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La proposta di Markus Söder: “Stop al reddito di cittadinanza per tutti gli ucraini”

La questione del sostegno economico ai rifugiati ucraini in Germania sta diventando terreno di scontro politico. Il primo ministro bavarese Markus Söder spinge per una revisione radicale del sistema attuale e non si accontenta dei compromessi raggiunti dalla coalizione di governo. La proposta del leader della CSU va infatti ben oltre quanto stabilito nel contratto tra Unione e SPD. Mentre l’accordo prevedeva modifiche solo per i nuovi arrivati dal primo aprile 2025, Söder vuole estendere il taglio della prestazione a tutti i rifugiati ucraini attualmente presenti in Germania.

La posizione di Söder sulla riforma del reddito di cittadinanza per i cittadini ucraini in Germania

Durante l’intervista estiva della ZDF per il programma “Berlin direkt“, Söder ha esposto la sua visione di una possibile riforma in questo ambito. Tutti i rifugiati provenienti dall’Ucraina dovrebbero ricevere esclusivamente le prestazioni che vengono erogate anche a tutti gli altri richiedenti asilo.

Il leader bavarese intende perorare questa particolare cause all’interno della coalizione, sfidando apertamente l’accordo esistente. La sua argomentazione si basa su un confronto internazionale: “nessun altro Paese al mondo” tratta i rifugiati ucraini con la stessa generosità della Germania, che accorda loro il reddito di cittadinanza, al quale gli altri richiedenti asilo, provenienti da altri paesi extra europei, non hanno diritto. Secondo Söder, questa particolare forma di assistenza rappresenta uno dei motivi principali per cui, in Germania, “così poche persone provenienti dall’Ucraina hanno un lavoro”. Un paradosso, considerando la buona formazione professionale di molti rifugiati. I dati recenti mostrano che circa un terzo dei rifugiati ucraini risulta attualmente occupato nel mercato del lavoro tedesco.

L’accordo della coalizione nero-rossa sui rifugiati ucraini

L’intesa raggiunta tra Unione e SPD nel contratto di coalizione prevedeva un approccio più graduale. Dal primo aprile 2025, i nuovi rifugiati ucraini avrebbero dovuto ricevere prestazioni equiparate a quelle dei richiedenti asilo provenienti da altre nazioni, mentre per coloro ai quali la prestazione era già stata accordata non ci sarebbero state modifiche. La ministra del Lavoro Bärbel Bas (SPD) aveva motivato questa scelta con l’intento di “regolamentare la questione in modo da ridurre al minimo l’onere per i centri per l’impiego”. Tuttavia, la regolamentazione specifica rimane ancora in fase di elaborazione.

La proposta di Söder, invece, non si limiterebbe a bloccare l’accesso a questa prestazione per coloro che arriveranno dall’Ucraina in futuro, ma coinvolgerebbe l’intera popolazione ucraina già stabilita in Germania.

Il sistema attuale

Dal giugno 2022, i rifugiati ucraini possono accedere al reddito di cittadinanza anziché alle prestazioni standard per richiedenti asilo. Una decisione concordata tra governo federale e Länder che ha modificato sostanzialmente l’approccio tedesco. La differenza economica risulta considerevole. Un richiedente asilo single ha diritto a un massimo di 460 euro mensili, mentre il reddito di cittadinanza prevede 563 euro per un adulto single.

Questa modifica si basava su un’altra condizione che distingueva i rifugiati ucraini da tutti gli altri e che aveva già fatto discutere in passato, ovvero il riconoscimento del diritto immediato al permesso di soggiorno per gli ucraini, senza necessità di attraversare il processo che si attua nelle normali richieste di asilo. L’obiettivo dichiarato era favorire l’integrazione lavorativa. Trasferendo la competenza ai centri per l’impiego, si sperava di accelerare le misure di inserimento nel mercato del lavoro tedesco. Secondo Söder, questo obiettivo non è stato raggiunto.

L’impatto finanziario del reddito di cittadinanza

Lo scorso anno la Germania ha speso circa quattro miliardi di euro in più rispetto all’anno precedente per il reddito di cittadinanza, raggiungendo un totale di 46,9 miliardi di euro. Un incremento superiore al nove per cento che ha spinto il centro-destra a prendere di mira il RdC nel suo complesso.

Nel 2024, circa 5,5 milioni di persone hanno percepito il reddito di cittadinanza, includendo bambini e adolescenti. Il 47,4% dei percettori non hanno un passaporto tedesco. L’esperto del mercato del lavoro Enzo Weber dell’Istituto per la ricerca sul mercato del lavoro e professionale (IAB) attribuisce l’aumento anche ai significativi incrementi dei tassi standard nel 2023 e 2024, conseguenza diretta dell’inflazione. Secondo dati ministeriali, dei succitati 46,9 miliardi, ne sono stati erogati circa 6,3 a centinaia di migliaia di rifugiati ucraini e ai loro figli.

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