La BVG contro l’app per evitare i controlli dei biglietti: “comportamento poco solidale”
Qualche giorno fa abbiamo parlato di Freifahren, l’app sviluppata da un ex studente del Politecnico di Berlino che permette agli utenti di indicare quando e dove vengono effettuati i controlli dei biglietti sui mezzi pubblici e, quindi, di evitare di viaggiare senza biglietto nelle zone più a rischio. Come era prevedibile, la BVG, azienda che gestisce gli autobus, i tram e la metropolitana di Berlino, ha commentato la vicenda in termini negativi: chi utilizza l’app per evitare i controllori o incentiva altri a non pagare il biglietto agirebbe, fa sapere un portavoce, in modo “poco solidale” e contribuirebbe a una grave perdita economica.
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Altrettanto prevedibile era il fatto che l’azienda valutasse la possibilità di intraprendere azioni legali in merito. Tuttavia, l’ideatore dell’app Johan Trieloff si dichiara tranquillo, tanto rispetto a questa possibilità quanto a quella che la sua app, attualmente disponibile solo sull’App Store di Apple, venga bandita. Sulla prima eventualità, afferma, si è informato preventivamente chiedendo consulenze legali, mentre nel secondo resta comunque la possibilità di utilizzare l’app web, come già fanno gli utenti Android. Anche sul fatto che il comportamento degli utenti sia “poco solidale” Trieloff ha da ridire. Se non altro perché è proprio la solidarietà ad aver spinto allo sviluppo dell’app, solo che si tratta di solidarietà verso le persone più vulnerabili, che, per gravi difficoltà economiche o anche perché soffrono di problemi psichiatrici che rendono difficile l’organizzazione della quotidianità, ogni anno finiscono in carcere per non aver pagato il biglietto. In tutti gli altri casi, sostiene, ovvero nei casi di passeggeri che potrebbero pagare il biglietto, ma scelgono di non farlo per risparmiare, sapere che i controllori si avvicinano può essere addirittura un incentivo all’acquisto.
Inoltre, l’app indica chiaramente che l’acquisto del biglietto è l’unica opzione sicura e lo consiglia attivamente. Da ultimo – e questo resta l’argomento principe di Trieloff anche rispetto alla possibilità che la sua app venga vietata dagli app store – il principio è lo stesso delle app che segnalano la presenza di autovelox, permettendo teoricamente agli automobilisti di superare indisturbati i limiti di velocità nei tratti senza telecamere. Se questo è legale, quindi, perché non dovrebbe esserlo Freifahren?

Punire chi viaggia senza biglietto sui mezzi pubblici è più costoso che regalare loro 70 viaggi al giorno
Secondo Trieloff e anche secondo coloro che criticano il sistema tedesco, la scelta della linea dura contro chi viaggia senza biglietto non fa che peggiorare il problema. Dopo la terza multa non pagata in un anno, infatti, la BVG fa partire immediatamente una denuncia e quello che ne segue è un processo vero e proprio, dal momento che, in Germania, non avere un titolo di viaggio valido è un reato previsto dal codice penale e non un semplice illecito amministrativo. Quello che succede, inevitabilmente, è che la persona “colpevole” viene condannata a una pena pecuniaria maggiorata e, non potendola pagare, finisce in carcere, dove costa allo Stato circa 200 euro al giorno, ovvero l’equivalente di 70,1 viaggi singoli sui mezzi pubblici di Berlino e circa 7 euro in più del costo di un abbonamento mensile, che attualmente è di 63 euro.
D’altra parte, proprio la solidarietà con i suoi colleghi del Politecnico spinse Trieloff a concepire l’app, quando venne abolito l’abbonamento per gli studenti e molti giovani berlinesi si trovarono a non poter più pagare per i mezzi pubblici.
E se il trasporto pubblico fosse gratuito?
La tesi del trasporto pubblico gratuito, non solo come servizio e come diritto, ma anche come soluzione al dramma delle centinaia di persone che finiscono in carcere per non aver potuto o saputo pagare il biglietto del tram o della metropolitana, è sostenuta da più parti. La voce più autorevole in merito è senza dubbio Freiheitsfonds, ente di sostegno per le persone detenute a Berlino per aver viaggiato senza biglietto. L’organizzazione raccoglie donazioni per pagare le spese e far uscire di prigione le persone detenute per non aver pagato le multe. La BVG ribatte, tanto a loro quanto a Trieloff, che non è l’azienda a dover fare queste scelte, ma il legislatore e che l’azienda cerca semplicemente di contenere le proprie perdite per restare in attivo.
Anche su questo Trieloff ha un parere: la BVG, sostiene, potrebbe tranquillamente decidere di non sporgere denuncia contro chi non paga il biglietto per tre volte in un anno e in tal modo non far scattare i procedimenti penali che si concludono con il carcere quasi sempre per le persone più fragili.




