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Germania, Unione e SPD si accordano sulle riforme: sgravi fiscali, lavoro, lotta all’abuso dei sussidi


Dopo ore di negoziati e mesi di lavoro, CDU, CSU e SPD hanno raggiunto un accordo sul pacchetto di riforme per il 2026 destinato a rilanciare l’economia in Germania, alleggerire la pressione fiscale e intervenire su previdenza, lavoro e burocrazia. Il piano comprende 34 misure e prevede, tra le novità principali, sgravi fiscali fino a oltre 600 euro l’anno per alcune famiglie, una riforma del mercato del lavoro e lo stop alla nazionalizzazione degli alloggi in affitto.

L’intesa è stata presentata giovedì nel giardino della Cancelleria, dopo un’intensa notte di discussione. Il cancelliere Friedrich Merz ha parlato di negoziati lunghi e complessi, spiegando di aver dovuto strappare concessioni a tutte le parti coinvolte durante la notte per arrivare a un compromesso. L’obiettivo, ha detto, è “rimettere in sesto la Germania” appellandosi anche alla popolazione: “partecipate! Sosteneteci nelle riforme ora necessarie” ha ribadito Merz.

Germania, accordo su riforme: Sgravi fiscali da gennaio 2027

Il pacchetto introduce una riforma dell’imposta sul reddito che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027. Il valore complessivo degli sgravi è stimato in circa 10 miliardi di euro l’anno e sarà finanziato attraverso l’aumento delle detrazioni di base, delle detrazioni per i figli, degli assegni familiari e della deduzione forfettaria per i lavoratori.

Questo significa che dal 2028 una famiglia con due figli, con due genitori occupati e un reddito imponibile di 60.000 euro, potrebbe pagare oltre 600 euro di imposte in meno ogni anno rispetto alla situazione attuale.

Le risorse arriveranno soprattutto dalla revisione dell’imposta sui redditi più elevati. L’aliquota del 45% scatterà da 250.000 euro di reddito imponibile, mentre oltre i 280.000 euro salirà al 47%. Oggi invece l’aliquota massima del 45% si applica a partire da 277.826 euro.

Lavoro, malattia e pensioni

Tra le misure previste figura anche una parziale deregolamentazione del mercato del lavoro, con contratti a tempo determinato che potranno durare fino a quattro anni ed essere prorogati fino a sei volte nello stesso periodo.

Il governo introdurrà inoltre incentivi fiscali per le indennità di fine rapporto e aumenterà i limiti della maggiorazione fiscale prevista per il lavoro domenicale e festivo, in modo che i lavoratori possano trattenere una parte maggiore del compenso che ricevono quando vanno in pensione o quando lavorano nei giorni festivi o la domenica.

Cambiano anche le regole per i certificati di malattia e in particolare sarà abolita la possibilità di ottenerli per telefono. I lavoratori, inoltre, dovranno presentare il certificato medico fin dal primo giorno di assenza.

A proposito della riforma delle pensioni, Unione e SPD hanno deciso di recepire integralmente le 33 proposte elaborate dalla commissione incaricata della riforma delle pensioni. L’iter legislativo dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno.

Meno burocrazia e stop alla nazionalizzazione degli alloggi

Il pacchetto interviene anche sulla burocrazia, con l’eliminazione di diversi obblighi di documentazione e rendicontazione, mentre la disciplina sulla protezione dei dati sarà ridotta al livello minimo previsto dalla normativa europea. Sono previste semplificazioni anche per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi.

La coalizione ha inoltre deciso di impedire, con una legge federale, “la nazionalizzazione del patrimonio immobiliare privato destinato all’affitto attraverso leggi di socializzazione a livello regionale”. Una mano tesa verso l’edilizia residenziale privata, insomma, che viene in questo modo messa al riparo da un rischio che aveva creato non poca agitazione nei mesi scorsi. Parallelamente, il governo intende costituire una società per l’edilizia residenziale a prezzi accessibili (WBG). 

Maggiori controlli sui sussidi: “Affronteremo con determinazione gli abusi”

Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil, co-leader dell’SPD insieme alla ministra del lavoro Bärbel Bas, ha spiegato che gli sgravi sono stati concentrati soprattutto sulle famiglie con figli, sostenendo che i cambiamenti vengono accettati più facilmente quando sono percepiti come equi.

La ministra Bas ha invece annunciato un rafforzamento dei controlli contro gli abusi delle prestazioni sociali, con un maggiore scambio di dati tra le autorità e verifiche più incisive. “Affronteremo ora con determinazione il tema dell’abuso delle prestazioni sociali. Chi abusa del sistema deve infatti fare i conti con le conseguenze” ha ribadito la politica socialdemocratica.

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