma i piani non erano mai arrivati all’approvazione di nessun esecutivo.

Una riunione tenutasi mercoledì presso il Ministero della Difesa ha approvato il regolamento interno di questo nuovo organo. Il cancelliere Friedrich Merz (CDU) già prima delle elezioni aveva commentato la questione, parlando della necessità di superare “le strutture degli anni ’60 che non sono più sufficientemente efficienti per soddisfare le complesse esigenze del nostro tempo”.

Come funzionerà  il consiglio di sicurezza nazionale tedesco

All’interno della Cancelleria federale è nato un ufficio nel quale lavoreranno tredici persone, sotto la direzione di Jacob Schrot, capo di gabinetto di Merz, che fungerà da ponte fra il consiglio vero e proprio, i ministeri, le autorità di sicurezza, i Länder e gli esperti esterni.

La missione, secondo la politologa Christina Moritz, sarà “Raccogliere tutte le informazioni di cui disponiamo a livello civile e militare e ricavarne un quadro quotidiano della situazione, sulla base del quale sia poi possibile elaborare strategie a medio e lungo termine”. Una sfida che sulla carta sembra lineare, ma nella pratica si scontra con una realtà frammentata.

La giungla delle competenze: un labirinto di quasi 40 autorità

Il panorama della sicurezza tedesca è considerevolmente complicato dall’organizzazione federale dello Stato. Esistono infatti tantissime autorità coinvolte nella gestione delle questioni di sicurezza: ci sono la polizia federale, l’Ufficio federale di polizia criminale, 16 uffici regionali di polizia criminale, 16 uffici regionali per la protezione della Costituzione, l’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, la protezione civile, e infine i due servizi di intelligence, il BND e il BSI. Nel complesso, si tratta di quasi quaranta autorità, spesso con competenze che si sovrappongono e che possono generare conflitti legati alle rispettive giurisdizioni, che possono generare situazioni di potenziale rischio, se le informazioni non raggiungono chi dovrebbe riceverle.

La struttura del nuovo consiglio: chi siede al tavolo delle decisioni

Il consiglio di sicurezza nazionale tedesco si riunirà regolarmente e avrà una composizione istituzionale con una base precisa e alcune componenti variabili. Il cancelliere ne sarà il presidente naturale, affiancato dal capo della Cancelleria federale e dai vertici dei ministeri strategici: Esteri, Interno, Difesa, Finanze, Economia, Giustizia, Sviluppo e Digitale. A seconda delle tematiche in discussione, potranno poi unirsi al tavolo rappresentanti dei servizi di intelligence, dei Länder o esperti esterni.

Gli esperti guardano con interesse ma anche con prudenza a questa riforma. Il successo dipenderà dalla capacità di andare oltre i primi passi, creando sistemi di allerta precoce e un centro operativo comune. Christina Moritz, che aveva presentato un progetto simile oltre vent’anni fa, vede finalmente materializzarsi un’opportunità storica. “Questa volta è davvero giunto il momento di coglierla”, sostiene. La vera sfida sarà superare la “mentalità del ognuno fa per sé” che caratterizza ancora troppo spesso l’apparato di sicurezza tedesco. Non basterà creare nuove strutture se la cultura del compartimento stagno rimarrà invariata.

Il consiglio di sicurezza nazionale rappresenta quindi più di una semplice innovazione istituzionale. È un tentativo di modernizzare un sistema che deve confrontarsi con minacce ibride, cyber warfare, terrorismo internazionale e rivalità geopolitiche che richiedono risposte coordinate e rapide.

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