Greta Thunberg a Berlino contro Rheinmetall: “Pacificamente contro il Genocidio”
Greta Thunberg è tornata a partecipare a una protesta a Berlino contro Rheinmetall, dove alcuni attivisti hanno bloccato lunedì gli accessi agli uffici dell’azienda produttrice di armamenti in Pariser Platz, nei pressi della Porta di Brandeburgo. L’azione si è svolta due giorni dopo una precedente manifestazione contro Rheinmetall nel distretto berlinse di Wedding. Secondo quanto comunicato dalla polizia, l’intervento delle forze dell’ordine si è concluso alle 9:20 con la rimozione dei manifestanti dagli ingressi della struttura.
La mobilitazione è stata rivendicata dal gruppo “Peacefully against Genocide” (Pacificamente contro il genocidio), che aveva annunciato di aver bloccato gli accessi agli uffici Rheinmetall. Durante la protesta sono state esposte immagini che, secondo gli organizzatori, rappresentano la distruzione e le sofferenze nella Striscia di Gaza.
Il blocco degli uffici Rheinmetall e l’intervento della polizia
Secondo quanto dichiarato dal portavoce della polizia Martin Halweg al quotidiano B.Z., a occupare gli ingressi degli uffici di Rheinmetall in Pariser Platz sono stati oltre 40 manifestanti, 38 dei quali si sarebbero incollati nei passaggi di accesso per impedire il transito. Sul posto sono stati impiegati circa 70 agenti, incaricati di rimuovere i partecipanti e ripristinare l’accesso alla struttura.
La polizia ha riferito che durante lo sgombero non si sarebbero verificati episodi di resistenza. Solo una persona avrebbe tentato di unirsi nuovamente al gruppo dopo essere stata allontanata. Nei confronti di tutti i partecipanti sono stati in ogni caso emessi provvedimenti di allontanamento dall’area.
Greta Thunberg fermata durante la manifestazione
Anche Greta Thunberg sarebbe stata presente durante il blocco davanti agli uffici Rheinmetall e sarebbe stata temporaneamente fermata dalle autorità, dopo il controllo dei dati personali e un divieto di permanenza nella zona.
Durante la protesta del sabato, l’attivista svedese avrebbe inoltre indossato una maglia con la scritta “Yalla Intifada”, che in Germania, secondo le autorità e secondo alcune sentenze dei tribunali, sarebbe uno slogan illegittimo perché inciterebbe alla violenza contro Israele.
Le proteste contro Rheinmetall continueranno fino al 15 luglio
Le azioni contro lo stabilimento Rheinmetall e le manifestazioni nel distretto di Wedding sono previste fino al 15 luglio. Gli attivisti contestano l’impiego di armi tedesche nel conflitto di Gaza e in altri scenari di guerra e attaccano per questo apertamente l’industria tedesca degli armamenti.
Le autorità continuano intanto a monitorare le iniziative organizzate nella capitale tedesca, in particolare quelle che prevedono blocchi degli accessi e occupazioni temporanee degli spazi pubblici.




