Die Linke: “sì a una coalizione con SPD e Verdi a Berlino”, ma a una condizione
Mancano poche settimane al voto per il Parlamento regionale di Berlino, fissato per il 20 settembre, e la campagna elettorale entra nel vivo attorno a un tema che da anni divide la città: la gestione del mercato immobiliare e la questione degli espropri. A riportare la questione al centro del dibattito è stata Ines Schwerdtner, presidente federale di Die Linke, che ha collegato l’eventuale partecipazione del suo partito a un futuro governo cittadino a un impegno preciso sulla socializzazione degli alloggi. E, considerando che Die Linke è in questo momento il primo partito nei sondaggi, i futuri potenziali alleati non possono fare a meno di prestare attenzione.
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Berlino potrebbe avere per la prima volta una sindaca di Die Linke
Die Linke ha concrete possibilità, secondo le rilevazioni demoscopiche, di esprimere per la prima volta una prima cittadina, ovvero la capolista Elif Eralp. I sondaggi disegnano inoltre uno scenario favorevole a un’alleanza rosso-rosso-verde, che risulterebbe numericamente in grado di ottenere una maggioranza netta nell’assemblea cittadina. Proprio questa combinazione di forze, tuttavia, porta con sé un nodo politico da sciogliere prima ancora dell’apertura delle urne: le condizioni poste da Die Linke per sedersi al tavolo di governo.
La condizione di Ines Schwerdtner: “Die Linke pronta a coalizione con l’SPD a Berlino, ma solo se dirà di sì agli espropri”
Intervenendo al podcast “5-Minuten-Talk” della rivista Stern, Schwerdtner ha escluso qualsiasi ambiguità sulla linea del partito. “Per noi è chiarissimo: con Die Linke al governo di Berlino si procederà alla socializzazione [degli alloggi dei grandi gruppi immobiliari]”, ha dichiarato, escludendo margini di trattativa. Il riferimento è al referendum del 2021, nel quale i berlinesi hanno votato a maggioranza per l’esproprio del patrimonio immobiliare delle grandi società come Deutsche Wohnen, che possiedono svariate migliaia di alloggi in città. L’attuazione del referendum è stata ostacolata soprattutto dall’Unione, che promette di vietare gli espropri a livello federale, ma anche da AfD e dall’SPD. I socialdemocratici non sono compatti su questo punto, ma il candidato di punta a berlino, Steffen Krach, si è detto contrario.

La leader di Die Linke ha invece rincarato la dose aggiungendo di poter garantire “con assoluta certezza” l’attuazione dei piani di socializzazione.
In una successiva intervista, sempre a “Stern”, Schwerdtner ha inquadrato la proposta in termini economici, prima ancora che ideologici: sottrarre quote di patrimonio abitativo alle logiche del mercato rappresenterebbe, a suo avviso, l’unico strumento realmente efficace per contenere la crescita dei canoni o, quantomeno, per stabilizzarli nel medio-lungo periodo, sottraendo stabilmente parte del patrimonio abitativo alle dinamiche speculative del mercato degli affitti.
Nel motivare la proposta, Schwerdtner ha scelto di rivolgersi direttamente al potenziale alleato socialdemocratico, sostenendo che l’idea godrebbe di consensi ben oltre i confini di Die Linke. “Anche moltissimi socialdemocratici la pensano così”, ha affermato, arrivando a definire la socializzazione “un progetto tipicamente socialdemocratico”.



