Emergenza casa a Berlino: cosa propongono i partiti in campagna elettorale
Il 20 settembre i berlinesi torneranno alle urne per rinnovare il Parlamento locale e la campagna elettorale è già entrata nel vivo. Tra i temi che più dividono l’elettorato o, meglio, che dividono l’elettorato dai partiti politici, c’è sicuramente la crisi abitativa. Berlino attraversa un livello di emergenza senza precedenti, con gli affitti in crescita costante e sempre più famiglie a rischio di ritrovarsi senza una casa o di dover abbandonare la città. Gli appartamenti non ci sono e quelli che ci sono, spesso, vengono lasciati sfitti per svuotare gli edifici. Gli alloggi popolari, inoltre, non sono neanche lontanamente sufficienti a coprire le necessità di coloro che vi hanno diritto, mentre cresce il malcontento per la mancata attuazione del referendum sull’esproprio delle grandi immobiliari. Che cosa intendono fare i partiti per risolvere il problema? Ecco un riassunto dei programmi delle diverse forze politiche di Berlino in materia di edilizia e gestione dell’emergenza abitativa.
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Campagna elettorale a Berlino: così i diversi partiti vogliono risolvere l’emergenza casa
CDU: focus sulla proprietà privata e regole più severe
I cristiano-democratici respingono senza dubbio l’esproprio degli immobili in mano a soggetti privati, tanto da volerli addirittura vietare a livello nazionale. La linea alternativa punta su un incremento delle nuove costruzioni e su un’applicazione più rigorosa delle norme esistenti. Canoni sproporzionati e affitti esorbitanti, secondo il programma, vanno sanzionati con maggiore coerenza, potenziando a questo scopo l’ufficio di controllo del Senato. Anche l’uso improprio degli alloggi come appartamenti turistici e la pratica di lasciare gli immobili volutamente sfitti dovrebbero essere sanzionate con più efficacia.
L’Unione intende comunque rafforzare l’edilizia sociale, portando il patrimonio delle società immobiliari statali fino a 500.000 unità. Tra gli obiettivi, 100.000 nuovi alloggi entro il 2031, realizzabili anche grazie all’edificazione delle aree perimetrali del Tempelhofer Feld. Va segnalato che i cittadini berlinesi si erano già espressi contro questa ipotesi in un referendum, e che ogni volta il tema torna sul tavolo si accompagna a proteste della cittadinanza. Tempelhofer Feld è uno dei parchi più amati e frequentati della città.
Accanto agli alloggi sociali, la CDU vuole incentivare l’acquisto della casa attraverso sovvenzioni, sgravi fiscali e modelli di affitto con opzione di riscatto presso le società immobiliari regionali. Il programma esclude sia un divieto permanente di privatizzazione degli alloggi, sia una regolamentazione rigida del mercato degli affitti.
AfD: meno regole e priorità a chi è nato a Berlino
Sul fronte opposto rispetto a Die Linke si colloca AfD, che respinge sia una regolamentazione stringente degli affitti sia gli espropri sostenuti dal referendum. La formazione punta ad accelerare nuove costruzioni e investimenti attraverso vincoli ridotti, procedure di autorizzazione più snelle e standard energetici meno severi, che tornerebbero ai livelli in vigore negli anni duemila.
Gli alloggi sovvenzionati, secondo il programma, andrebbero assegnati in via prioritaria a chi è nato a Berlino o vi risiede da lungo tempo, attraverso un sistema a punti. Al posto dell’attuale sostegno finanziario alla costruzione di alloggi sociali, AfD propone sussidi diretti all’affitto per le famiglie a basso reddito. Il partito vuole inoltre reintrodurre una tassa sull’occupazione impropria per chi, pur avendo un reddito elevato, continua a occupare alloggi sociali.
Tra le altre misure figurano l’abolizione dell’imposta fondiaria, esenzioni fiscali e garanzie per favorire la proprietà immobiliare, e un allentamento delle norme nelle aree sottoposte a tutela del contesto sociale.
SPD: nuove costruzioni pubbliche e limite agli affitti
Il partito socialdemocratico mantiene la linea che ha tenuto fin da quando guidava la coalizione di governo con l’allora sindaca Franziska Giffey. Lega dunque la costruzione di nuovi alloggi a una regolamentazione più stringente del mercato degli affitti. Il piano prevede 100.000 nuove unità abitative entro il 2031, metà delle quali affidate a enti pubblici e orientate all’edilizia sociale. Attraverso un modello cooperativo applicato ai terreni edificabili, i promotori immobiliari sarebbero tenuti in futuro a destinare la metà dei propri progetti ad alloggi sociali, mentre le cooperative riceverebbero un maggiore sostegno.
Contro la rivendita speculativa dei terreni, l’SPD propone l’introduzione di una nuova imposta fondiaria, la cosiddetta “imposta C”, accompagnata da precisi obblighi di costruzione. Per contrastare la crescita degli affitti, il partito punta a rafforzare l’ufficio del Senato incaricato dei controlli, a istituire un reparto dedicato presso la Procura e a mettere a disposizione dei cittadini un’app pensata per segnalare gli affitti eccessivi.
A livello federale, l’SPD chiede che i singoli Länder possano fissare un tetto agli affitti, oltre al divieto degli affitti indicizzati e a limiti più severi sulla locazione di alloggi ammobiliati. Sul nodo degli espropri del patrimonio immobiliare delle grandi società, però, il programma resta volutamente vago, perché il partito è profondamente diviso su questo tema. Riguardo alla controversa ipotesi di costruire sul parco di Tempelhofer Feld, invece, la posizione è leggermente più netta: nessun progetto edilizio ai margini del parco finché a Berlino restano inutilizzate aree già disponibili per costruire. Non si fa menzione di un eventuale “dopo”.
Verdi: obblighi per i grandi proprietari e stop alla speculazione
Il programma dei Verdi menziona le grandi società immobiliari, anche, ma non solo per caldeggiare l’esproprio. Con una legge sugli affitti accessibili, i proprietari con almeno 50 unità abitative sarebbero obbligati a destinare una quota dei propri immobili a canoni contenuti, oltre ad accantonare risorse per la manutenzione e reinvestire nel patrimonio esistente.
Le multe per gli immobili sfitti e per gli appartamenti turistici illegali dovrebbero salire, mentre la demolizione di condomini sarebbe vietata. Per recuperare gli uffici vuoti trasformandoli in abitazioni, il partito propone un programma di incentivi dedicato. Oltre all’attuazione del referendum sull’esproprio, i Verdi propongono anche un giro di vite sulle cosiddette disdette per uso proprio (la pratica per cui un padrone di casa sfratta l’inquilino per potersi trasferire personalmente nell’unità abitativa in questione) e a un rafforzamento finanziario delle società statali, così da consentire ristrutturazioni senza far lievitare i canoni.
A livello federale, il partito si batte per misure di contenimento degli affitti e per un divieto senza scadenza sulla conversione degli appartamenti in affitto in unità di proprietà. Il messaggio di fondo, più volte ribadito nel programma, è quello di responsabilizzare i grandi operatori del mercato senza però penalizzare la locazione privata gestita in modo responsabile.
Die Linke: sì all’esproprio e tetto agli affitti
Die Linke propone la linea più interventista tra i partiti in corsa. Punto di forza del programma è un tetto agli affitti della durata di un anno per gli alloggi delle società immobiliari statali, un provvedimento che il partito vorrebbe introdurre già nei primi cento giorni di governo tramite delibera del Senato. Trascorso l’anno, gli aumenti non potrebbero comunque superare l’uno per cento annuo.
Per le nuove locazioni, i canoni dovrebbero collocarsi nettamente sotto la media di mercato. All’interno della circonvallazione della S-Bahn, gli alloggi andrebbero assegnati esclusivamente a chi possiede i requisiti WBS. Anche fuori da quell’area, due terzi delle unità dovrebbero comunque restare a canoni particolarmente accessibili. Il partito vuole escludere gli sgomberi forzati e rendere le ristrutturazioni sostanzialmente neutre rispetto all’aumento delle spese per l’affitto. È prevista una crescita robusta dell’edilizia residenziale comunale, fino a due miliardi di euro l’anno, insieme ad acquisti mirati e a un divieto di privatizzazione da inserire in Costituzione.
Richiamandosi all’esito del referendum sull’esproprio dei grandi gruppi immobiliari, Die Linke chiede che quella volontà popolare, espressa nel 2021, venga tradotta in una legge. Il programma prevede inoltre un contrasto più severo allo sfruttamento degli affitti, il divieto degli alloggi ammobiliati a tempo determinato nelle zone soggette a tutela sociale e la legalizzazione delle occupazioni di case sfitte.
FDP e BSW: due visioni agli estremi
I liberali dell’FDP scommettono sul libero mercato immobiliare, respingendo qualsiasi forma di tetto agli affitti, il freno ai canoni, la tutela del contesto sociale e le espropriazioni. La costruzione di nuovi alloggi dovrebbe restare appannaggio soprattutto di committenti privati, gruppi di autocostruzione, cooperative e piccoli promotori. I terreni pubblici andrebbero venduti all’asta al miglior offerente, con programmi di sostegno riservati successivamente a gruppi di costruzione, comunità edilizie, cooperative e progetti privati per uso proprio. Il partito chiede densificazione urbana, nuovi grattacieli, sopralzi sui tetti esistenti, conversione di uffici sfitti in abitazioni e l’edificazione perimetrale del Tempelhofer Feld. La componente sociale della politica abitativa passerebbe da sussidi diretti agli inquilini piuttosto che da quote obbligatorie nelle nuove costruzioni, con un trattamento fiscale favorevole per la proprietà immobiliare e procedure più semplici per trasformare appartamenti in affitto in unità di proprietà.
Il BSW si muove nella direzione opposta, chiedendo un controllo pubblico più incisivo sulla politica fondiaria e sul mercato immobiliare. Al centro del programma ci sono almeno 6.000 alloggi sociali vincolati a lungo termine ogni anno, insieme a un sostegno intenso alle forme abitative cooperative e di utilità pubblica. I terreni statali non andrebbero venduti ma concessi tramite diritti di superficie. Il partito appoggia l’attuazione del referendum sulla socializzazione dei grandi gruppi immobiliari e un nuovo tentativo di introdurre un tetto agli affitti, a livello regionale o federale. Il programma prevede infine limiti sugli alloggi ammobiliati e sui microappartamenti, misure contro l’uso improprio e la demolizione degli edifici, la nomina di amministratori fiduciari per gli immobili sfitti, restrizioni sulle ristrutturazioni particolarmente onerose e un potenziamento dei programmi di scambio degli alloggi.




