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Il ristorante israelo-palestinese Kanaan di Berlino verso la chiusura. Troppe tensioni

Il ristorante israelo-palestinese Kanaan di Berlino, fondato nel 2015 da Oz Ben David e Jalil Dabit, potrebbe presto chiudere i battenti.

I gestori hanno infatti dichiarato che, senza un sostegno concreto, il progetto non potrà sopravvivere oltre poche settimane. Tra i motivi principali figurano l’aumento dei costi, il calo delle entrate e le tensioni politiche aggravate dopo il 7 ottobre, come riportato dalla Berliner Zeitung.

Le origini di un progetto condiviso

All’inizio, l’idea era semplice: vendere hummus. Tuttavia, il locale si è trasformato rapidamente in un luogo fortemente simbolico. Un israeliano e un palestinese che collaborano per portare avanti un ristorante, infatti, rappresentavano un segnale forte e importante di dialogo e convivenza.

In questa direzione, anche l’hummus era ed è un simbolo di condivisione: “Non una ricetta israeliana, né palestinese, ma qualcosa che condividiamo” ha commentato Ben David con il quotidiano berlinese.

Difficoltà già prima della guerra di Gaza

I problemi del Kanaan non sono iniziati nel 2023. Già in precedenza, i gestori avevano dovuto affrontare numerosi problemi: proteste contro il progetto, la pandemia di coronavirus, quindi i rincari dovuti alla guerra in Ucraina e il notevole incremento degli affitti. Dall’inizio dell’anno i costi di gestione della ristorazione sarebbero cresciuti tra il 40% e il 60%.

Il peso delle tensioni politiche e sociali

La guerra in Medio Oriente e la tragedia di Gaza avrebbero ulteriormente aggravato la situazione. Ben David sottolinea che, da due anni, le notizie quotidiane su Israele e Palestina influenzano anche la vita sociale in Germania nel senso che molte persone, quando escono a cena, preferiscono “staccare la spina” o hanno addirittura paura.

Non sono mancati peraltro episodi di vandalismo, ai danni del ristorante: lo scorso anno, ignoti hanno distrutto mobili, imbrattato pareti e lasciato escrementi nel locale, un gesto per cui non si esclude un movente politico.

L’appello dei gestori: sostegno diretto

Secondo i gestori, al ristorante servirebbero almeno due mesi di attività positiva per riuscire a stabilizzarsi. Ed entrambi invitano i residenti di Berlino a sostenere il Kanaan tornando a frequentarlo, a gustare i suoi piatti e a condividere l’esperienza del locale.

In questo particolare momento storico, sarebbe davvero triste veder chiudere uno spazio creato dalla collaborazione e dall’amicizia di un israeliano e un palestinese e che dimostra come le cose che uniscono i popoli siano in realtà più numerose di quelle che dividono.

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