Berlino: Die Linke è il primo partito, la SPD in caduta libera, CDU ferma. Come sarà la prossima coalizione?
Mancano poche settimane al rinnovo del Parlamento di Berlino e la fotografia dell’elettorato, scattata dall’istituto Civey per conto del quotidiano Tagesspiegel, restituisce un quadro tutt’altro che scontato. Die Linke occupa da sola la vetta con il 21% delle preferenze, guadagnando due punti rispetto alla rilevazione di inizio luglio. In seconda posizione, la ferma dal mese scorso CDU al 19%. Il partito cristiano-democratico, dunque, non è ancora riuscito a intercettare un ritorno di consenso dopo una scelta che avrebbe dovuto, almeno sulla carta, rilanciarne l’immagine: l’uscita di scena di Kai Wegner dalla corsa a sindaco.
Il sondaggio ha coinvolto circa tremila cittadini nell’arco di due settimane, tra il 20 luglio e il 3 agosto.
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La CDU di Berlino non riesce a recuperare terreno: Die Linke resta in testa
Il 10 luglio il sindaco di Berlino Kai Wegner ha stupito l’elettorato annunciando la propria rinuncia alla ricandidatura come capolista per la CDU. La decisione sarebbe stata motivata dagli scandali sulla sua gestione del blackout che aveva paralizzato il quadrante sud-occidentale della capitale tedesca a gennaio. La scelta di Wegner era stata anche una risposta al progressivo indebolimento del partito nei sondaggi (un andamento, va detto, che si manifesta tanto a livello locale quanto a livello nazionale). I numeri più recenti, tuttavia, non mostrano ancora quel recupero che l’uscita di Wegner avrebbe dovuto innescare. La CDU resta stabile, senza segnali né di ulteriore erosione né di ripresa, mentre resta al primo posto Die Linke con la candidata Elif Eralp.
AfD in crescita, Verdi stabili, crollo dell’SPD
Sul terzo gradino della classifica si trova AfD, salita al 18%, un punto percentuale in più rispetto a luglio. I Verdi si mantengono fermi al 17%. Diverso il destino dei socialdemocratici: l’SPD berlinese prosegue la propria parabola discendente, perdendo un ulteriore punto percentuale e fermandosi al 12%. Un dato che allontana ancora di più il partito dalle posizioni di vertice e ne complica le prospettive negoziali in vista della formazione di un futuro governo cittadino.
Un sondaggio separato, condotto dall’istituto Insa il 23 luglio, aveva collocato per la prima volta AfD al primo posto con il 19%, ma questo risultato non trova riscontro nella rilevazione Civey né in altre indagini successive, e va quindi considerato un caso isolato piuttosto che una tendenza consolidata.
Coalizioni possibili: gli scenari dopo il voto del 20 settembre
Con il voto fissato al 20 settembre, la partita per la guida della città si gioca ormai anche sul terreno delle alleanze. Tutte le forze in campo hanno escluso una collaborazione con AfD, mentre la CDU ha già chiarito di non voler governare neppure insieme a Die Linke. Restano quindi realisticamente in campo due ipotesi: un’intesa tra Die Linke, Verdi ed SPD, che Berlino ha già sperimentato in passato, oppure una coalizione tra CDU, Verdi e SPD.
Sul tema, Verdi e SPD non hanno ancora sciolto le riserve circa le proprie preferenze di coalizione. Il candidato di punta socialdemocratico Steffen Krach, in un’intervista rilasciata martedì al Tagesspiegel, ha dichiarato di non voler escludere alcuna opzione al momento. Analoga cautela è stata mantenuta da Werner Graf, capolista dei Verdi, che finora non ha sbarrato la strada né a un’intesa con Die Linke né a una con la CDU.
I dati raccolti da Civey trovano conferma anche nella rilevazione condotta a metà luglio dall’istituto Infratest Dimap per RBB, che pochi giorni dopo il ritiro di Wegner aveva già assegnato a Die Linke un vantaggio di due punti sulla CDU, con percentuali rispettivamente del 22% e del 20%.
Dal voto suppletivo del 2023, Berlino è amministrata da una coalizione nero-rossa a guida CDU. A poche settimane dalle urne, il margine tra i partiti in testa resta talmente ridotto da rendere impossibile qualunque pronostico definitivo sull’esito finale e sulla coalizione che ne uscirà.




