Germania, 10.000 respingimenti ai confini da maggio. Dobrint: “Misura efficace”
La Germania raggiunge quota 10.000 respingimenti alle frontiere da maggio, incluse circa 550 persone con richiesta di asilo, come riferito martedì dal settimanale Stern.
Continua la linea dura del ministro dell’interno Alexander Dobrindt, che ha elogiato le nuove misure di controllo dei confini definendole una “altamente efficaci”.
Respingimenti ai confini: le dichiarazioni del ministro Dobrindt
Il ministro dell’Interno ha inoltre dichiarato che tutte le azioni del governo in questa direzione “rientrano nel diritto nazionale ed europeo”. Questa precisazione arriva dopo una sentenza del tribunale amministrativo di Berlino, che all’inizio dell’estate ha invece stabilito, in base al regolamento di Dublino, che in procedimenti d’urgenza i rifugiati non possono essere respinti se, dopo aver attraversato la frontiera, presentano una domanda di asilo sul territorio tedesco.
Il governo federale ha tuttavia definito la sentenza “un caso isolato” e Dobrindt continua a ribadire le sue posizioni e la rigidità delle sue misure. Il ministro ha ribadito che “la politica deve essere in grado di fare la differenza”, sostenendo che la mancanza di risposte concrete al problema rappresentato dall’immigrazione incontrollata alimenterebbe la sfiducia dei cittadini e la disaffezione verso la politica. “La gente si chiede se la politica possa ancora cambiare qualcosa” ha precisato.
L’incognita sulla durata dei controlli e la critica agli altri Paesi
Il ministro dell’interno tedesco non ha chiarito quanto a lungo resteranno in vigore i controlli alle frontiere, soprattutto considerando che ancora pende l’attuazione del Sistema europeo comune di asilo (GEAS). Gli Stati membri dell’UE dovrebbero infatti recepirne le norme entro giugno 2026.
Il ministro ha inoltre criticato i Paesi che si rifiutano di fare la loro parte, sottolineando la necessità di intervenire a livello dell’UE. “Vediamo ancora Paesi che non sono disposti ad accogliere i richiedenti asilo di cui sarebbero responsabili” ha chiarito Dobrindt, sostenendo di voler cambiare il malfunzionamento del sistema europeo dell’asilo.




