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Il presidente Steinmeier mette in guardia la Germania: “Respingere fantasie di chiusura su base etnica”

Il Presidente della Repubblica Federale Frank-Walter Steinmeier ha tenuto il primo discorso ufficiale nella sede provvisoria dello Spreebogen, a Berlino, inviando un chiaro messaggio contro l’ideologia etnica in Germania.

Le dichiarazioni del presidente si inseriscono nell’ambito di una tavola rotonda intitolata “A casa in Germania. Come viviamo insieme”, primo evento tenutosi nella nuova sede (il castello di Bellevue è al momento chiuso per ristrutturazione).

Steinmeier contro l’ideologia etnica in Germania: «Non esistono biotedeschi»

Arrivato a pochi giorni dalle elezioni del 6 settembre in Sassonia-Anhalt, Berlino e Meclemburgo-Pomerania Anteriore, il discorso di Steinmeier identifica come prioritaria l’inversione di una deriva che sta titillando la pancia della popolazione e mettendo in circolazione istanze irricevibili. A questo proposito ha messo in guardia i tedeschi dal rischio di un ritorno a una concezione etnica della società e dichiarato che ogni fantasia di chiusura in questo senso va rigidamente respinta.

Steinmeier ha dichiarato con grande fermezza che non esistono “biotedeschi” o “cittadini di serie A e di serie B”, e che tedeschi sono tutti coloro che sono accomunati dalla cittadinanza, acquisita alla nascita o attraverso la naturalizzazione, da una lingua e da valori condivisi, incluso “il desiderio di vivere insieme pacificamente e in libertà”, e dalla Costituzione. 

“Non sono le origini dei nostri nonni a renderci tedeschi, né il sangue che scorre nelle nostre vene” ha ribadito Steinmeier.

Evitare assolutamente il “noi contro loro”

Sostenendo in ogni caso l’importanza e la necessità di ascoltare dubbi e paure dei cittadini, il presidente ha tuttavia rimarcato quanto sia importante che le persone non cadano nella logica fallace del “noi contro loro”. 

Il presidente ha infine sottolineato il ruolo e il contributo dei migranti in vari settori della vita del Paese, dalla sanità, all’assistenza, ad ampi settori dell’economia privata e ribadito che in questo e altri sensi la Germania, che appartiene “a tutti coloro che vivono qui legalmente”, abbia “bisogno di immigrazione per poter funzionare”.

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