AperturaPoliticaPolitica Tedesca

Germania: stop tagli ai contributi per chi assiste un familiare

I tedeschi sentono ripetere ormai da anni che il sistema sanitario e di assistenza non funziona e che è schiacciato da un cronico deficit di risorse. Il risultato sono premi sempre più alti per le assicurazioni e servizi sempre più ridotti. Fino a poche settimane fa, in Germania, la patata bollente della riforma sanitaria è stata affidata a Nina Warken (CDU), la quale ha messo a punto una delle più drammatiche riforme del settore sanitario, fatta essenzialmente di soli tagli ai servizi, che ha generato malcontento e proteste a tutti i livelli, dalla politica alla società civile. Una delle misure più controverse del pacchetto prevedeva il taglio dei contributi pensionistici per chi presta assistenza ai propri familiari in condizioni di malattia o disabilità. Dopo il rimpasto di governo voluto dal cancelliere Friedrich Merz (CDU), questa misura potrebbe essere messa in discussione e ritirata dal nuovo ministro della Salute Carsten Linnemann (CDU).

Cosa prevedeva la riforma proposta da Warken

Al momento, in Germania, chi presta assistenza ai propri familiari sacrifica ore di lavoro e, quindi, anche potenziali contributi pensionistici. Per questo motivo, si possono ricevere contributi sostitutivi fino a 740 euro al mese. La riforma voluta da Warken prevedeva una riduzione del 30% di tali versamenti, allo scopo di stabilizzare l’assicurazione di assistenza e risparmiare fino a 1,8 miliardi di euro entro il 2027.

Linnemann: “coloro che prestano assistenza ai familiari sono gli eroi della Germania”

Non sorprende che questa proposta abbia sollevato aspre critiche da più parti: perfino il cancelliere, la CSU e gli alleati dell’SPD si erano detti contrari. Linnemann ha dichiarato la scorsa settimana al Bild am Sonntag di voler cambiare rotta, almeno per quanto riguarda questo specifico aspetto della riforma sanitaria.

Coloro che prestano assistenza ai propri familiari, ha sottolineato il neo-ministro, sono “gli eroi quotidiani della Germania” e penalizzarli darebbe un segnale sbagliato. In Germania, sono circa 6 milioni le persone non autosufficienti e oltre la metà sono assistite a domicilio: secondo Linnemann, è proprio a questi nuclei che bisogna riservare maggiori attenzioni.

Per cambiare il programma di riforma bisognerà ora ipotizzare un finanziamento compensativo. Questa ipotesi, per ora, sembra essere riuscita nel difficile intento di riscuotere il plauso tanto dell’Associazione centrale delle casse malattia pubbliche (GKV) quanto dell’associazione sociale SoVD e della Fondazione tedesca per la tutela dei pazienti.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio