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Migliaia di persone contro il congresso dei giovani di AfD: la polizia interviene con idranti e manganelli

La nascita della nuova organizzazione giovanile di AfD in Germania è vissuta, da quasi tutti i movimenti di sinistra, come un momento di svolta per le democrazia tedesca. A preoccupare è soprattutto la legittimazione di discorsi come quelli che si sono sentiti sabato, tanto quelli esagerati e folkloristici, ma sostanzialmente irrilevanti, di Alexander Eichwald, quanto quelli apparentemente più ragionevoli ma ugualmente vicini a posizioni identitarie, come quelli del neo-eletto presidente Jean-Pascal Hohm. Per questo motivo, decine di migliaia di persone si sono radunate a Gießen, cittadina dell’Assia che ospitava l’evento fondativo di “Generation Deutschland”, per cercare di fermare il congresso dei giovani di AfD. Durante le manifestazioni ci sono stati scontri violenti con la polizia, le cui immagini sono già diventate virali sui social e che hanno scatenato reazioni estremamente aspre tanto da parte dei manifestanti quanto da parte della politica ufficiale.

Per farsi un’idea della portata, se non altro relativa, di queste manifestazioni, bisogna specificare che Gießen è una città piccola, con circa 90.000 abitanti. Secondo gli orgnizzatori – l’alleanza che si riconosce nel nome di “Widersetzen” – i manifestanti erano 50.000, venuti da tutta la Germania. Anche volendo fare una media con i 25.000 dichiarati dalle forze dell’ordine, non è difficile capire che, fra manifestanti e poliziotti – anche questi ultimi arrivati a migliaia da tutto il Paese – l’intero comune si è trovato sotto una pressione più unica che rara nella sua storia.

Mentre la maggior parte dei tratti della manifestazione sono stati pacifici, in alcuni casi si sono verificate istanze, soprattutto in corrispondenza degli snodi stradali che i manifestanti volevano occupare per impedire l’accesso all’area dell’evento, in cui le forze dell’ordine hanno caricato i manifestanti utilizzando tutte le armi a loro disposizione, compresi gli idranti. Un portavoce della circoscrizione ha confermato alla stampa che almeno 36 partecipanti alle proteste avrebbero riportato lesioni e hanno avuto bisogno delle cure dei sanitari presenti o di essere ricoverati in ospedale. Solo 15 persone hanno potuto tornare a casa dall’ospedale il giorno stesso.

Le accuse dell’alleanza Widersetzen contro le forze dell’ordine

L’alleanza Widersetzen ha espresso in una conferenza stampa il proprio “shock per la violenza della polizia” contro i manifestanti, descritta come “arbitraria e brutale”. Pugni diretti al viso dei manifestanti, uso di manganelli, impiego di spray al peperoncino. Diversi filmati circolati online documenterebbero tali episodi – il più visualizzato mostra una carica della polizia partire da alcune centinaia di metri di distanza e a grande velocità, contro i manifestanti fermi.

Nonostante le critiche all’operato della polizia, gli organizzatori hanno valutato le mobilitazioni come un grande successo, dal punto di vista della risposta popolare alle azioni dell’ultradestra. “Con la nostra resistenza determinata e gioiosa a Gießen, inviamo un raggio di speranza al mondo”, hanno affermato. L’alleanza ha inoltre contestato l’amministrazione cittadina per aver proclamato quella che definiscono “una zona antidemocratica”, ovvero per aver concesso lo spazio per l’evento che ha sugellato la nascita di Generation Deutschland. La portavoce Laura Wolf ha accusato gli agenti di polizia di aver: “aperto la strada ai fascisti a colpi di manganello”. 

A causa dei blocchi stradali, i leader di AfD Alice Weidel e Tino Chrupalla sono arrivati in ritardo alla Hessenhalle. Il congresso del partito è iniziato con oltre due ore di ritardo, alle 13:00, con circa 750 partecipanti presenti in una sala ancora semivuota. L’ora inizialmente prevista era le 10.

L’alleanza ha annunciato che in occasione dei futuri eventi di AfD si provvederà a causare ritardi sempre più lunghi, “fino a quando non potranno più riunirsi”.

La posizione delle forze dell’ordine

Secondo quanto dichiarato dalle forze di polizia, si è trattato di uno degli interventi più imponenti nella storia dell’Assia, con forze provenienti da 15 Länder, oltre alla polizia federale e all’Ufficio federale di polizia criminale. Nel corso della giornata le manifestazioni segnalate si sono svolte per la maggior parte pacificamente, ha riferito la questura in un comunicato. Tuttavia si sarebbero registrati blocchi stradali e aggressioni contro le forze dell’ordine. Autostrade, strade federali e provinciali sarebbero state ostruite da cortei e barricate improvvisate in sedici punti diversi. Oltre 15.000 persone avrebbero partecipato attivamente ai blocchi.

La polizia ha segnalato anche lanci di pietre, bottiglie e articoli pirotecnici. “Gli agenti hanno reagito, ricorrendo anche all’uso di spray al peperoncino e manganelli”, si legge nel resoconto ufficiale. Sono stati utilizzati idranti in diverse circostanze. Nel pomeriggio, singoli individui e gruppi hanno tentato di sfondare i cordoni di polizia, soprattutto per dirigersi verso i padiglioni della fiera di Gießen dove si svolgeva il congresso di fondazione della nuova associazione dei giovani di AfD.

Tre persone sono state fermate temporaneamente durante le proteste, ma rilasciate dopo breve tempo dal centro di detenzione. Sono state presentate 25 denunce penali. Nelle ore mattutine un deputato del Bundestag di AfD sarebbe stato aggredito e ferito: sul caso è stata avviata un’indagine  e un sospettato è stato arrestato.

Le valutazioni della politica: “legittimo il congresso dei giovani di AfD, la polizia ha mantenuto l’ordine”

Il ministro dell’Interno dell’Assia Roman Poseck (CDU) ha lodato l’operato della polizia, sostenendo che, senza l’intervento delle forze dell’ordine “si sarebbero verificati gravi atti di violenza e condizioni simili a quelle di una guerra civile”. Poseck ha ammesso che la maggior parte dei manifestanti è rimasta pacifica, ma ha sottolineato che “il potenziale di violenza era molto elevato”.

Secondo il ministro, i blocchi stradali finalizzati a impedire un raduno “non sono ammessi secondo la giurisprudenza molto chiara della Corte costituzionale federale”. Posizione sostenuta dal Servizio scientifico del Bundestag. “È logico, necessario e anche lecito che la polizia ricorra a misure coercitive”, ha affermato Poseck, riferendosi agli interventi per impedire ai manifestanti di irrompere nel luogo dell’evento o bloccare vie di accesso e di fuga.

Il primo ministro dell’Assia Boris Rhein (CDU) ha rivolto un appello alla sinistra politica, dichiarando al quotidiano Welt: “Sarebbe auspicabile che la sinistra moderata prendesse le distanze da questo fine settimana di violenze a Gießen”. Chi cerca di impedire manifestazioni con violenza, minacce e marce aggressive non protegge la democrazia ma la attacca, ha affermato. Rhein ha definito “un punto basso per la sinistra” le manifestazioni violente di Gießen. Anche il sindaco di Gießen Alexander Wright (Verdi) e il primo cittadino Frank-Tilo Becher (SPD) si sono dichiarati soddisfatti dell’esito. Secondo Wright, il piano di sicurezza predisposto ha consentito una protesta pacifica garantendo l’incolumità dei manifestanti. Becher ha affermato che gli scontri che si temevano non si sono verificati e che la popolazione locale ha “celebrato la democrazia”, senza lasciarsi intimidire “né dalla violenza di sinistra né dalla dimostrazione di forza di destra”. Entrambi hanno ringraziato la polizia.

La portavoce per la politica interna del gruppo AfD nel Landtag, Sandra Weegels, ha ringraziato gli agenti: “Il fatto che sabato a Gießen AfD abbia potuto esercitare il proprio diritto democratico ” di tenere il congresso necessario alla fondazione della nuova organizzazione per i giovani “è dovuto soprattutto all’intervento molto professionale della polizia”.

Le proteste degli attivisti e le reazioni politiche

L’avvocato Jannik Rienhoff, che rappresenta alcuni attivisti arrestati, ha lamentato il trattamento riservato a diversi dei manifestanti arrestati e a quelli che si sono trovati al centro delle cariche. Rienhoff ha dichiarato che alcuni poliziotti hanno caricato e picchiato alcuni manifestanti, definendo tali azioni “ovviamente illegali”. Ha inoltre criticato il fatto che alle persone arrestate non sia stato permesso di telefonare, nonostante sussista il diritto di chiamare i propri legali.

Suraj Mailitafi dell’alleanza Widersetzen ha sostenuto che la città di Gießen e la polizia avevano alimentato un clima di paura prima delle proteste. I partecipanti avrebbero subito “violenza arbitraria”, mentre AfD sarebbe stata protetta e addirittura supportata. 

Il capo della polizia Torsten Krückemeier ha respinto le accuse, sostenendo che i diritti delle persone arrestate siano stati rispettati in ogni momento e che non ci siano indizi di un uso illegittimo della forza da parte degli agenti. Il presidente della Confederazione sindacale tedesca dell’Assia-Turingia, che aveva organizzato la manifestazione principale con circa 20.000 partecipanti, ha ringraziato la polizia: “La collaborazione con le forze dell’ordine è stata buona”. Ha però chiesto che gli incidenti che hanno causato feriti tra agenti e manifestanti vengano chiariti da entrambe le parti.

Ha fatto molto discutere anche la definizione data dal Cancelliere Friedrich Merz (CDU), che ha definito l’evento uno scontro fra “estrema destra ed estrema sinistra”, riuscendo, ancora una volta, a scontentare entrambe le parti. Da un lato gli esponenti di AfD, che rivendicano la legittimità del congresso di Gießen e mal sopportano di essere equiparati ai manifestanti, dall’altro i manifestanti stessi, che si opponevano al fatto che, nel congresso suddetto, venissero conferite cariche a persone, come Jean-Pascal Hohm, che sono già state riconosciute dall’Ufficio per la Protezione della Costituzione come sicuramente estremiste di destra e rivendicavano quindi il primato dei valori democratici che i cortei intendevano rappresentare – e che, di conseguenza, mal sopportano il fatto di essere messi sullo stesso piano dei giovani di AfD. 

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