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Sassonia-Anhalt: revocato il porto d’armi a chi sostiene AfD

In Sassonia-Anhalt, l’appartenenza o il sostegno alla sezione regionale di AfD può essere considerata una condizione incompatibile con l’acquisizione o il mantenimento del porto d’armi. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo superiore del Land, respingendo i ricorsi di tre membri locali del partito di ultradestra, che proprio per via di questa appartenenza si erano visti revocare la licenza a possedere e trasportare armi da fuoco.

Perché il tribunale ha confermato la revoca del porto d’armi ai membri di AfD in Sassonia-Anhalt

A Magdeburgo, la polizia aveva già revocato la licenza di porto d’armi a tre persone, ritenute membri o simpatizzanti della sezione regionale del partito. I destinatari del provvedimento avevano fatto ricorso, ottenendo un primo verdetto sfavorevole dal Tribunale amministrativo cittadino. Il Tribunale amministrativo superiore ha ora negato l’ammissione di un ulteriore ricorso contro quelle sentenze, rendendole definitive: resta percorribile solo la via del ricorso costituzionale.

Per i giudici, chi aderisce o sostiene AfD in Sassonia-Anhalt manca dell’affidabilità che la normativa richiede a chi vuole detenere un’arma. Il principio, spiegano, risponde a una logica preventiva: lo Stato non è tenuto ad attendere che si verifichino reati per intervenire, potendo invece ridurre i rischi legati alle armi prima che si concretizzino.

Come si valuta l’affidabilità di chi chiede il porto d’armi?

Tra i motivi che escludono l’affidabilità richiesta per chi richiede o detiene il porto d’armi in Germania rientra, secondo la normativa che regola questo ambito, il sostegno a un’associazione o a un partito i cui obiettivi risultino incompatibili con l’ordinamento costituzionale. Questa condizione, secondo il tribunale, si applica sia agli iscritti a un partito o sezione di partito sia a chi lo appoggia attivamente pur senza averne la tessera. E no, non occorre che il partito in questione sia stato dichiarato fuori legge.

In questo caso specifico, i tre membri di AfD in Sassonia-Anhalt avevano richiamato, nel loro ricorso, il cosiddetto privilegio riconosciuto ai partiti dalla Legge fondamentale, sostenendo che eventuali conseguenze in materia di armi legate all’appartenenza politica potessero scattare solo dopo un divieto ufficiale pronunciato dalla Corte costituzionale federale. Avevano inoltre negato che la sezione regionale di AfD perseguisse finalità anticostituzionali. Argomentazioni respinte dai giudici, secondo cui né le autorità amministrative né i tribunali dello stesso ramo hanno il compito di dichiarare il divieto di un partito nell’ambito di controversie sulle armi: la normativa fissa requisiti di affidabilità validi in egual misura per tutti i cittadini, a prescindere da un simile pronunciamento.

Come si valuta l’orientamento costituzionale o anticostituzionale di un partito?

Per stabilire se un’organizzazione persegua finalità incompatibili con la Costituzione, il tribunale guarda al quadro d’insieme restituito dalle dichiarazioni dei suoi esponenti principali, dei funzionari e delle sezioni locali. Nella sentenza si legge che considerare le persone di origine straniera o di fede musulmana come inferiori, non integrabili o come minaccia per un presunto corpo nazionale su base biologica, e sostenerne l’esclusione generalizzata, viola la pretesa di validità universale della dignità umana. Allo stesso modo, denigrare in maniera sistematica le istituzioni statali e i processi democratici, accostandoli costantemente a regimi oppressivi, supera i limiti della critica legittima e si configura come un attacco al principio democratico.

I giudici individuano comunque un margine per una valutazione diversa, caso per caso. Circostanze particolari potrebbero infatti giustificare la fiducia che, nonostante l’appartenenza o il sostegno al partito, la persona non rappresenti un pericolo rilevante ai fini della normativa sulle armi. Rientra in questa ipotesi chi dimostri di essersi opposto in modo attivo e verificabile, all’interno del partito, a dichiarazioni disumane o a violazioni del principio democratico, oppure chi si trovi in procinto di lasciare il partito.

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