Proteste in programma contro il congresso di AfD, la polizia vuole arrestare preventivamente gli attivisti di sinistra
Erfurt si prepara a un fine settimana di tensione. Per chi non fosse pratico di geografia tedesca, Erfurt è la capitale della Turingia. Per chi non fosse pratico di politica tedesca, la Turingia è una delle roccaforti di AfD, l’ultradestra nazionalista, identitaria e, secondo un recente report, anticostituzionale che rischia di vincere le prossime elezioni locali in alcuni Länder e di essere il primo partito a livello nazionale, a meno di un drammatico cambio di colorazione politica nell’elettorato tedesco. Il motivo delle tensioni previste a Erfurt è proprio il congresso federale di AfD, in programma nel padiglione fieristico della città, contro la cui organizzazione si sono mobilitate due coalizioni distinte, che si preparano a proteste e blocchi stradali.
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Le coalizioni in campo a Erfurt sono “Zusammenstehen“, che punta su cortei e iniziative diffuse in città e “Widersetzen“, che ha annunciato blocchi stradali pensati per impedire lo svolgimento dell’evento. Le autorità della Turingia, nel frattempo, hanno risposto vietando raduni e manifestazioni nell’area compresa tra il centro fieristico e l’autostrada vicina. Il sindacato di polizia, per buona misura, ispirandosi alla Baviera, chiede addirittura l’introduzione della custodia cautelare preventiva per chi scende in strada.
Due alleanze, due tipi di proteste, due strategie per fermare il congresso AfD
Le due coalizioni che animano la protesta di Erfurt condividono l’obiettivo ma non i metodi. “Zusammenstehen” ha scelto la via delle manifestazioni diffuse, colorate, aperte a famiglie e cittadini di ogni età: il dissenso “educato”, quello che sempre viene invocato quando si reprimono le manifestazioni con la violenza, ma che comunque non ottiene il diritto di manifestare direttamente contro ciò che considera anticostituzionale. È permesso solo manifestare dove il dissenso non crea disturbo né contrattempi e, soprattutto, abbastanza lontano dai destinatari del messaggio perché questi non possano neppure vedere i cortei e i sit-in. “Widersetzen” ha invece puntato su un’azione più diretta: impedire fisicamente lo svolgimento del congresso, attraverso blocchi delle vie di accesso al padiglione fieristico. Entrambe hanno lavorato per mesi alla mobilitazione, chiamando a raccolta persone da tutto il Paese. Le stime delle autorità parlano di decine di migliaia di partecipanti complessivi, con pullman di attivisti in arrivo da circa sessanta città tedesche, secondo quanto riferito da “Widersetzen” alla testata taz.
D’altra parte, anche i nomi di queste due coalizioni hanno sfumature di significato molto diverse: “Zusammenstehen” vuol dire letteralmente “stare in piedi insieme” e si usa per dire che si fa “fronte comune” per o contro qualcosa. Un verbo che resiste “da fermo”, mentre “Widersetzen” esprime un’idea di resistenza attiva, che si oppone in modo pratico, fisico, che si rifiuta di obbedire, che si “mette contro” un avversario.
Il piano di Widersetzen: blocchi stradali e massa critica contro il congresso di AfD a Erfurt
La logica di “Widersetzen” è quella della massa critica: un numero di manifestanti talmente elevato da rendere impraticabile qualunque intervento di sgombero da parte della polizia. Un documento strategico diffuso dalla coalizione parla esplicitamente di “blocchi di massa e blocchi tecnici”, da condurre in modo simultaneo, flessibile e volutamente caotico, così da complicare la risposta delle forze dell’ordine. Non si tratta di una novità: la stessa alleanza aveva già utilizzato tattiche simili in occasione di precedenti appuntamenti del partito. Secondo le autorità, nel gennaio 2025 alcune migliaia di manifestanti avevano ritardato di due ore il congresso federale di AfD a Riesa, in Sassonia. Pochi mesi più tardi, a novembre, un episodio analogo si era verificato a Gießen, in Assia, in occasione della fondazione della nuova organizzazione giovanile del partito, Generation Deutschland. In quell’occasione, non sono mancate le critiche alle forze dell’ordine, accusate di aver caricato con estrema violenza manifestanti che non avevano dato alcun segno di escalation né di violenza e non avevano provocato gli agenti in alcun modo.
La Turingia vieta le manifestazioni
Di fronte all’annuncio dei possibili blocchi stradali, l’Ufficio amministrativo regionale della Turingia ha disposto lunedì un divieto di raduni e manifestazioni nella zona compresa tra il padiglione fieristico e l’autostrada adiacente. “Widersetzen” ha fatto sapere di voler impugnare il provvedimento per vie legali, senza escludere di ignorarlo comunque. Il quadro complessivo resta complesso: secondo l’amministrazione comunale, a Erfurt sono stati dichiarati oltre trenta raduni distinti. Il più consistente è quello organizzato da “Zusammenstehen” a partire dalle sei del mattino nel parcheggio del centro fieristico, per il quale si prevede la partecipazione di quindicimila persone. L’appello lanciato da questa coalizione porta la firma di circa centonovanta tra organizzazioni e singoli cittadini: figurano diversi sindacati della Confederazione tedesca dei sindacati (DGB), partiti politici, il gruppo “Omas gegen rechts“, l’Unione evangelica della gioventù della Germania centrale e realtà locali come il Kinoklub Erfurt.
Online, “Zusammenstehen” promuove circa settanta appuntamenti distribuiti nell’arco del fine settimana. Il calendario spazia da iniziative informali, come “Un caffè come dalla nonna” previsto venerdì pomeriggio, a una visita guidata a tema antifascista per la città, sempre venerdì, fino a una manifestazione pensata per le famiglie sulla Theaterplatz. A completare il quadro, due concerti sulla Domplatz: Roland Kaiser si esibirà venerdì, mentre sabato sarà la volta del musicista originario di Erfurt, Clueso. Entrambi gli artisti si sono espressi pubblicamente contro AfD nelle scorse settimane.
L’SPD contro i blocchi stradali
La settimana scorsa AfD ha portato la questione delle proteste fin dentro il parlamento della Turingia, chiedendo con una mozione un piano di sicurezza dettagliato da parte del governo regionale ed esigendo un atteggiamento istituzionale rigorosamente neutrale. Il partito ha parlato di condizioni paragonabili a una guerra civile in vista del weekend. Il leader regionale di AfD Björn Höcke, che ha una condanna alle spalle per aver consapevolmente utilizzato uno slogan della milizia nazista delle SA nei suoi discorsi pubblici, ha accusato il ministro dell’Interno Georg Maier (SPD) di aver istigato le proteste. Il che è piuttosto incredibile per chiunque abbia familiarità con il dibattito sull’atteggiamento dei partiti tradizionali nei confronti di AfD, atteggiamento, nel caso dell’SPD, che gli attivisti delle varie anime della sinistra considerano esageratamente moderato e tollerante. Nelle settimane precedenti, infatti, lo stesso Maier si era rivolto ripetutamente e pubblicamente agli attivisti per dissuaderli dal metter in atto i blocchi stradali, pur riconoscendo la legittimità di manifestare contro un partito “ritenuto” anticostituzionale. Davanti al Landtag, una settimana fa, ha sostenuto che i blocchi renderebbero la protesta poco credibile e finirebbero, non ha specificato come, per giovare esclusivamente ad AfD.
Sulla stessa linea si è mosso l’ex primo ministro della Turingia Bodo Ramelow (Die Linke), che ha invocato una partecipazione pacifica ai democratici, secondo quanto riportato dal Redaktionsnetzwerk Deutschland. Posizione condivisa, sempre secondo RND, da Jens-Christian Wagner, direttore del memoriale del campo di concentramento di Buchenwald: pur ammettendo che la disobbedienza civile contro un partito antidemocratico come AfD è legittima, Wagner ha osservato che i blocchi rischiano di produrre immagini di una sinistra violenta e antidemocratica, esattamente ciò che il partito di estrema destra cerca di ottenere. Lo storico ha inoltre ricordato che il NSDAP tenne il proprio primo congresso dopo il divieto del partito proprio a Weimar, a pochi chilometri da Erfurt, cent’anni fa, definendo poco credibile l’idea che la scelta della sede attuale sia frutto del caso. Wagner e Ramelow risultano entrambi tra i firmatari dell’appello di “Zusammenstehen”, alla quale aderiscono anche la sezione regionale dell’SPD guidata dallo stesso Maier e l’alleanza “Widersetzen”.
L’unica voce politica fuori dal coro, almeno a livello nazionale, è quella di Ines Schwerdtner, leader di Die Linke, secondo cui i blocchi in luoghi pubblici costituiscono una forma di protesta legittima, praticabile senza ricorrere alla violenza: il partito, ha dichiarato lunedì, sostiene questa impostazione, definendo AfD un raggruppamento di “nemici della democrazia” contro cui è lecito scendere in piazza. Anche l’attivista per il clima Luisa Neubauer e il direttore generale dell’organizzazione Campact, Christoph Bautz, hanno annunciato allo Spiegel la propria partecipazione ai blocchi pacifici promossi da “Widersetzen”, richiamando una perizia della Società per i diritti di libertà secondo cui AfD sarebbe palesemente incostituzionale e la società civile avrebbe il dovere di difendersi da eventuali attacchi alla Costituzione.
Il sindacato di polizia chiede la custodia preventiva per gli attivisti di sinistra e gli ambientalisti
Mentre la mobilitazione prende forma, il sindacato di polizia tedesco DPolG ha alzato i toni. Già lunedì il sindacato aveva messo in guardia da possibili disordini di massa e da atti di violenza contro le forze dell’ordine in occasione del congresso. Il presidente federale del DPolG, Heiko Teggatz, ha indicato come principale fonte di rischio gli “attivisti dell’ambiente di sinistra e di estrema sinistra”, chiedendo un intervento rapido e sistematico da parte della magistratura. Tra le misure invocate figura, come già accennato, l’estensione a livello federale della custodia preventiva sul modello bavarese: una privazione della libertà personale disposta su ordine del giudice, senza che la persona abbia compiuto alcun illecito né abbia dichiarato di voler commettere un illecito, solo a scopo preventivo, fino a un massimo di trenta giorni.




