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Germania sospende armi a Israele: stop alle esportazioni verso Gaza

La Germania ha deciso di sospendere temporaneamente le armi a Israele, bloccando le esportazioni di mezzi bellici che possano essere impiegati nella Striscia di Gaza.

L’annuncio arriva dal Cancelliere tedesco Friedrich Merz, in un contesto segnato da crescenti tensioni e preoccupazioni per la tragedia umanitaria in corso nell’enclave palestinese. La misura, inoltre, rappresenta un significativo cambio di rotta nella politica estera e militare della Germania nei confronti di Tel Aviv.

Berlino sospende le armi a Israele: le motivazioni

Secondo quanto dichiarato da Merz, la decisione è legata alla nuova offensiva annunciata da Israele contro Hamas nella Striscia di Gaza. Il governo tedesco teme infatti che l’utilizzo di armi tedesche nel conflitto possa aggravare ulteriormente le sofferenze della popolazione civile, già duramente colpita dalla guerra.

Fino a nuovo avviso, non verranno quindi approvate nuove esportazioni di beni militari utilizzabili a Gaza. Il Cancelliere ha sottolineato che Berlino resta “profondamente preoccupata” per le condizioni umanitarie sul campo.

Netanyahu in Germania
Foto: UK Government, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

L’offensiva israeliana e il piano di Netanyahu

Nella notte di venerdì il governo israeliano, attraverso il gabinetto di sicurezza, ha approvato un piano che prevede che l’esercito prenda il controllo della città di Gaza. Lo ha confermato lo stesso ufficio di Benjamin Netanyahu. Contestualmente, è previsto il mantenimento degli aiuti umanitari per i civili nelle aree non coinvolte nei combattimenti.

Berlino chiede a Israele di garantire un accesso pieno e continuativo agli aiuti umanitari, anche tramite le Nazioni Unite e altre ONG. “Israele deve, dopo i passi corretti degli ultimi giorni, continuare a migliorare in modo comprensivo e sostenibile la situazione umanitaria a Gaza” ha dichiarato Merz, che ha anche esortato Tel Aviv a non procedere con ulteriori annessioni in Cisgiordania.

Un cambio di passo nei rapporti tra la Germania e Israele

Questa decisione, segna un ulteriore cambio di passo della politica tedesca verso Israele, che in realtà era stato già anticipato dalle recenti dichiarazioni del ministro degli esteri tedesco, Johann Wadephul, che aveva annunciato la disponibilità della Germania a riconoscere uno Stato di Palestina anche senza precedenti negoziazioni, “alla luce delle aperte minacce di annessione da parte di alcuni membri del governo israeliano“.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Berlino
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz accoglie il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per un colloquio alla Cancelleria di Berlino, 16 marzo 2023. Foto: EPA-EFE/HANNIBAL HANSCHKE

In precedenza, la Germania aveva continuato a sostenere Israele senza se e senza ma, anche militarmente. Anzi, dopo l’attacco di Hamas nell’ottobre 2023, il governo Scholz aveva persino aumentato le autorizzazioni per l’esportazione di armamenti. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Economia tedesco su richiesta del gruppo parlamentare della Linke, tra ottobre 2023 e maggio 2025 Berlino ha autorizzato forniture militari verso Israele per un valore complessivo di 485,1 milioni di euro.

Lars Klingbeil: “Solidali con Israele, ma gli errori vanno denunciati”

Il Vice Cancelliere Lars Klingbeil ha definito la sospensione delle armi a Israele una “decisione corretta”, giustificata dall’intensità delle sofferenze umanitarie a Gaza, definita “insopportabile”.

Ha quindi ribadito il principio di solidarietà verso Israele, ma ha sottolineato anche l’importanza di denunciare gli errori commessi. “Per questo ora l’assistenza umanitaria deve essere ammessa a Gaza il più rapidamente e completamente possibile” ha dichiarato.

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