© Caruso Pinguin / CC BY NC 2.0
© Caruso Pinguin / CC BY NC 2.0

Un “blackout” istituzionale di dissenso contro le proteste anti-islamiche che hanno coinvolto, negli ultimi giorni, le principali piazze della Germania.

La Porta di Brandeburgo e la Torre della Televisione di Berlino (video) e la Cattedrale di Colonia sono state lasciate al buio nella nottata di lunedì, in segno di protesta contro le dimostrazioni di Pegida.

Pegida, il gruppo anti-islamico fondato a Dresda nell’ottobre 2014 e guidato dall’attivista Lutz Bachmann, ha portato in piazza nella giornata di ieri diverse migliaia di persone anche a Stoccarda, Colonia e Berlino.

Il dimostranti di Pegida, però, sono stati accolti da contro-manifestazioni ben più numerose di liberi cittadini che, supportati apertamente dal governo, sono scesi nelle strade per dimostrare la loro contrarietà alle posizioni di Bachmann e dei suoi sostenitori.

La Storia di Pegida

Cominciato come un movimento di nicchia in autunno, con poche centinaia di dimostranti, Pegida ha saputo attirare manifestazioni sempre più numerose, fino ad arrivare ai 17.500 cittadini riunitisi a Dresda nel mese di dicembre.

Nel mirino del movimento politico tedesco, il cui nome significa “Patrioti europei contro l’Islamizzazione dell’Occidente”, la concessione «abusata» del diritto di asilo in suolo tedesco, il fanatismo, le guerre di religione e l’influenza dell’Islam sulla cultura germanica.

L’opposizione di Angela Merkel

A chiamare i cittadini ad opporsi contro Pegida era stata, nei giorni scorso, anche Angela Merkel, che durante il consueto discorso di Capodanno aveva avvertito: «Non seguite quelli che hanno indetto le proteste, perché troppo spesso sono mossi da pregiudizi, freddezza e persino odio nei loro cuori».

Merkel ha definito «xenofobo» il movimento Pegida che comunque, nonostante le posizioni politiche su cui è fondato, ha cercato di distanziarsi fin da subito dall’estremismo di destra, rinunciando ad un linguaggio apertamente razzista e all’adozione di simboli troppo espliciti.

Il Pegida Tag, un flop

A Dresda, dove il movimento è nato, ieri si sono radunate circa 10mila persone, 8000 a Stoccarda, poche migliaia anche a Colonia e Berlino, dove il movimento ha assunto il nome “locale” di Bärgida: ovunque, però, sono state organizzate contro-manifestazioni spontanee che hanno superato in numero i dimostranti anti-islamici.

Quella di lunedì era la prima protesta generale dopo circa due settimane di pausa natalizia, e il risultato per Pegida è stato negativo: ancora una volta il tentativo di portare il movimento con forza fuori dai confini di Dresda è fallito, con contro-manifestazioni anti-razziste più numerose delle adunate originali.

Molte delle città coinvolte hanno deciso anche di spegnere l’illuminazione pubblica di alcuni monumenti-simbolo, in segno di dissenso contro Pegida e le sue posizioni (secondo lo slogan “Dove c’è Pegida, c’è oscurità”); a Berlino il blackout ha coinvolto la Porta di Brandeburgo, a Colonia la Cattedrale, a Dresda l’iniziativa è stata presa dalla Volkswagen, che ha spento tutte le luci della sua grandissima azienda cittadina.