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Germania, diverse città pronte ad accogliere i bambini di Gaza: cresce la pressione sul governo

L’iniziativa è nata da Hannover, ma ha rapidamente trovato eco in altre amministrazioni locali, da Bonn a Lipsia, passando per Kiel e Düsseldorf: un gruppo crescente di città tedesche si dicono disposte ad accogliere i bambini della Striscia di Gaza, vittime innocenti di una crisi umanitaria senza precedenti. Questi comuni chiedono al governo federale di agire.

I sindaci coinvolti hanno indirizzato un appello congiunto al Ministero dell’Interno e al Ministero degli Affari Esteri. Chiedono una procedura concreta e rapida per consentire l’accoglienza di minori gravemente feriti o traumatizzati, sia da Gaza che da Israele.

Non si tratta solo di un gesto simbolico. I comuni si dicono pronti a garantire protezione, cure e supporto ai bambini, purché vi sia un quadro normativo e organizzativo chiaro da parte del governo.

I bambini di Gaza al centro dell’iniziativa

Nelle dichiarazioni rilasciate dai promotori dell’appello, l’accento è stato posto sulla vulnerabilità estrema dei minori coinvolti. Traumi fisici e psicologici profondi, denutrizione, perdita di familiari, mancanza di assistenza medica: la lista delle sofferenze è lunga e straziante.

“Dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e le sue tragiche conseguenze, la situazione a Gaza e in Israele ha colpito nel profondo le nostre comunità,” si legge nel comunicato ufficiale dell’iniziativa. Ed è proprio questo senso di urgenza a spingere le città a chiedere un “contingente umanitario” mirato. Una sorta di canale d’emergenza per dare un futuro ai bambini che, altrimenti, rischierebbero di non sopravvivere.

Il governo e i ministeri contrari all’iniziativa

Nonostante l’impegno dichiarato delle città, la risposta da Berlino finora è stata timida. Una portavoce del Ministero dell’Interno ha confermato che, al momento, non sono state ricevute richieste formali da parte delle amministrazioni e ha precisato che qualsiasi tipo di accoglienza per motivi umanitari necessita comunque dell’approvazione ministeriale.

Il discorso cambia però se si guarda alla Cancelleria. Thorsten Frei, capo della Cancelleria e membro della CDU, ha sottolineato che la priorità, per ora, è fornire aiuti direttamente “sul posto”. Cibo, medicine, soccorso immediato: queste le leve su cui il governo preferisce agire, almeno per il momento. Al momento, infatti, la Germania è impegnata nei lanci di aiuti umanitari dall’alto, la cui efficacia è stata contestata da numerose organizzazioni internazionali.

E poi c’è la posizione del Ministero degli Esteri. La Segretaria di Stato Serap Güler (CDU) ha liquidato l’iniziativa con parole dure: “Una bella idea per la campagna elettorale, ma non aiuta davvero le persone.” Secondo Güler, il vero aiuto dovrebbe essere fornito nella regione stessa, non tramite viaggi lunghi e traumatici verso l’Europa.

Un confronto politico ancora aperto

Non tutti però la pensano così. A smarcarsi dalla linea della CDU è stata Derya Türk-Nachbaur, parlamentare SPD, che ha espresso chiaramente il proprio sostegno all’accoglienza temporanea dei bambini di Gaza. Parlando ai microfoni di RTL/ntv, Türk-Nachbaur ha ricordato che la Germania ha già dato prova di solidarietà accogliendo minori ucraini. E ha sottolineato che non si tratterebbe di un’operazione su vasta scala. “L’Italia ha accolto 20, 30, 40, 50 bambini – numeri gestibili anche da noi,” ha affermato la deputata.

Del resto, l’Italia e la Norvegia hanno già messo in moto piani concreti per l’evacuazione e l’assistenza dei bambini più colpiti.

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