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Auto elettriche in Germania: la giungla dei prezzi. Dai 28 ai 96 centesimi per kWh

Guidare un’auto elettrica costa di più o di meno rispetto a guidarne una con un motore a combustione? Chi non ha familiarità con questo tipo di veicoli potrebbe pensare che la risposta sia sempre e inequivocabilmente meno, ma non è così: anche al netto del prezzo dei veicoli, il mercato è molto più complicato di quanto non sembri e i prezzi possono variare anche di molto, a seconda di dove si ricarica, quando e con che modalità. Fino a qualche tempo fa, il problema era anche dove trovare le colonnine di ricarica, problema che ora, in Germania, è decisamente risolto: i possessori di auto elettriche hanno a disposizione punti per ricaricare i loro veicoli pressoché ovunque. Il problema è farsi un’idea del prezzo. 

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Secondo l’Ufficio tedesco della motorizzazione, a gennaio solo circa il 4 per cento delle auto circolanti in Germania, Berlino compresa, era interamente elettrico. Il ritmo delle nuove immatricolazioni racconta però una fase di accelerazione: a giugno le nuove auto elettriche immatricolate sono state il 78 per cento in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, come comunicato dallo stesso ufficio all’inizio di luglio.

Sempre più colonnine di ricarica per auto elettriche a Berlino

Dal 2021 il Senato di Berlino ha affidato alla municipalizzata Berliner Stadtwerke il ruolo di fornitore centrale delle colonnine su suolo pubblico, pur lasciando aperta la partecipazione di altri operatori alle gare per la realizzazione di nuovi impianti.

Al 1° giugno 2026 l’Agenzia federale delle reti contava a Berlino circa 7.400 punti di ricarica, contro i 6.000 dello stesso mese dell’anno precedente: un incremento di circa il 23 per cento. La Berliner Stadtwerke resta l’operatore principale per l’espansione della ricarica rapida. Ubitricity concentra invece i propri investimenti sulla ricarica lenta e gestisce un gran numero di colonnine di questo tipo. In città c’è anche un terzo operatore, Qwello, che non ha ancora implementato tutti i punti di ricarica a sua disposizione.

Quanto costa ricaricare le auto elettriche in Germania? Dipende

Il costo di un chilowattora a Berlino può variare in maniera considerevole. Utilizzando un’app di confronto dei prezzi si scopriva, nel mese di luglio, che alcune colonnine di ricarica applicavano un costo di 28 centesimi per chilowattore e altre portavano quel costo a 96: quasi tre volte tanto. La maggior parte delle tariffe si collocano attualmente tra 44 e 79 centesimi.

Diversi fattori concorrono a determinare il prezzo finale: l’appartenenza o meno della colonnina alla rete di un operatore con cui si ha un contratto, la velocità di ricarica, la città in cui ci si trova, l’eventuale applicazione di una tariffa al minuto, una possibile penale per sosta prolungata e l’entità della tariffa base fissata dal proprio fornitore.

Ricarica lenta o ricarica rapida?

I caricatori in corrente alternata (CA) servono la ricarica lenta, quelli in corrente continua (CC) la ricarica rapida. Le colonnine pubbliche più comuni erogano tra 11 e 22 kW: con 11 kW una batteria di grandi dimensioni si ricarica in 4-5 ore, con 22 kW in 2-3 ore, sempre che l’auto disponga di un caricatore compatibile, e considerando un intervallo tipico dal 10 all’80 per cento di carica. I caricatori rapidi partono generalmente da 50 kW e alcuni superano oggi i 300 kW: con i modelli più datati la sosta può protrarsi fino a un’ora, mentre le colonnine da 200 kW in su permettono, in determinate condizioni, di raggiungere l’80 per cento in mezz’ora.

A differenza del distributore di benzina, dove il prezzo al litro compare subito in grandi cifre luminose, chi guida un’auto elettrica difficilmente riesce a stimare in anticipo il costo complessivo di una ricarica: ogni “pieno” è una sorpresa.

Per l’Associazione dei consumatori tedeschi, infatti, il problema principale di questo mercato è proprio la mancanza di trasparenza. L’associazione chiede inoltre che il divario tra ricarica ad hoc e ricarica con contratto si riduca, che le penali per sosta prolungata diventino più eque e che venga definito con maggiore chiarezza quale livello di prezzo si possa considerare adeguato. A ciò si aggiunge l’auspicio di una concorrenza più ampia e di una minore concentrazione tra i fornitori di colonnine, condizioni che dovrebbero favorire una riduzione dei costi.

Si profila un monopolio

Marc Bataille, segretario generale della Commissione per i monopoli, ha rilevato nel corso di una tavola rotonda tenutasi a marzo che la concentrazione media di mercato per i punti di ricarica standard, quelli destinati alla ricarica lenta, si attesta in Germania al 44 per cento: una soglia che, superato il 40 per cento, rientra nella definizione di monopolio. Negli ultimi anni questo valore è diminuito solo lievemente, nonostante il numero complessivo di colonnine sia aumentato in modo sensibile. Bataille collega proprio a questa concentrazione i tempi di ricarica mediamente più lunghi registrati in Germania, sottolineando come la situazione competitiva vari notevolmente da un comune all’altro.

Qwello individua un’altra causa dei prezzi elevati nei costi energetici, gravati da una quota fiscale consistente, nelle tariffe di rete e nei requisiti stringenti imposti da molte amministrazioni comunali tedesche. Ottenere l’autorizzazione per una postazione nello spazio pubblico richiederebbe tempi lunghi e procedure complesse, che finiscono per incidere sui costi complessivi dell’installazione.

Cosa sta facendo il governo tedesco per ridurre i prezzi della ricarica delle auto elettriche in Germania?

Un documento strategico del Ministero dell’Economia, pubblicato a novembre 2025, prevede l’eliminazione delle tariffe di blocco nella fascia notturna, tra le 22 e le 8. La misura non è ancora stata attuata: secondo Gregor Kolbe dell’Associazione dei consumatori, il governo federale ne rimanda l’applicazione al legislatore europeo. Qualche progresso si registra invece sul fronte della trasparenza, con una banca dati gestita dal Ministero dei trasporti che raccoglie informazioni sui prezzi delle colonnine. I dati restano tuttavia incompleti, difficili da consultare per molti utenti e non necessariamente aggiornati in tempo reale.

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