Germania: tagli all’assistenza per disabili e genitori single?

Datato 25 marzo, classificato come bozza, contrassegnato per uso esclusivamente interno: il documento contenente le proposte di risparmio sullo stato sociale in Germania era pensato per restare a disposizione di un gruppo di lavoro ristretto, composto da rappresentanti del governo, dei Länder e delle principali associazioni comunali. È invece finito al centro del dibattito nazionale dopo che l’Associazione Paritätischer Gesamtverband lo ha acquisito e reso liberamente accessibile, esprimendo sconcerto per il suo contenuto, che hanno definito un attacco ai diritti e alla libertà di scelta delle persone disabili e delle fasce più deboli della società. Fra le categorie che, secondo quanto indicato nel documento, potrebbero vedere drasticamente ridotto il supporto da parte dello Stato ci sono appunto le persone con disabilità, i malati cronici, gli anziani non autosufficienti, i rifugiati minorenni non accompagnati e i genitori single con figli minori a carico.
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Il titolo ufficiale del documento è “Impiego efficiente delle risorse nelle leggi sulle prestazioni” e il contenuto consiste di 108 pagine e oltre 70 proposte di riduzione della spesa sociale, per un volume quantificato in almeno 8,6 miliardi di euro. La cifra reale è quasi certamente superiore: quasi due terzi delle proposte non è supportata da alcuna stima economica. Su alcuni temi figurano più proposte alternative formulate da soggetti diversi.
“L’opinione pubblica ha il diritto di sapere che le proposte attualmente in discussione mirano a un taglio drastico in interi settori di prestazioni”, ha dichiarato Joachim Rock, amministratore delegato dell’associazione, motivando la decisione di pubblicare il testo.
Il gruppo di lavoro che decide i tagli allo stato sociale
Questo documento dovrebbe essere l’attuazione di quanto il Cancelliere Friedrich Merz (CDU) aveva annunciato, in una conferenza stampa del 4 dicembre 2025, ovvero l’intenzione di far lavorare i tre livelli di governo in Germania (governo federale, Länder e comuni) a una serie di proposte per garantire che “le leggi sulle prestazioni [sociali] possano essere applicate in modo mirato”. La regia dell’operazione è affidata alla Cancelleria federale, che ha coordinato la costituzione del tavolo tecnico con l’obiettivo di contenere spese che, soprattutto a livello comunale, “negli ultimi anni sono davvero aumentate a un ritmo a due cifre all’anno”. Al gruppo partecipano diversi Länder, ministeri federali e le principali associazioni di rappresentanza dei comuni. Questi ultimi lamentano da tempo una distorsione strutturale: sono tenuti ad attuare leggi federali in materia di prestazioni sociali, ma lo Stato, a livello federale, non ne copre integralmente i costi, scaricando sugli enti locali oneri finanziari crescenti.
Le misure principali nel documento
Tagli al supporto per i genitori single
Tra le proposte che hanno suscitato più scalpore figura quella congiuntamente avanzata dall’Associazione delle città tedesche, dall’Associazione dei distretti rurali e dall’Associazione delle città e dei comuni. Le tre organizzazioni chiedono di abrogare la riforma del 2017 che aveva esteso la platea dei beneficiari dell’anticipo sugli alimenti: un sussidio erogato ai genitori single nei casi in cui l’altro genitore non versi il mantenimento. Al momento, lo Stato sopperisce e si incarica poi di cercare di recuperare il credito dal genitore inadempiente, avendo però garantito a monte la sussistenza e la sicurezza del minore o dei minori coinvolti.
Prima di quella riforma, la prestazione era accessibile soltanto per i figli fino a dodici anni di età e per una durata massima di sei anni complessivi. Dal 2017, invece, l’anticipo sugli alimenti può essere erogato in modo continuativo per tutta la fascia d’età compresa tra zero e diciotto anni, senza limiti temporali. Le conseguenze sul numero di beneficiari sono state rilevanti: secondo i dati contenuti nel documento, i bambini e gli adolescenti che ne usufruiscono sono passati da 427.031 nel 2016 a 855.642 nel 2024.
La spesa corrispondente ha avuto un’evoluzione ancora più marcata. Da 861 milioni di euro nel 2016 si è arrivati a 3,24 miliardi nel 2024, quasi quadruplicando in otto anni. A fronte di questa crescita, il recupero delle somme dai genitori inadempienti è salito in modo assai più contenuto: da 197 milioni a 544 milioni di euro nello stesso periodo. Le associazioni comunali sottolineano questa asimmetria come uno degli argomenti principali a sostegno del ritorno al regime precedente al 2017. Il risparmio atteso dall’inversione della riforma è stimato in 1 miliardo di euro l’anno.
Tagli al supporto per l’integrazione scolastica di bambini e adolescenti disabili
Le stesse associazioni comunali hanno inserito nel documento una proposta che riguarda direttamente gli alunni con disabilità integrati nelle scuole ordinarie. L’idea è eliminare gli aiuti all’integrazione e la figura degli assistenti scolastici individuali, trasferendo l’intera responsabilità del sostegno agli istituti scolastici. Il testo afferma esplicitamente che il supporto “dovrebbe essere fornito interamente dalla scuola senza alcun aiuto integrativo da parte dei servizi di inserimento“. Il risparmio stimato per questa voce ammonta a 3 miliardi di euro.
In alternativa alla soppressione totale, il documento prospetta un modello di assistenza collettiva : gli assistenti scolastici seguirebbero più alunni con disabilità contemporaneamente, abbandonando il rapporto individuale che caratterizza l’attuale sistema. Si tratta di un orientamento che trova riscontro anche nelle posizioni del Ministero della Famiglia guidato dalla ministra Karin Prien (CDU), favorevole a soluzioni più standardizzate, forfettarie e meno centrate sulla specificità del singolo caso.
L’Associazione Paritätischer Gesamtverband giudica entrambe le opzioni incompatibili con il rispetto dei diritti fondamentali degli alunni disabili. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che anche la Germania ha ratificato, garantisce agli studenti con disabilità inseriti nelle scuole regolari il diritto a un “sostegno adeguato alle loro esigenze individuali“. Un modello collettivo e indifferenziato, secondo l’associazione, non è in grado di soddisfare questo standard. La proposta configurerebbe dunque, a suo avviso, una violazione diretta del diritto internazionale .
Meno ausili per tutte le persone con disabilità
Il pacchetto di interventi tocca anche altri ambiti che potrebbero avere ricadute concrete sulla vita quotidiana delle persone con disabilità. Alcune proposte prevedono la definizione di un elenco tassativo di ausili finanziabili , così da escludere dal rimborso pubblico tutto ciò che non vi figura espressamente. Altre ipotizzano l’introduzione di tetti massimi di spesa per singola categoria di ausilio, oppure la revisione al ribasso dei limiti patrimoniali che determinano l’accesso alle prestazioni di assistenza all’integrazione.
Sul versante della mobilità, il Ministero del Lavoro ha avanzato una proposta di segno diverso rispetto ai tagli diretti: promuovere un maggiore utilizzo del trasporto pubblico locale come alternativa al rimborso dei costi di trasporto individuale sostenuti dagli enti di assistenza all’integrazione. Il documento sostiene che questa strategia potrebbe produrre risparmi e, al tempo stesso, rafforzare la partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale. L’Associazione Paritätischer Gesamtverband replica che la misura è strutturalmente inapplicabile su scala nazionale fino a quando il trasporto pubblico locale non avrà eliminato tutte le barriere architettoniche che oggi ne limitano l’accessibilità.
Standard ridotti per i giovani rifugiati: la proposta della Sassonia
Una delle proposte più discusse è firmata dal Land della Sassonia e riguarda i minori stranieri non accompagnati e i rifugiati minorenni. A partire dai sedici anni, secondo questa proposta, i giovani rifugiati potrebbero essere alloggiati in aree separate all’interno dei centri di prima accoglienza e degli alloggi comunitari comunali, dove si applicherebbero standard ridotti per quanto riguarda l’alloggio, l’assistenza e l’accompagnamento. Al compimento dei diciotto anni scatterebbe automaticamente il trasferimento in strutture per adulti, con un’ulteriore contrazione dei servizi di assistenza ambulatoriale.
L’Associazione Paritätischer Gesamtverband valuta questa ipotesi come la creazione di un “sistema di assistenza giovanile a due velocità”, che discriminerebbe i minori stranieri rispetto ai coetanei tedeschi sulla base della sola origine. La proposta si porrebbe in aperta contraddizione con la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, che non ammette distinzioni di nazionalità nell’accesso alla protezione. Sul piano pratico, l’associazione avverte che ridurre il supporto proprio nella fase più delicata dell’inserimento potrebbe produrre “problemi più gravi e costosi nel lungo termine”, destinati a ricadere inevitabilmente sullo Stato.
La disparità nell’assicurazione di assistenza
Un ulteriore nodo, già presente nel dibattito pre-documento, riguarda il trattamento delle persone con disabilità che vivono in strutture residenziali specializzate e che diventano non autosufficienti. Circa 140.000 persone si trovano in questa condizione: pur essendo assicurate nell’assicurazione di assistenza e versando i contributi integrali, ricevono dalle casse di assistenza un importo forfettario massimo di 278 euro mensili, in virtù del paragrafo 43a del codice sociale (SGB XI).
Per contro, le persone senza disabilità ospitate in case di cura, così come le persone con disabilità che vivono in casa propria, accedono alle prestazioni complete dell’assicurazione di assistenza. Queste ammontano, a seconda del grado di non autosufficienza, tra 796 e 2.299 euro mensili per l’assistenza ambulatoriale, e tra 131 e 2.096 euro per quella in regime residenziale. La differenza è coperta dall’assistenza all’integrazione, finanziata con fondi fiscali, con un meccanismo che di fatto penalizza chi vive in strutture specializzate pur avendo contribuito al sistema assicurativo esattamente come gli altri. L’associazione sostiene che questa disparità violi il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione tedesca e, ancora una volta, la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
Critiche dall’opposizione e dalle associazioni: i tagli, un attacco allo stato sociale
Le critiche al documento provengono da fronti molto diversi tra loro. Joachim Rock ha sintetizzato la posizione del Paritätischer Gesamtverband definendo il testo un “attacco a conquiste fondamentali per la partecipazione sociale, ottenute con lotte decennali”, e ha stigmatizzato il fatto che un dibattito di tale portata si sia svolto “in segreto, senza coinvolgere le persone interessate”. Rock ha aggiunto che, a prescindere dalla forma tecnica del documento, ciò che viene negoziato sotto la denominazione di “uso efficiente delle risorse” ha effetti diretti e gravi sulla vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Dal mondo delle organizzazioni sociali è arrivata la risposta di Michael Groß, presidente dell’Arbeiterwohlfahrt (Assistenza sociale per i lavoratori), che ha definito “profondamente irresponsabile dal punto di vista della politica sociale” ogni misura che “toglie opportunità ai bambini e vuole risparmiare sulla partecipazione delle persone con disabilità”. In Parlamento, la deputata dei Verdi Corinna Rüffer, portavoce del gruppo per le politiche sulla disabilità, ha descritto il documento come un attacco frontale all’inclusione e ai diritti dei bambini.
La presidente del gruppo parlamentare di Die Linke Heidi Reichinnek ha chiesto al governo di assumersi la responsabilità politica del contenuto di un testo elaborato su suo mandato.
Il documento originale, in tedesco, è interamente consultabile a questo link .




