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Le proposte per la riforma della sanità tedesca: 42 miliardi di tagli, su i ticket, meno copertura

La riforma della sanità è uno degli obiettivi che l’attuale governo tedesco si è posto e ha uno scopo principale: tagliare i costi. La Ministra della Salute Nina Warken (CDU) ha assicurato, in occasione della presentazione rapporto elaborato dalla commissione di esperti istituita lo scorso settembre per progettare la riforma stessa, che la qualità dell’assistenza non calerà. Le proposte contenute nel documento, però, si concentrano in modo pressoché esclusivo sul taglio delle spese per le assicurazioni sanitarie pubbliche, ridistribuendo una parte degli oneri allo Stato e una parte ai pazienti.

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La casse malattia, secondo gli esperti che hanno redatto il rapporto, potrebbero risparmiare fino a 42 miliardi di euro nel corso del prossimo anno. 

Il documento raccoglie 66 raccomandazioni che intervengono sia sul lato delle entrate sia su quello delle uscite. La cifra complessiva supera largamente il deficit finanziario stimato per il 2027, quantificato intorno ai 15 miliardi di euro. Già per l’anno prossimo, le assicurazioni sanitarie prevedono un disavanzo compreso tra 12 e 14 miliardi. Secondo la commissione, circa 37 miliardi delle misure individuate potrebbero essere attuate senza compromettere la qualità dell’assistenza sanitaria. Il panel era composto da dieci esperti con profili diversi: economisti, medici e specialisti in diritto del lavoro.

Le proposte per la riforma della sanità: meno prestazioni coperte, ticket più alti, più costi per lo Stato e per i pazienti

I tagli: meno rimborsi per studi medici e ospedali, meno prestazioni coperte

La quota più consistente del potenziale di risparmio, circa 19 miliardi di euro, ricadrebbe sui fornitori di servizi sanitari: studi medici, ospedali e case farmaceutiche. Il principio cardine è che i rimborsi non dovrebbero crescere oltre il ritmo delle entrate. Rientra in questo quadro anche la raccomandazione di introdurre l’obbligo di un secondo parere medico per gli interventi chirurgici programmabili, come quelli al ginocchio, e di limitare i trattamenti ortodontici. La commissione propone inoltre di escludere l’omeopatia dal catalogo delle prestazioni rimborsabili e di sospendere e sottoporre a revisione lo screening per il cancro della pelle.

Circa 12 miliardi di euro di risparmi potrebbero derivare da una completa copertura, da parte dello Stato delle prestazioni cosiddette non assicurative, tra cui i costi sanitari per i beneficiari dell’ex reddito di cittadinanza (oggi, attualmente a carico del sistema previdenziale pubblico.

Aumento delle spese per gli assicurati

Ai pazienti spetterebbe una quota aggiuntiva stimata in 4,1 miliardi di euro. La misura principale riguarda i ticket sui farmaci, rimasti sostanzialmente invariati dal 2004: la commissione propone un adeguamento all’inflazione, con una soglia massima di 15 euro per ricetta.

Entrate aggiuntive: tasse sui bibite, tabacco e stop alla coassicurazione gratuita

Sul versante delle entrate, la commissione stima un recupero di circa 4,8 miliardi di euro attraverso misure fiscali e modifiche normative. La proposta più significativa è l’abolizione della coassicurazione gratuita per i coniugi che non lavorano, un istituto che consente a un componente del nucleo familiare di essere coperto senza versare contributi propri.

Sul piano fiscale, il rapporto raccomanda un incremento delle accise su tabacco e alcol e l’introduzione di un’imposta progressiva sulle bevande analcoliche zuccherate. I proventi aggiuntivi sarebbero destinati integralmente alle casse delle assicurazioni sanitarie pubbliche.

Le 66 proposte sono state elaborate anche sulla base di un’ampia consultazione del settore: circa 1.700 suggerimenti sono pervenuti da associazioni e organizzazioni attive in ambito sanitario.

Il commento della ministra Warken: selezioneremo le misure più adeguate

Nina Warken ha accolto favorevolmente il lavoro della commissione e ha anticipato che presenterà a breve un pacchetto di riforme ispirato a quelle raccomandazioni. Ha definito il rapporto una “cassetta degli attrezzi ben fornita” e ha sottolineato l’intenzione di selezionare le misure più adeguate, senza però precisare quali delle 66 raccomandazioni intenda effettivamente adottare.

La ministra ha precisato che nessuna riforma verrà costruita a scapito degli assicurati e che i principi fondamentali del sistema sanitario solidaristico rimarranno intatti. L’obiettivo dichiarato è riportare in equilibrio le entrate e le uscite del sistema: attualmente le spese crescono a un ritmo doppio rispetto alle entrate.

Warken ha però invitato la coalizione di governo alla cautela, chiedendo di rinviare qualsiasi valutazione pubblica sulle singole proposte a dopo la presentazione formale del pacchetto ministeriale.

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