Il governo federale rifiuta di risarcire le ex colonie
Si torna a parlare dei risarcimenti alle ex colonie tedesche. Nonostante l’impegno dichiarato a fare i conti con il proprio passato coloniale, infatti, il governo federale ribadisce il rifiuto di versare indennizzi, sostenendo che non vi siano basi giuridiche nel diritto internazionale.
Questa posizione ha immediatamente sollevato critiche, soprattutto da parte dei Verdi, che chiedono un approccio più empatico e orientato alla giustizia storica.
Risarcimenti alle ex colonie: la posizione del governo federale
La linea dell’esecutivo emerge da una risposta ufficiale a un’interrogazione parlamentare dei Verdi, riportata dal quotidiano Tagesspiegel.
Secondo il governo guidato da Friedrich Merz, il concetto di risarcimento nel diritto internazionale presuppone la violazione di un obbligo, che però non esisteva al tempo delle ingiustizie coloniali. Per questo motivo, non sarebbe applicabile neanche al passato coloniale della Germania.
Al tempo stesso, l’esecutivo sottolinea di voler continuare a elaborare criticamente quella terribile fase storica, considerando “le ingiustizie commesse sotto il dominio coloniale tedesco” nei Paesi interessati come parte essenziale della cultura della memoria della Germania.

Le critiche dei Verdi
La risposta non ha convinto l’opposizione. Claudia Roth (Verdi), che ha presentato l’interrogazione parlamentare insieme alle colleghe di partito Awet Tesfaiesus e Jamila Schäfer, ritiene che un rifiuto fondato su meri formalismi non sia proponibile.
Dello stesso avviso è Awet Tesfaiesus, che al Tagesspiegel ha dichiarato che ricorrere a questa tecnica significa continuare riprodurre le gerarchie coloniali e a rendere invisibili le vittime. Per le esponenti dei Verdi, insomma, la Germania deve smettere di nascondersi dietro ad argomenti giuridici e affrontare seriamente le sue responsabilità storiche, soprattutto considerando che la Costituzione tedesca pone la dignità umana al centro della sua stessa sovranità.
Il caso della Namibia
Una questione particolarmente importante riguarda la Namibia, teatro di gravi atrocità perpetrate dalla Germania e riconosciute oggi come genocidio. Basti pensare che, tra il 1904 e il 1908, le forze armate tedesche hanno sterminato oltre l’80% del popolo Herero e la metà dei Nama.
Nel 2021, dopo anni di negoziati, la Germania aveva promesso 1,1 miliardi di euro da distribuire nell’arco di 30 anni, destinati in gran parte a programmi di ricostruzione e sviluppo e in parte a progetti di riconciliazione. A oggi, tuttavia, nessuna somma è stata versata e l’attuazione dei programmi resta in sospeso. Parallelamente, il governo tedesco ha avviato contatti con diversi Paesi per affrontare il tema della restituzione di beni culturali e dei resti umani provenienti dai contesti coloniali.




