Fachwerkhaus: la magia delle case a graticcio tedesche
Testo e disegno di Paolo Brasioli
Sono parte storica e tipica del paesaggio costruito. Un raffinato accenno grafico nelle vaste pianure ondeggianti del Brandeburgo e regioni limitrofe. Isolate laboriose fattorie. In fila disegnano i viali urbani di paesi che si sviluppano sulle strade. Quinte scenografiche di piazze dedite alla vita quotidiana, tra duomo, municipio e mercato. Come gli alberi hanno masse decise e possenti, che si arricchiscono di una superficie tutta istoriata e costituita di strutture lineari. Magistrale e spontanea evidenza di un millenario “saper fare”, dove la tecnologia diventa decorazione, e la forma, le dimensioni (dal generale al minuto dettaglio), diventano l’estetica stessa. Sì, sono le Fachwerkhaus, le case a graticcio, che davvero non smetterei mai di guardare, parlandomi loro direttamente, sì al tecnico che è in me ma soprattutto al poeta che raccoglie l’opera della mano del lavoratore edile e carpentiere storico. Tutto per creare quegli scrigni della vita, semplice e basilare, che sono le case, e soprattutto le molteplici attività umane che le abitano.
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Cos’è una Fachwerkhaus: struttura e tecnica costruttiva a graticcio
Un edificio a graticcio è costituito da un telaio (scheletro, per capirci) formato da assi principali di legno rinforzate e controventate. Di fatto la presenza di alberi nelle antiche e diffuse foreste della regione incentivò tale tecnica lignea. Questa struttura portante sosteneva staticamente l’intera abitazione, nelle partizioni verticali (interne ed esterne) e orizzontali (i solai interni). I tralicci principali venivano fissati con “chiodature” in legno sempre visibili. I tanti spazi vuoti tra le travi, chiamati “Gefach”, venivano riempiti con un graticcio di assi piccoli o stecche, o un’incannucciata di rami sottili rivestita di argilla o limo impastati anche con paglia, ciottoli o laterizi.

LEGENDA:
FACHWERK RÄHMBAU: (A: Dach – B: Fenster – C: Füllgefach – D: Eingang – E: Gefach – F: Sockel). WAAGERECHT: (1: Hals/Sturzriegel – 2: Balkenkopf – 3: Pfette/Rähm – 4: Brustriegel – 5: Fuss/Grundschwelle – 6: Fensterriegel). DIAGONAL: (7: Kopfband – 8: Strebe – 9: Fussband – 10: Knagge/Konsole – 11: Schwertung). SENKRECHT: (12: Ständer).
I materiali delle Fachwerkhaus: quercia, abete e resistenza agli agenti atmosferici
I tipi di legno più comunemente utilizzati sono stati la robusta e ben resistente all’umidità quercia o, occasionalmente, l’abete. Con un adeguato pretrattamento, questi legni erano resi resistenti agli agenti atmosferici avversi e alla putrefazione interna e all’attacco di insetti xilofagi.
Storia delle case a graticcio: dalle origini preistoriche alla Cecilienhof di Potsdam
La costruzione a graticcio ha origine nelle costruzioni preistoriche a pilastri e travi e nelle successive case a colmo. Utilizzatissima in epoca romana, ne esistono preziose testimonianze ad Ercolano. Dal Medioevo la tecnica delle case a graticcio si è sviluppata in Italia ma soprattutto nell’Europa centrale. Nelle aree germaniche si sono sviluppate principalmente in tre stili: l’“Alemanno” (nella Germania sud-occidentale), il “Francone” (in Franconia e in Turingia) e il “Basso Sassone” (nella Germania settentrionale), con elementi decorativi tipici come la croce di Sant’Andrea e vari fregi. Le case a graticcio più antiche della Germania (ipotizzabili intorno al 1260) si trovino nel suggestivo centro di Esslingen am Neckar, vicino a Stoccarda. Rappresentativo ed evocativo l’utilizzo nelle pareti esterne della Cecilienhof di Potsdam.

Foto di Paolo Brasioli
Estetica e vantaggi delle Fachwerkhaus: colore, coibentazione e manutenzione
L’aspetto è sempre stato arricchito dalla notevole variabilità e fantasia della combinazione estetico-tradizionale delle tre principali classi di elementi: le assi in legno a vista, le campiture intonacate o a mattoni e gli infissi come le porte e le finestre. Spesso a forte contrasto cromatico e omogeneamente trattate. Le case a graticcio offrirono inoltre ulteriori vantaggi, in termini di manutenzione e di naturale coibentazione interna, fondamentale nel freddo nord nei tempi antichi!
L’autore: Architetto Paolo Brasioli – quattro | architectura
Provenendo da una famiglia di artisti veneti, Paolo Brasioli è stato influenzato presto dal ricco patrimonio culturale e artistico italiano. Fondamentale è stata l’influenza di suo padre, Alfredo Brasioli, rinomato fumettista, illustratore e grafico italiano.
Il suo lavoro fino ad oggi si è concentrato sulla costruzione di hotel di alta qualità e sull’interior design per abitazioni, hotel e strutture di gastronomia e benessere, così come sulla creazione di mobili, lampade, accessori e arte.
Ha lavorato con rinomate compagnie e gruppi alberghieri come Best Western, Crowne Plaza, Falkensteiner, Hilton, Hyatt, Le Meridien, Leonardo Hotels, Marriott, NH Hotels, Rocco Forte Hotels e Sheraton. Molte delle sue creazioni sono state esposte in rinomate fiere d’arte e di design.
Per saperne di più:
quattro | architectura




