AperturaPoliticaPolitica Tedesca

Stop al reddito di cittadinanza per gli ucraini: in arrivo la proposta di legge

La Ministra del Lavoro tedesca Bärbel Bas (SPD) ha formalizzato sotto forma di proposta di legge quanto già anticipato di recente dal ministro presidente della Baviera e leader della CSU Markus Söder: il reddito di cittadinanza per i rifugiati ucraini in Germania potrebbe presto essere revocato. Modificare il sistema di assistenza per chi fugge dall’Ucraina, sostituendo l’attuale sostegno con le prestazioni previste dalla legge per i richiedenti asilo, dovrebbe far risparmiare il costo della prestazione alle casse dello Stato, ma il risparmio reale sembra destinato a essere modesto.

Stop al reddito di cittadinanza per gli ucraini arrivati dopo il primo aprile

La misura dovrebbe essere valida, per ora, per coloro che sono arrivati in Germania a partire dal 1° aprile 2025, ovvero esclusivamente i nuovi arrivati (che, secondo i dati del ministero, sono 20.955) – contrariamente a quanto proposto da Söder, che puntava a revocare il RdC a tutti i cittadini Ucraini rifugiati in territorio tedesco (oltre, 1,2 milioni di persone).

Il risparmio reale potrebbe essere modesto

Sulla carta, il governo federale prevederebbe un risparmio sostanzioso: oltre un miliardo di euro in meno nelle spese per il reddito di cittadinanza già dal prossimo anno. Tuttavia, a livello finanziario, il cambio di regime non porterebbe reali alleggerimenti per le casse pubbliche, poiché gli attuali destinatari del reddito verrebbero comunque sostenuti con altre prestazioni.

Se tutti gli ucraini arrivati in Germania da aprile in poi usufruissero non più del RdC, ma delle normali prestazioni per i richiedenti asilo, la quota per un adulto single sarebbe di 441 euro al mese, contro i 563 euro del reddito di cittadinanza. Anche l’accesso alle cure sanitarie verrà ristretto, secondo quanto prevede la legge specifica.

Questo vuol dire che, se da un lato il Ministero degli Affari Sociali stima per il 2026 una riduzione di circa 1,32 miliardi di euro nei costi federali, regionali e comunali, dall’altro calcola 1,375 miliardi di euro di spese aggiuntive per le nuove prestazioni. Una partita a somma (quasi) zero.

Costi a carico dei Länder e dei comuni

I costi derivanti dalla nuova impostazione ricadranno in buona parte sui Länder e sui comuni, ovvero sulle autorità locali, già sotto pressione. Per controbilanciare l’impatto economico, il governo prevede di introdurre un rimborso forfettario, una sorta di compensazione diretta, ma non è ancora chiaro quanto questa misura possa essere efficace né se basterà ad assorbire i costi effettivi.

L’iter legislativo è già stato avviato: mercoledì pomeriggio, Bas ha inviato la proposta agli altri ministeri per la consultazione. Ora si attende l’approvazione del Bundesrat, con l’obiettivo di chiudere il processo entro fine anno.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio