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Berlino, sgombero del campo di protesta pro Palestina davanti alla Cancelleria

Alla fine si è deciso per lo sgombero del campo di protesta pro Palestina allestito davanti alla Cancelleria federale, nel distretto berlinese di Mitte. La decisione è stata confermata da un portavoce della polizia al Berliner Zeitung, spiegando che il presidio non possiede più il carattere di assemblea e dovrà quindi essere smantellato.

Giovedì mattina, la polizia di Berlino ha comunicato ai responsabili che, dopo un’attenta valutazione delle autorità competenti, il campo di protesta non può più essere considerato una manifestazione legittima.

Campo di protesta pro Palestina: attivo da giugno

Il presidio era sorto a metà giugno, quando un gruppo di persone aveva deciso di accamparsi davanti alla Cancelleria federale per protestare a supporto della causa palestinese. Fin dall’inizio, la sua presenza è stata accompagnata da discussioni e contenziosi legali.

A metà luglio, il Tribunale amministrativo superiore di Berlino-Brandeburgo aveva respinto un ricorso presentato dalla polizia, confermando una precedente decisione del Tribunale amministrativo di Berlino. In base a quella sentenza, il campo poteva restare più a lungo nell’area, ma con il rispetto di alcune condizioni.

Gli scontri con la polizia: usati i lacrimogeni

La tensione è salita lunedì sera, quando decine di persone hanno manifestato nelle vicinanze del campo. La situazione è presto degenerata in scontri violenti tra manifestanti e polizia.

Le forze dell’ordine hanno dichiarato di aver fatto uso della forza, sotto forma di spinte, pressioni e l’impiego di lacrimogeni per contenere i disordini.

Quasi duecento, tra denunce e arresti

Durante l’intervento sono state presentate 183 denunce penali, per accuse relative all’uso di simboli di organizzazioni considerate anticostituzionali e terroristiche, resistenza a pubblico ufficiale, aggressioni e violazione della quiete pubblica.

La polizia ha inoltre arrestato in via provvisoria 188 persone: 122 donne, 65 uomini e una persona non binaria. Tutti i fermati sono stati successivamente rilasciati.

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