Germania, controlli alle frontiere ed espulsioni. Continua la linea di Dobrindt
Nel podcast Table.Today, pubblicato giovedì, il Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) ha confermato l’intenzione di prolungare i controlli temporanei su tutte le frontiere terrestri della Germania anche oltre settembre. “Continueremo a mantenere i controlli alla frontiera”, ha dichiarato, ribadendo la linea dura già annunciata all’inizio del suo mandato.
Dal suo insediamento, avvenuto all’inizio di maggio, Dobrindt ha ordinato un’intensificazione dei controlli e l’avvio di respingimenti per gli aspiranti richiedenti asilo.
Controlli alle frontiere: la risposta della Polonia
Pochi giorni prima dell’annuncio tedesco, anche la Polonia aveva deciso di estendere i propri controlli alle frontiere con la Germania e la Lituania.
Previsti inizialmente fino al 5 agosto, saranno prorogati fino al 4 ottobre. Varsavia ha giustificato questa misura come una reazione diretta all’aumento dei controlli da parte tedesca.
Espulsioni in aumento verso Afghanistan e Siria
Parallelamente ai controlli alle frontiere, il governo tedesco sta intensificando le misure di espulsione nei confronti dei richiedenti asilo. “Siamo riusciti a organizzare un volo per l’Afghanistan con cui sono stati espulsi autori di reati gravissimi. Questo non può rimanere un caso isolato”, ha chiosato.
Il riferimento è a un volo organizzato lo scorso mese, il secondo dall’agosto 2021, data della presa del potere dei talebani. In quell’occasione, sono state espulse 81 persone. Il primo volo risale all’agosto 2024.
Obiettivo: nuove espulsioni in tempi brevi
Secondo quanto affermato dal ministro, il governo è ora impegnato nell’organizzare ulteriori voli verso l’Afghanistan e la Siria, nonostante le difficoltà diplomatiche e logistiche. La linea di Dobrindt si distingue per la volontà di rafforzare la sicurezza interna, anche a costo di misure controverse.
L’intento dichiarato è duplice: contenere l’immigrazione irregolare e garantire l’espulsione rapida dei soggetti considerati pericolosi, in linea con quanto dichiarato dall’Unione sin dalla sua corsa alle ultime elezioni e in un contesto che vede ancora il tema della sicurezza come leva del dibattito politico.




